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La Uil: «All'Asp di Reggio milioni di euro di spese fuorilegge»

Nuova denuncia del segretario Simone: «Al dg spetterebbe solo l’ordinaria amministrazione, invece ha deliberato molti provvedimenti»

Pubblicato il: 20/02/2019 – 13:02
La Uil: «All'Asp di Reggio milioni di euro di spese fuorilegge»

REGGIO CALABRIA All’Asp di Reggio sarebbero stati deliberati molti «provvedimenti di spesa per milioni di euro privi delle basilari condizioni richieste dalle norme di legge per il riconoscimento della relativa validità giuridica». A denunciarlo e la Uil Fpl che, con il segretario territoriale Nicola Simone, mette ancora nel mirino l’attuale direttore generale facente funzioni Pasquale Mesiti, che secondo il sindacato «non possiede i requisiti di legge per ricoprire l’incarico di direttore sanitario e meno che meno di dg» non avendo «mai ricoperto alcun incarico di struttura complessa». Mesiti è stato nominato – secondo la Uil Fpl «in palese violazione di legge» – con decreto del commissario ad acta del 24 gennaio scorso e in virtù di questa nomina non gli spetterebbero secondo il sindacato «i pieni poteri di gestione ed amministrazione dell’Asp, bensì quelli di ordinaria amministrazione in attesa della nomina del direttore generale». Eppure, «in spregio del Dca di nomina, ha deliberato decine di provvedimenti di spesa per milioni di euro». Per la Uil Fpl reggina, Mesiti «agisce nella duplice e configgente veste di direttore sanitario e direttore generale, con l’illegittimo parere del dr. Giuseppe Corea, dirigente esterno, ex art 15-septies, espresso nella duplice ed altrettanto configgente veste di direttore amministrativo e direttore dell’Ufficio economico finanziario», tanto che «l’incarico del suddetto dirigente è stato oggetto di serie censure del Collegio Sindacale in quanto conferito in violazione di legge». Secondo Simone, dunque, «il livello di illegalità raggiunto nell’Asp non ha precedenti» e, per questo, il sindacalista si rivolge alla magistratura, al ministero della Salute e, infine, al commissario Saverio Cotticelli e al dg del dipartimento regionale Salute Antonio Belcastro chiedendo di «non attendere passivamente lo scioglimento dell’Asp per motivi di mafia».

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