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Assalto al pre-triage (e gogna social) per il primo contagiato a Lamezia

Il nome della persona positiva al Coronavirus circola nelle chat a causa di un errore nella pubblicazione sul sito del Comune. E inizia il via vai in ospedale per i possibili contatti dell’uomo. In…

Pubblicato il: 16/03/2020 – 20:10
Assalto al pre-triage (e gogna social) per il primo contagiato a Lamezia

di Alessia Truzzolillo
LAMEZIA TERME
Crucifige! Ebbene sì. Il coronavirus è arrivato anche a Lamezia Terme. A quanto pare è arrivato da Bergamo, zona rossa a forte pandemia.
Ed è arrivato in aereo il 5 marzo scorso. E’ accaduto che ieri l’uomo, 50 anni,  che aveva contratto l’infezione, e che da giorno 10 manifestava qualche sintomo, si sia recato nella tenda pre-triage allestita davanti all’ospedale di Lamezia Terme e in seguito si sia recato all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro dove, sottoposto a tampone, è risultato positivo. Poi è accaduto anche di peggio. Con un’ordinanza il sindaco di Lamezia Terme ha disposto, com’era giusto fare, la quarantena obbligatoria per 14 giorni per contrastare il contagiato. Il guaio è che l’ordinanza è stata pubblicata senza omissare i dati del malcapitato e ha cominciato a girare su ogni gruppo Whatsapp della città. Il sindaco Paolo Mascaro non si nasconde dietro un dito e ammette la distrazione in un Comune sempre più sguarnito tra malati e persone in ferie. Una distrazione durata non più di cinque minuti, il tempo di nascondere il nome del paziente. Nome cognome e indirizzo di residenza. Ma in quei cinque minuti l’ordinanza non omissata si è diffusa alla velocità della luce e alla velocità della luce ha attraversato la città. Si è scatenata una psicosi senza precedenti. La popolazione ha cominciato a riversarsi nella tenda pre-triage dell’ospedale Giovanni Paolo II. “Io ci ho preso il caffè insieme al bar”, “Io l’ho servito nel mio negozio”, “Ma è vero che è andato a fare la spesa in quel negozio prima di fare il tampone?”, “Io sono il cugino”, “Io sono l’amico”. Quando sul sito del Comune hanno omissato nome e dati del malcapitato era ormai troppo tardi. Whatsapp si è trasformato in una gogna: “Ecco, questo è il figlio”, dice chi ha fatto ricerche su Facebook. “Ma io lo conosco, è un mio amico”, rispondono nelle chat. “Abitano qui”, e zac, nella chat compare la casa intercettata con google map. Il delirio serpeggia in una città che, però, di quarantena non ne vuole tanto sapere. Il traffico che si è registrato lunedì, scuole chiuse a parte, appariva come il traffico di un normale lunedì. “Via Marconi sembra la tangenziale di Milano…cazzo state a casa…”, commenta un ragazzo su Facebook. E non è l’unico. Da un lato dilaga la psicosi dall’altro non si registra quella prudenza che dovrebbe essere d’obbligo in momenti delicati come questo. I parchi sono interdetti al pubblico ma non sono recintati e c’è chi, in barba al decreto, crea comunque assembramenti sul lungomare, nella pineta, sul corso, negli spazi verdi. E speriamo che almeno questo spauracchio serva a contenere l’imprudenza e l’ignoranza che oggi hanno creato fila perfino nella tenda anti-Covid-19 dell’ospedale. Lamezia è un territorio di 162 chilometri quadrati, le forze dell’ordine lo presidiano ma le pattuglie della polizia locale che fino a ieri erano 5, oggi sono ridotte a 4 causa di malattie e permessi. “E’ vero, non tutti rispettano le prescrizioni”, ammette Mascaro. Al Comune, sindaco e assessori hanno fatto colletta, pur di non aspettare i tempi della burocrazia, per comprare qualche presidio di sicurezza.
EMERGENZA TUTE PROTETTIVE All’ospedale di Lamezia, intanto, le tute protettive bastano solo per oggi e domani. Sono state donate dall’FnOpi (federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) mentre le visiere ognuno le ha comprate per sé. Il materiale è scarso e c’è, nonostante la forte mole di lavoro, un grave gap rispetto agli ospedali di Catanzaro. Scarseggiano le tute, così come gli scafandri, e proprio non si riesce a lavorare. Intanto la pandemia dilaga, la psicosi è l’unica risposta che la popolazione recepisce e di questo passo il tre aprile non ci vedrà uscire a godere di questa primavera in anticipo.
IL MESSAGGIO DEL SINDACO Invito alla sicurezza e alla quarantena, ma anche alla calma, nel messaggio che Paolo Mascaro ha rivolto alla popolazione dopo la notizia del contagiato messo in quarantena con tutta la famiglia. “Abbiamo avuto oggi il primo caso di Coronavirus a Lamezia Terme – avverte il sindaco Mascaro in un video messaggio –. Immediatamente abbiamo attivato ogni misura di contrasto a ogni possibile diffusione ed è stata emanata l’ordinanza con la quale il soggetto e tutti i suoi familiari sono in questo momento in quarantena e in isolamento. Nello stesso tempo sono state attivate ulteriori misure con le quali arginare possibili fenomeni. E’ di questa mattina l’ordinanza di chiusura dei cimiteri ed è prossima l’istituzione del Coc (centro operativo comunale, ndr)”. Infine la richiesta dei cittadini a collaborare “per fermare il diffondersi del contagio”. Le indicazioni sono quelle previste dal dpcm ma, sostiene Mascaro, “è opportuno che si vada oltre. Faccio un appello ai lametini di non uscire neanche per fare le passeggiate, di organizzarsi in famiglia affinché la spesa venga a essere fatta non tutti i giorni ma ogni tre/quattro giorni da parte di un solo componente della famiglia e di attuare ogni iniziativa affinché vi possa essere il minor numero di persone in circolazione”. L’invito poi a mantenere la calma e ad attendere le notizie ufficiali senza farsi allarmare da quello che viene diffuso sui social. “Abbiamo continui contatti col presidio ospedaliero di Lamezia Terme e con le forze dell’ordine per intensificare i controlli dei territori. Abbiamo contatti continui con tutte le autorità che insieme stanno combattendo questa grande battaglia”. Poi l’invito alla calma: “Non bisogna vivere nel panico assoluto. Dobbiamo avere il grande senso di responsabilità che ci porti per 10/15 giorni a restare a casa, a cambiare le nostre abitudini e a potere da qui a breve termine riprendere le nostre normali attività. Stringiamo i denti e ce la faremo”.
https://www.youtube.com/watch?v=F6A8LHh-CXs&feature=youtu.be
(a.truzzolillo@corrierecal.it)

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