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Redde rationem a Lamezia, il Pd chiede a Oliverio un "gesto di generosità" – VIDEO
Tesa riunione nella segreteria regionale. «Gli interessi della Calabria e del partito vengono prima delle ambizioni personali». Oddati ha parole di elogio per la giunta («argine contro la ‘ndranghet…
Pubblicato il: 08/08/2019 – 20:04
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LAMEZIA TERME Lo scontro è stato duro, certamente al di là dei toni istituzionali utilizzati nelle dichiarazioni pubbliche. Le parole di Nicola Oddati sono state ferme, qualcuno – anche tra coloro che non sponsorizzavano la candidatura di Oliverio – si è addirittura stupito di tanta determinazione, quando il responsabile del Pd per il Mezzogiorno ha ricordato al governatore i tanti incarichi ricoperti, dagli esordi a San Giovani in Fiore, alle due esperienza da presidente della Provincia, fino a quelle in consiglio regionale e in Parlamento. Un lungo elenco funzionale alla richiesta del passo indietro evocato nell’intervista di Nicola Zingaretti ad Agorà, riproposta nella segreteria regionale di Lamezia Terme davanti. Oddati ha fatto leva sulla generosità di Oliverio, lo ha sollecitato a farsi da parte per contribuire a costruire un percorso che porti a una candidatura nel segno del rinnovamento. E non ha posto come pregiudiziale alla (nuova) discesa in campo del governatore né le inchieste giudiziarie né l’insoddisfazione per i risultati di cinque anni di governo regionale. Ha fatto, piuttosto, riferimento al «clima» e al sentimento dell’opinione pubblica che vedrebbe il Pd soccombere se decidesse di insistere sul tentativo di portare a casa il secondo mandato. «Mettere i bisogni della Calabria e del partito prima delle esigenze personali»: è uno dei refrain che il partito nazionale oppone ai desiderata di Oliverio.
Che, da parte sua, si sente ancora in gioco. E ha utilizzato – nel redde rationem lametino – una metafora forte per riassumere il suo disagio rispetto alle dichiarazioni di Zingaretti in Rai. «Oggi mi avete messo le dita negli occhi», ha spiegato all’assemblea. Che, per la parte cosentina dei partecipanti (soprattutto il consigliere regionale Giuseppe Aieta, il segretario provinciale Luigi Guglielmelli e la deputata Enza Bruno Bossio), lo ha spalleggiato. Poggiando le obiezioni al ragionamento del dirigente nazionale sulla legalità statutaria del partito (si facciano le primarie e si deciderà) e, soprattutto, sull’esigenza di non cedere al giustizialismo e alle impressioni che arrivano dalle inchieste («che si sgonfieranno», secondo i sostenitori del governatore). Roma, però, è ferma sulle proprie posizioni: andare oltre Oliverio assieme a Oliverio, contando sulla sua esperienza e sulla sua partecipazione per non spaccare il partito. Soprattutto «per non spianare la strada all’ondata di destra» che fa parte del «clima» più volte evocato nel corso della riunione.
https://www.youtube.com/watch?v=8RzbzS5dptU&feature=youtu.be
«GIUNTA E PRESIDENTE SONO STATI UNA FRONTIERA DI LEGALITÀ CONTRO LA ‘NDRANGHETA» Oddati, al termine dell’incontro ha ribadito quanto emerso in giornata («chiediamo a Oliverio di non candidarsi lui ma di essere punto di riferimento nella scelta di una candidatura che possa rafforzare la nostra proposta politica»), senza nascondere che il governatore non ha esattamente aderito alla proposta in maniera entusiastica (e c’era da aspettarselo): «Io penso che ci sia bisogno di tempo per maturare un percorso – ha spiegato ai cronisti –. Ma credo che Oliverio abbia apprezzato la lealtà, l’onestà e la serietà con la quale abbiamo affrontato il tema». L’inviato di Zingaretti in Calabria ha poi specificato che il partito nazionale esprime «un giudizio positivo sull’operato della giunta regionale della Calabria, soprattutto sull’utilizzo dei fondi europei». E ha specificato: «Questa giunta e il presidente sono stati una frontiera di legalità contro la ‘ndrangheta. Il Pd è un argine contro la criminalità organizzata. Dell’onestà di Oliverio e della giunta regionale siamo certi e da questo ripartiamo». Il nodo è politico: «La situazione è mutata nel corso di questi anni, c’è una forza del centrodestra la cui emersione non era prevedibile. Dobbiamo insieme costruire una fase nuova. E Oliverio ha una storia lunghissima, ha svolto ruoli di primo piano, ci possiamo permettere di chiedergli di costruire in insieme una nuova candidatura».
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