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Coronavirus, in Calabria l'età media dei contagiati è 52 anni e mezzo

Il report, al 19 aprile, del Dipartimento Sanità della Regione che descrive l’andamento dell’epidemia: 82 gli infetti con meno di 20 anni. L’età media dei deceduti invece è 81 anni. Morti sei pazie…

Pubblicato il: 28/04/2020 – 19:32
Coronavirus, in Calabria l'età media dei contagiati è 52 anni e mezzo

CATANZARO L’età media dei positivi al Coronavirus è 52,5 anni, l’età media dei deceduti per Coronavirus è 81 anni. E’ quanto emerse dal report settimanale curato dal Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, report che fornisce dati e analisi sull’epidemia dal suo inizio in Calabria, dal 28 febbraio: l’ultimo periodo sotto osservazione del report, curato dal settore 9 del Dipartimento regionale, si estende fino al 19 aprile. Secondo quanto evidenziato nello studio, a quella data il totale dei test è stato di 22.234, con 1.035 casi positivi 75 deceduti. Su 998 soggetti positivi censiti prevalgono le donne, ma di poco (502 rispetto ai 496 uomini), con un’età media di 52,6 anni per le donne e 52,3 anni per gli uomini e una complessiva età media dei contagiati attestata a 52,5 anni. Di questi – si evidenzia nel report – i soggetti in età pediatrica contagiati rappresentano il 5,4% del totale, con 17 casi nella fascia di età 1-10 anni, 65 in quella 10-20 anni e poi 86 in quella 30-40, 168 in quella 40-50, 190 nella fascia 50-60 anni, 158 nella fascia 60-70, 106 nella fascia 70-80.

Nel report del Dipartimento Tutela della Salute, poi, si rimarca che «è documentato che i soggetti maggiormente a rischio d’infezione sono coloro che si trovano a contatto stretto con pazienti affetti da Covid-19, in primis gli operatori sanitari impegnati in assistenza diretta ai casi. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sono molti i professionisti sanitari che hanno contratto il virus, risultando, su scala nazionale, una delle categorie maggiormente colpite. Al 9 aprile 2020, sono stati riportati al sistema di sorveglianza della piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità 14.066 casi di Covid 19 tra gli operatori sanitari: di questi, 66 in Calabria. Diversamente di quanto avviene nella popolazione generale, negli operatori sanitari calabresi in questa prima analisi, si osserva un numero maggiore di casi di sesso femminile rispetto al numero di casi di sesso maschile. Il primo caso di Covid tra gli operatori sanitari si è verificato nella provincia di Crotone, mentre il numero maggiore di casi si è riscontrato nella provincia di Catanzaro, in seguito al focolaio individuato presso una Rsa».

I RISCHI NELLE CASE DI CURA Secondo il report del Dipartimento regionale, «una seconda categoria di soggetti a rischio è rappresentata dagli ospiti delle strutture residenziali sociosanitarie. In tali strutture gli ospiti, in genere con un’età superiore ai 60 anni, spesso presentano patologie multiple, croniche, fragilità e disabilità. Tale categoria di soggetti è potenzialmente a maggior rischio di evoluzione grave, qualora colpiti da Covid-19»: nel periodo sotto osservazione, quindi fino al 19 aprile, i casi confermati riconducibili a queste strutture, inclusi gli operatori sanitari e socio sanitari e i contatti sono 223, con un’età media di 65 anni, inoltre «la percentuale dei casi positivi sul totale dei soggetti testati ha raggiunto un massimo in data 16 marzo (10,9%), per poi decrescere, in modo più marcato, dal 28 marzo, fino ad arrivare al 4,7% in data 19 aprile».

LE PATOLOGIE PREGRESSE Per quanto riguarda l’andamento dell’epidemia, «nel periodo di osservazione il valore più alto (96 nuovi casi) è stato raggiunto in data 27 marzo in relazione con il manifestarsi di un focolaio all’interno di una Rsa. L’analisi dei dati del periodo 29 febbraio – 19 aprile conferma come in regione Calabria la curva di crescita dei casi positivi abbia assunto un andamento simil-esponenziale nella prima fase dell’epidemia, fino alla data del 27 marzo, a partire da tale data si evidenza un decremento». Per quanto riguarda i decessi per Coronavirus, il Dipartimento regionale Tutela della Salute evidenzia che «in data 13 aprile, per la prima volta durante l’epidemia, il numero dei guariti ha superato il numero dei deceduti. Alla data del 19 aprile il tasso di letalità (percentuale dei deceduti su totale casi positivi) è pari a 7,25%». Con riferimento alle patologie pregresse dei contagiati deceduti, complessivamente, 6 pazienti (8,0% del campione) presentavano 0 patologie, 21 (28,0%) presentavano 1 patologia, 20 presentavano 2 patologie (26,7%), 10 presentavano 3 patologie (13,3%) e 18 presentavano 4 o più patologie (24,0%). Tra le patologie preesistenti più frequenti, l’ipertensione arteriosa (41%), la broncopneumopatia cronica ostruttiva (22,7%), il diabete mellito tipo 2 (17,3%) e la demenza (14,7%). Secondo il report, infine, al 19 aprile l’età media delle vittime è 81 anni (85,4 le donne, 74,7 gli uomini). (c. ant.)

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