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Comune di Catanzaro, “strigliata” della Corte dei Conti

La magistratura contabile evidenzia varie “mancanze” nei bilanci 2015, 2016, 2017 chiedendo chiarimenti dettagliati all’amministrazione Abramo

Pubblicato il: 23/03/2020 – 18:37
Comune di Catanzaro, “strigliata” della Corte dei Conti

CATANZARO «Vari aspetti meritevoli di approfondimento». Nemmeno il Comune di Catanzaro, sempre considerato un “modello” in tema di bilanci, sfugge alle censure della Corte dei Conti. Per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Abramo, infatti, arriva (inattesa) la “strigliata” della sezione di controllo della Corte dei Conti, che nell’analisi dei bilanci 2015,2016 e 2017 riscontra una serie di “mancanze” per le quali chiede un esaustivo chiarimento a mezzo di «una relazione dettagliata di risposta».
GESTIONE DELLE ENTRATE E DELLE SPESE «Non piena attendibilità delle previsioni di bilancio» scrive la Corte dei Conti, che, in primo luogo, con riferimento al triennio sotto osservazione, registra «la difficoltà del Comune di Catanzaro nel riscuotere le entrate proprie, segnalando «la necessità di: rendere più efficiente l’attività̀ di riscossione delle entrate proprie, determinare congrui accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità nella gestione di competenza, attivare una più proficua attività di recupero dell’evasione tributaria». La magistratura contabile chiede poi al Comune di Catanzaro «delucidazioni in ordine al mancato accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità in relazione alla voce “sanzioni codice della strada”».
DEBITI RIFIUTI E ACQUA La Corte dei Conti parla poi di potenziali passività non iscritte a bilancio, con riferimento all’annosa questione dei debiti per il servizio dei rifiuti e per il servizio idropotabile. Con riferimento al primo, la magistratura contabile sostiene che a fronte di un debito per i rifiuti nei confronti della Regione di euro6.270.209,24, nelle scritture contabili al 1 dicembre 2015 è presente un residuo passivo denominato “rifiuti” pari a euro 5.586.269,63, «insufficiente a coprire le obbligazioni effettivamente in capo all’ente». «Analogamente per quanto riguarda la fornitura di acqua 1981-2004, da un debito di 19.051.140,81 euro ha dichiarato che le somme impegnate nelle scritture contabili dell’Ente risultavano nel minore importo di 18.624.831,12 euro, con un differenziale di 426.309,69 euro».
RAPPORTI CON LE PARTECIPATE La magistratura contabile osserva poi che « il Comune di Catanzaro in sede di riaccertamento straordinario dei residui all’1 gennaio 2015 2015, non ha effettuato alcun accantonamento a fondo perdite società partecipate, nonostante lo stesso ente detenga quote di partecipazione in diverse società/aziende che presentano perdite di esercizio», inoltre la sezione di controllo della magistratura contabile stigmatizza «in tutto il triennio 2015/2017 la permanenza della mancata conciliazione dei crediti/debiti verso le società/aziende partecipate dal Comune di Catanzaro».
FONDO INDENNITÀ DI FINE MANDATO E TFR Secondo la Corte dei conti, inoltre, «nel caso del Comune di Catanzaro è stato previsto un consistente fondo “indennità fine mandato+Tfr”, pari a 279.734,10 euro a fine 2017»: i giudici contabili chiedono che siano indicate «le somme confluite in tale fondo», rilevando che «lo stesso parrebbe sovrastimato».
DEBITI FUORI BILANCIO Immancabile, poi, la “bacchettata” al Comune di Catanzaro sui debiti fuori bilancio, la cui presenza – scrive la Corte dei Conti – «rappresenta un fenomeno che assume dimensioni rilevanti e reiterate in più esercizi finanziari. Peraltro, anche nell’esercizio 2018 sono stati riconosciuti debiti fuori bilancio per un importo di 1.658.200,14 euro, oltre alla segnalazione di ulteriori debiti fuori bilancio segnalati dopo la chiusura dell’esercizio».
PAREGGIO BILANCIO Anche con riguardo al biennio 2016/2017 – spiega infine la Corte dei Conti «si rilevano passività non rilevati (impegnati) nelle scritture dell’ente (quali debiti fuori bilancio, debiti Rsu verso Regione Calabria e debiti verso società partecipate), che potrebbero inficiare il conseguito pareggio di bilancio. Occorre, quindi, che il Comune fornisca le spiegazioni del caso».
LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI In conclusione «dall’esame delle risultanze degli esercizi 2015, 2016, 2017 emergono varie aspetti meritevoli di approfondimento, al fine di valutare la sussistenza di criticità rilevanti», rimarca la sezione di controllo della Corte dei Conti, che quindi ritiene «necessario che il Comune di Catanzaro ponga in essere, in maniera chiara, dettagliata ed esaustiva, gli adempimenti istruttori indicati nel corpo della presente deliberazione» e chiede entro 60 giorni «una dettagliata ed esaustiva nota, predisposta dal Responsabile Finanziario, sottoscritta dal sindaco ed asseverata dall’organo di revisione». (ant. cant.)
 

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