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“Eventi Florensi” al via con l’inaugurazione di due mostre

A San Giovanni in Fiore prende le mosse il programma culturale promosso dall’amministrazione comunale in occasione del nono Congresso Gioachimita. L’assessore Corigliano: «Gioacchino è un patrimoni…

Pubblicato il: 19/09/2019 – 15:59
“Eventi Florensi” al via con l’inaugurazione di due mostre

SAN GIOVANNI IN FIORE Al via a San Giovanni in Fiore, con l’inaugurazione di due importanti mostre sulla figura e il pensiero di Gioacchino da Fiore, il programma culturale “Eventi florensi”, ideato e interamente finanziato dall’amministrazione comunale in occasione del nono Congresso Gioachimita. Il primo vernissage è toccato alla collettiva sulle produzioni artistiche ispirate alla simbologia gioachimita degli artisti Luigia Granata, Sisetta Zappone, Domenico Caruso e Domenico e Luigi Scarcelli, arricchita dalla presenza dei gioielli della tradizione orafa sangiovannese dei maestri Spadafora, Angotti e Pertichini. Le opere d’arte, alcune delle quali rivisitate in chiave moderna, sapientemente disposte nei locali dei magazzini badiali, ripropongono i disegni e la simbologia dell’ideologia profetica di Gioacchino da Fiore, trascinando i visitatori in un percorso suggestivo che richiama alla mente tempi lontani ed affascinanti. Il taglio del nastro di questa prima mostra è stato affidato al sindaco baby di San Giovanni in Fiore, Erica Venturo, che, nonostante la giovanissima età, nel suo intervento introduttivo si è mostrata serena e tranquilla. «Conosco Gioacchino da Fiore da sempre – ha affermato il sindaco Baby – Mia nonna me ne ha parlato sin da quando ero in fasce. Gioacchino compariva sempre, in un modo o nell’altro, nelle fiabe che mi venivano raccontate. Per me rappresenta il fondatore del nostro paese, della nostra bella Abbazia e ricordarlo è, per tutti noi sangiovannesi, molto importante». La mostra che rimarrà aperta sino a sabato prossimo 21 settembre, sarà anche occasione per visitare i magazzini badiali aperti al pubblico da pochi mesi, a loro volta testimonianza architettonica di un passato antichissimo. «Diamo il via questa mattina – ha affermato il sindaco Belcastro, visibilmente soddisfatto della presenza numerosa di pubblico – ad una tre giorni ricca di eventi, pensati a corollario del congresso internazionale di studi gioachimiti, con l’obiettivo di avvicinare anche il grande pubblico alla figura di Gioacchino da Fiore, che deve essere sempre più conosciuta e diffusa». Successivamente, è stata inaugurata, presso il Museo Demologico, la mostra “L’età dello spirito. Dante Alighieri e Gioacchino da Fiore” dei maestri Edoardo Bruno ed Ernesto Piccolo. «Si tratta di una mostra di straordinario valore culturale, in cui l’arte diventa racconto e riflessione, attraverso la costruzione di un ponte virtuale tra Dante e Gioacchino, ma anche tra Calabria e Toscana – ha affermato l’assessore alla cultura, Milena Lopez, che ha curato l’intero programma di Eventi Florensi – L’evento espositivo, precedentemente ospitato nelle sale dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, ha già riscosso un grande successo di pubblico e di critica. Un successo che mi auguro possa ripetersi anche a San Giovanni in Fiore, suscitando il giusto interesse di tutti i calabresi e non solo».
L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE CORIGLIANO All’apertura dei lavori del nono Congresso internazionale di Studi Gioachimiti è intervenuta, portando il saluto del presidente Oliverio, assente perché trattenuto a Catanzaro per concomitanti impegni istituzionali, l’assessore regionale alla Cultura Maria Francesca Corigliano, che ha espresso «la condivisione piena della Regione Calabria verso l’opera di divulgazione e valorizzazione della figura e del pensiero di Gioacchino da Fiore portata avanti dal Centro Internazionale di Studi Gioachimiti e dall’amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore». «Per scelta del presidente Oliverio – ha aggiunto la Corigliano- la Giunta regionale ha dato in questi anni alle politiche culturali una direzione precisa che è quella di valorizzare l’identità positiva, autentica, alta della nostra regione troppo spesso conosciuta altrove e, forse, rappresentata anche da noi stessi calabresi, per quelli che sono alcuni aspetti negativi, omettendo e disconoscendo tante positività. Le politiche culturali della Regione in questi anni sono state finalizzate al recupero ed alla valorizzazione dei beni culturali regionali, che sono tanti e di grande valore come l’Abbazia florense, un bene culturale immenso che sarà interessato da un intervento di recupero, grazie ad un programma regionale molto più ampio che ha visto un investimento di 72 milioni di euro. Valorizzare il bene culturale, però, è poca cosa se esso non è adeguatamente conosciuto e se la sua conoscenza non è adeguatamente diffusa in Calabria e nel mondo. Ecco perché questo congresso, giunto alla nona edizione, è importante e prezioso. Così come straordinaria è l’opera di studio, diffusione e conoscenza del pensiero e dell’opera dell’Abate Gioacchino da Fiore che portano avanti da quarant’anni il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti. il presidente, Riccardo Succurro e quanti collaborano con lui. Quarant’anni di vita per un’istituzione culturale sono tanti e rappresentano la solidità e la serietà di un percorso. Diffondere la conoscenza di Gioacchino, chiamare a discutere i più grandi studiosi del mondo del suo pensiero e, nello stesso tempo, coinvolgere centinaia di giovani studenti e studentesse come avete fatto voi questa mattina, creare sinergie tra la Regione, il Comune, la scuola e il mondo della cultura, è un grande risultato a cui va dato il giusto e meritato riconoscimento». Secondo l’assessore Corigliano «Gioacchino da Fiore è un patrimonio immenso che appartiene alla Calabria e al mondo intero. Nostro compito è far conoscere e divulgare sempre più e meglio la sua figura, la sua opera, l’attualità del suo pensiero da cui ognuno può attingere per scoprirne ed apprezzarne la grandezza e il valore. Noi non ci tireremo indietro e continueremo ad incoraggiare e sostenere quanti hanno a cuore il grande patrimonio culturale di questa terra e l’Abate Gioacchino e vogliono farli conoscere a tutti».
 
 

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