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Corigliano Rossano, scontro politico sulla nomina del dirigente comunale

Le opposizioni di centrosinistra attaccano il sindaco sull’incarico affidato a Danilo Fragale: «Danno erariale se adottato senza aver valutato i curricula interni». Mentre l’ex sindaco Mascaro: «Av…

Pubblicato il: 01/05/2020 – 19:27
Corigliano Rossano, scontro politico sulla nomina del dirigente comunale

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Le nomine – perché di affidamenti fiduciari si tratta, secondo l’ex art. 110 del Tuel – dei nuovi dirigenti comunali sono finite ancora nell’occhio del ciclone (politico) della città. Come se ci si fosse svegliati dal torpore “coronavirus” in vista della fase 2 – che comporterà tutta un’altra serie di grane fra verde pubblico e salvaguardia ambientale – l’incarico di dirigente al settore finanziario del Comune di Corigliano Rossano affidato a Danilo Fragale (qui la notizia) ha scosso anche gli animi di chi, legittimamente, ambiva a quella posizione da “interno”, provocando nel personale dipendente un tam tam di disapprovazione. E con una certa amarezza, perché come  ha sottolineato qualcuno, nella classificazione del neo dirigente con categoria D2 (Istruttore direttivo) pare si sia «forzata la mano». Infatti il neo dirigente è una ex settima qualifica funzionale, quindi categoria D1, D2 economica per gli anni maturati, mentre nella pianta organica comunale vi sarebbe già chi può vantare una ex ottava qualifica D3 (Funzionario Amministrativo), superiore al neo assunto.
LA PRASSI Peraltro, la norma in materia di reclutamento del personale prevede che per conferire legittimamente un incarico dirigenziale ad un soggetto esterno è necessario espletare, prima della procedura comparativa, un interpello interno, che consenta all’amministrazione di accertare l’insussistenza o l’indisponibilità della professionalità richiesta per l’attribuzione dell’incarico, al suo interno, anzitutto tra i dirigenti e funzionari di ruolo.
La non rinvenibilità nei ruoli dell’amministrazione deve essere apprezzata oggettivamente, in modo da limitare il ricorso a contratti al di fuori dei ruoli dirigenziali, costituenti deroghe al principio del pubblico concorso, sia in ossequio a ragioni di contenimento della spesa pubblica, sia per non mortificare le aspettative professionali dei dirigenti interni. In sostanza, prima si dovrebbe ricorrere all’avviso interno, con valutazione dei curriculum, solo poi, qualora le professionalità non fossero oggettivamente idonee, il ricorso a un dirigente esterno.
Dunque, legittimo potrebbe essere il mal di pancia per esempio, del dirigente Antonio Le Fosse, estraniato dall’area contabile, per la quale ha vinto un concorso. Pari discorso potrebbe farlo qualche altro funzionario, già responsabile dei Tributi, sempre in panchina, anche quando il commissario Bagnato gli mise a capo un funzionario pensionato dal comune di Bagnara.
OPPOSIZIONI Del “caso” se ne sono occupati i consiglieri di opposizione di quel centrosinistra lontano dalle forze politiche che sostengono Stasi – che fanno prefigurare un danno erariale al comune – e l’ex sindaco Stefano Mascaro.
PRIMO AFFONDO «Il nuovo dirigente – sostengono i consiglieri comunali Gino Promenzio, Rosellina Madeo, Aldo Zagarese e Francesco Madeo – viene scelto, dice Stasi “per aver dimostrato di essere in possesso di idonee caratteristiche per ricoprire il ruolo dirigenziale con ampiezza di vedute, con capacità di interazione con gli altri settori dell’Ente e con grande predisposizione all’innovazione tecnologica nell’ottica di un’Amministrazione sempre più digitale”. Queste caratteristiche il dott. Fragale le avrebbe maturate – insistono – con l’incarico di Istruttore direttivo presso il Comune di Feroleto Antico, affinando probabilmente ciò che ha appreso al fianco del segretario generale Lo Moro, del quale è quasi compaesano, nell’esperienza al comune di Cirò Marina».
I quattro, poi ricordano come l’attuale incarico sia un «ripiego» dopo aver dovuto rinunciare a un funzionario del comune di Vibo Valentia e prima ancora ad un funzionario rossanese in servizio in un comune della cintura romana, «impegnato ad altissimi livelli nella Pubblica Amministrazione e con grandi prospettive di carriera. Un dirigente vero – rilevano i quattro della minoranza di centrosinistra – a cui probabilmente sono bastati pochi secondi per rendersi conto dello scalcinato livello di questa giunta comunale, rifiutandone la proposta».
SECONDO AFFONDO Ed in quanto incarico fiduciario, proseguono, «lo paga la città». Ed invece, a loro dire, «un sindaco bravo, se ne dispone in pianta organica, sceglie tra i dipendenti già presenti, determinando così un notevolissimo risparmio alle casse comunali». Quindi «va in onda una delle solite parate “democratiche” di Stasi. Potendone fare anche a meno, decide di organizzare, col segretario Lo Moro, un “avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di dirigente del Settore Economico-Finanziario ex articolo 110 Comma 1 TUEL” a fine gennaio. Vengono ammessi, alla “selezione” sette professionisti. Alla “selezione” – dicono ancora i quattro – partecipa anche Silvio Campana, funzionario del nostro comune molto preparato, ma evidentemente non quanto basta. Presente, inutilmente, alla scampagnata anche Giovanni Santo, memoria storica ed efficiente dell’ex Comune di Corigliano Calabro. Non si trova invece in elenco l’altro bravo dirigente di ruolo Le Fosse, il quale avrebbe titoli e competenza per svolgere tali mansioni, ma chiaramente non meritevole di interesse politico».
Secondo Promenzio, Madeo, Zagarese e Madeo, «il dottor Fragale costerà alla nostra collettività tra gli 80 e i 90mila euro l’anno. Se questa giunta avesse scelto tra le risorse interne al comune, soddisfacendo tra l’altro appieno il Decreto Legislativo 165 del 30 marzo 2001, nel caso del dottor Campana, al netto di contributi e tasse, avremmo speso tra i 7 e i 12mila euro. Per il dirigente Le Fosse, zero».
TERZO (E PIÙ GRAVE) AFFONDO «Il sindaco Stasi con la nomina del nuovo dirigente dell’area Finanziaria ai sensi dell’art. 110 Tuel delegittima e sconfessa la sua stessa attività di oppositore – sostengono ancora i quattro della minoranza – allorquando unitamente ad altri consiglieri comunali di opposizione dell’ex Comune di Rossano, tra i quali l’attuale presidente del Consiglio Grillo, denunciò alla Procura della Repubblica l’intera giunta ed il sindaco (Mascaro, ndr) per il sol fatto di avere avviato una procedura finalizzata alla nomina di un dirigente esterno con le medesime modalità, ritenute all’epoca illecite ed illegittime, tanto da generare una indagine penale presso la Procura della Repubblica di Castrovillari a carico di alcuni tra amministratori e dipendenti comunali. Oggi invece lo stesso Stasi, sindaco non più oppositore, al calar del sole, spenti i lampioni, nel momento storico meno “opportuno”, in maniera silente, tira fuori dal cilindro un dirigente nominato con procedura proprio ai sensi del 110 Tuel, quella stessa procedura da egli stesso contestò perché ritenuta addirittura illegale».
Insomma, mentre si archivia la questione sulla dirigenza economico-finanziaria, già si profila all’orizzonte la spinosa questione del settore Lavori pubblici, con da una parte proprio il sindaco Stasi e dall’altra l’area politica coriglianese riconducibile al suo vicensindaco. Tra l’altro i due pare abbiano avuto proprio in queste ore un intenso vis à vis durato molto tempo.
LO SFOGO DI MASCARO L’ex sindaco di Rossano, denunciato da Stasi ed altri ex consiglieri comunali proprio perché aveva avviato la procedura della nomina temporanea di un dirigente, si è lasciato andare ad una considerazione sulla sua pagina Facebook.
«Finalmente – scrive Stefano Mascaro – abbiamo chiarito che tutti possono nominare funzionari ex art 110. Prima i tre del commissario Bagnato e poi il sindaco attuale con altri tre, tranne io e la mia amministrazione. Quattro consiglieri del tempo con esposto in Procura della Repubblica causarono quattro avvisi di garanzia – ricorda l’ultimo sindaco di Rossano, prima della fusione – che dopo 18 mesi gli uffici preposti stanno per archiviare perché vicenda non illegittima e illegale, per come lo stesso denunciante a ruoli invertiti (Stasi) ha deciso e scelto oggi e che accettò in silenzio tombale le nomine del commissario prefettizio senza esposti in Procura della Corte dei Conti e senza alcuna riga a Procura. Oggi dove sono? Che dicono? Provano vergogna? Sono pentiti? Se li conosco credo di no».
Stefano Mascaro rammenta ancora che «la commissione individuata da noi per la scelta del funzionario al personale era composta da due segretari comunali che io non ho mai conosciuto, oltre al nostro segretario comunale, mentre oggi assistiamo a nomine decise da commissione interna al comune con dirigenti laureati ma in discipline diverse. Con quali competenze si valutano i candidati?», si chiede Mascaro. Il quale, anche lui, ricorda che il comune di Corigliano Rossano «aveva e ha in pianta organica un dirigente finanziario vincitore di concorso che ovviamente è stato dimenticato e anche mortificato». (l.latella@corrierecal.it)

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