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La trasferta calabrese di Salvini nel mirino della Corte dei conti

Al vaglio della magistratura contabile c’è anche la tappa catanzarese del ministro dell’Interno. L’inchiesta riguarda i voli di Stato usati dal leader della Lega anche per iniziative elettorali

Pubblicato il: 16/05/2019 – 16:57
La trasferta calabrese di Salvini nel mirino della Corte dei conti

di Alessia Candito
LAMEZIA TERME C’è un coté calabrese nell’inchiesta aperta dalla Corte dei Conti sui voli del ministro dell’Interno. Dopo l’inchiesta di Repubblica, che ha svelato come più volte Matteo Salvini abbia usato mezzi dello Stato per partecipare a iniziative elettorali o di propaganda, agganciandole a manifestazioni ufficiali, la magistratura contabile ha avviato approfondimenti su una serie di viaggi. Fra questi c’è anche l’ultima trasferta calabrese di Salvini. Come sempre, un viaggio in due tappe. La prima, ufficiale, a Platì, dove il ministro dell’Interno ha tagliato il nastro di un immobile confiscato alla ‘ndrangheta e consegnato alla Curia. La seconda, politica, a Catanzaro, dove il leader della Lega ha tenuto un comizio elettorale scandito da fischi e contestazioni. Tutti gli spostamenti però sono stati fatti con aerei ed elicotteri dello Stato.
Venerdì scorso alle 6,55 il leader della Lega sale a bordo del P-180 diretto a Reggio Calabria, dove un Augusta lo aspetta per raggiungere la Locride per la cerimonia antimafia. Alle 12,12 Salvini poi riparte per Lamezia Terme e da lì in elicottero fino a Catanzaro per il comizio elettorale. Alle 16,34, poi, partenza per Napoli per un incontro in Prefettura sull’arresto dei feritori della piccola Noemi e due ore dopo l’ultimo viaggio per Linate in vista dell’adunata degli alpini del giorno dopo. Spostamenti solo in parte giustificabili con l’attività ministeriale e per questo finiti nel mirino della magistratura contabile, che secondo indiscrezioni potrebbe allargare l’indagine su tutti gli spostamenti a spese dello Stato fatti da Salvini da quando è ministro dell’Interno. Un’indagine che potrebbe rivelarsi lunga e complessa. Sempre secondo quanto riportato da Repubblica, il titolare del Viminale quegli uffici li ha frequentati ben poco. Nei primi quattro mesi e mezzo del 2019 il vicepremier è stato assente per 95 giorni, partecipando a 211 eventi tra comizi elettorali e incontri non istituzionali. E diversi di questi hanno avuto luogo in Calabria. (a.candito@corrierecal.it)

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