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Primo maggio, Cgil, Cisl e Uil: «Sindaci e Regione chiudano le attività commerciali»

CATANZARO Le segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, chiedono la rivisitazione delle ordinanze dei sindaci e della Regione, in vista del Primo Maggio: chiudere le attivit…

Pubblicato il: 29/04/2020 – 13:53
Primo maggio, Cgil, Cisl e Uil: «Sindaci e Regione chiudano le attività commerciali»

CATANZARO Le segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, chiedono la rivisitazione delle ordinanze dei sindaci e della Regione, in vista del Primo Maggio: chiudere le attività commerciali per questioni di sicurezza.
«Sarà un Primo Maggio particolare – scrivono i confederali in una nota – per tutti i lavoratori e le lavoratrici quello del 2020, una Festa che il sindacato unitario ha dedicato alla Sicurezza con uno sguardo a quello che sarà il futuro. Un tema importante quello della vita e della Sicurezza sul lavoro, prioritario rispetto all’economia ed al profitto, e non sacrificabile. Tanto è vero, che il decreto del Governo sulla fase due si integra con il Protocollo sulla Sicurezza e la Prevenzione del Covid19 sottoscritto con il Sindacato. In Calabria, la presidente Santelli, da una parte preoccupata per le conseguenze che la fase 2 gestita dal Governo possa inficiare gli sforzi messi in campo per contenere il Virus, dall’altra da il via libera, con la sua ultima ordinanza alla riapertura nei giorni festivi dei supermercati». 
Ed è a questo punto che i sindacati evidenziano i due livelli, «o pesi e misure diversi, uno che vale per i cittadini e l’opinione pubblica, l’altro per i lavoratori e le lavoratrici del commercio (come se questi ultimi non fossero anche cittadini con pari dignità e diritti)». Si chiedono, quindi, «se era proprio necessario, come sta accadendo, dare il via libera alle aperture non tenendo conto che il Primo Maggio è una data importante per le lavoratrici ed i lavoratori che hanno tutto il diritto di festeggiarlo».
Ma chiedono, soprattutto alla governatrice «di rivedere, almeno rispetto al Primo Maggio la propria ordinanza, considerato che come previsto dal decreto governativo, i supermercati hanno, in diversi punti del territorio calabrese, esteso gli orari di apertura settimanali per permettere ed agevolare l’approvvigionamento alimentare e che riteniamo irrispettoso, per i sacrifici ed il senso del dovere che chi lavora nel Commercio sta compiendo in questa lunga fase di look down, negargli il diritto al riposo ed a vivere a pieno non solo la Festa del Lavoro ma un momento di pausa da trascorrere con i propri affetti più cari».
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil richiamano allo «stesso senso di responsabilità e di solidarietà» i sindaci dei comuni calabresi, «che possono attraverso un’ordinanza specifica, in assenza di una presa di posizione da parte della Regione, determinare la chiusura delle attività commerciali il Primo Maggio».
«È vero, non ci saranno cortei o manifestazioni – è la considerazione finale dell’appello dei confederali – ai quali i lavoratori e le lavoratrici possano partecipare, ma il Primo Maggio non si può cancellare, rimane un giorno importante per chi grazie al proprio lavoro, alla propria fatica, tenta di vivere una vita onesta e dignitosa».

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