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«Eni e il Cnr dimenticano (ancora) la Calabria»

Protesta della Filctem Cgil dopo la firma del protocollo d’intesa per la ricerca nel Mezzogiorno. «Crotone e Vibo hanno bisogno di investimenti»

Pubblicato il: 26/03/2019 – 11:42
«Eni e il Cnr dimenticano (ancora) la Calabria»

CATANZARO «La firma del protocollo di intesa per 4 centri di ricerca nel Mezzogiorno su sviluppo sostenibile e valorizzazione della ricerca tra l’ad di Eni e il presidente del Cnr alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte è un segnale molto positivo per la ricerca italiana e per stimolare nuovi percorsi di sviluppo nelle regioni meridionali. In questo contesto “stupisce” dover registrare come anche in questa occasione la Calabria sia stata ancora una volta esclusa». È quanto si afferma in un comunicato della segreteria regionale della Filctem Cgil.
«Non ne facciamo una questione di campanile – è detto nel comunicato – ma vogliamo evidenziare la significativa presenza di Eni e Cnr nella regione che certamente merita attenzione e sviluppo. Tra l’altro il recente annuncio da parte del presidente Conte di una riunione imminente del Consiglio dei Ministri in Calabria, “regione abbandonata” testualmente, impone un quadro di interventi di immediata realizzazione con una visione a 360 gradi delle potenzialità di crescita. In sintesi questa la presenza di Eni in Calabria: a Crotone, le piattaforme di estrazione e produzione del gas che copre un pezzo significativo di fabbisogno del Paese in termini energetici e i dismessi impianti chimici con le relative problematiche inerenti alla bonifica ed il riutilizzo sei siti; a Vibo Valentia, depositi costieri di carburante e Gpl e il Centro di Ingegneria fondato dalla Snamprogetti nel 1969 su impulso del vecchio Ministero delle Partecipazioni Statali».
In particolare, riporta ancora il comunicato, Filctem ritiene che «l’area di Crotone necessiterebbe di investimenti di sistema e di una nuova visione dello sviluppo sostenibile nel campo delle energie rinnovabili, utilizzando le vocazioni del territorio e favorire la crescita di un Distretto energetico dell’area e che per il Centro Ingegneria di Vibo servono investimenti e un urgente Piano Quadriennale di assunzione di giovani risorse locali (almeno 20 per anno) per rafforzare le capacità tecniche/specialistiche e dare nuova linfa e prospettive per favorire la eventuale partecipazione attiva a progetti di ricerca nel settore energetico. Facciamo pertanto appello all’ad di Eni Descalzi al fine di dare una svolta concreta nelle scelte del Gruppo verso la Calabria che certamente merita maggiore attenzione e al presidente del Consiglio Conte di tenere nella giusta considerazione queste precise idee-proposte nel momento in cui la situazione calabrese assume priorità nell’azione di governo».

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