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«La sanità risparmi sugli sprechi, non sui servizi»

di Antonio Viscomi*

Pubblicato il: 28/02/2020 – 17:16
«La sanità risparmi sugli sprechi, non sui servizi»

Insieme ai sindaci della provincia di Catanzaro e ai colleghi della deputazione parlamentare ho incontrato questa mattina i Commissari dell’Asp di Catanzaro, il Commissario ad acta gen. Cotticelli ed il direttore generale del Dipartimento regionale Tutela della salute, Antonio Belcastro, per discutere la proposta di riduzione delle guardie mediche. Il Commissario ad acta ha dichiarato di ritenere come non esistente la proposta di riprogrammazione dei servizi di guardia medica, rinviando tutto alla conferenza dei sindaci prevista per il 4 marzo.
Per quanto mi riguarda ho voluto ribadire i seguenti punti:
1. I Sindaci sono alleati non avversari.
I sindaci sono gli interlocutori primi ed essenziali per ogni politica di programmazione sanitaria; i sindaci sono i portatori di competenze e di esperienze che nascono dalla conoscenza dei territori e dall’incontro con le persone; pertanto, nessuna proposta e tantomeno nessuna decisione di riorganizzazione può essere assunta senza il necessario confronto preventivo con i sindaci; per questo ho invitato i commissari a rafforzare la loro azione di riordino senza farsi condizionare da logiche formali e di non cedere alla tentazione di sentirsi assediati, ma di avviare un dialogo continuo e trasparente con i sindaci tutti. Bisogni sempre costruire ponti, non alzare mura, nell’interesse superiore dei cittadini.
2. Non si parte tagliando le guardie mediche, ma costruendo i servizi sul territorio.
Qualunque opera di riorganizzazione dei servizi deve essere consapevole che quello sanitario è un sistema complesso e che pertanto non si può intervenire solo su di un tassello senza operare contestualmente sugli altri, e questo vale in modo particolare per i servizi territoriali. Se si vuole fondare la razionalizzazione dei servizi di continuità nella sistemazione delle UCCP/AFT, allora è evidente che le due cose devono partire insieme, ma partire insieme nei fatti, nella realtà quotidiana, non solo sulla carta. Altrimenti è chiara la conseguenza: sarà più facile tagliare le guardie mediche che realizzare le unità primarie.
3. Si risparmia sugli sprechi non sui servizi.
Che vi siano problemi di risorse è indubbio, così come è indubbio che i criteri di riparto del fondo sanitario nazionale devono essere rivisti nella sede propria, che è la Conferenza Stato Regioni. Per questo serve una forte alleanza tra le regioni meridionali e una forte presenza della regione Calabria in questa conferenza. Al momento, però, dopo anni di ristrettezze, la finanziaria ultima ha aumentato di un paio di miliardi l’importo del fondo. Ma in ogni caso, di fronte a problemi di risorse, prima di guardare alla riduzione dei servizi di continuità assistenziale bisogna avere il coraggio di mettere mano alle gare, agli appalti, agli acquisti di beni e servizi per verificare se presentano o non presentano costi sostenibili e coerenti. E se non li presentano bisogna operare di conseguenza. Anche duramente. E pur con tutte le difficoltà che il decreto Calabria pone e che conosco bene, per averlo contrastato in commissione ed in aula a Roma, e che conoscono bene pure i partiti che all’epoca l’hanno voluto.
4. No al faidate.
L’emergenza epidemiologica da Covid-19 dimostra la necessità di una forte direzione unitaria del sistema sanitario nazionale. Era quello che auspicava il referendum costituzionale di qualche anno fa. Anche per questo all’epoca io fui favorevole. Finì diversamente: vinsero i no. A maggior ragione oggi è necessario che la Regione assuma il ruolo di coordinamento delle azioni di contenimento e gestione del rischio che le ordinanze del governo attribuiscono ad essa. Nessuna aziende può pensare di fare da sola, così come nessun comune può pensare di fare da solo. I virus non conoscono la geografia e i confini delle amministrazioni pubbliche.
In ogni caso una piccola rivoluzione in Calabria questa vicenda delle guardie medica l’ha già prodotta: una deputazione parlamentare al completo, senza distinzione di governo ed opposizione. Mi pare una buona cosa, da apprezzare e da coltivare. Nell’interesse dei cittadini.

*parlamentare del Pd

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