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20.20 | Fase 2, Foti: «Non dobbiamo prestare il fianco al Covid con atteggiamenti sconsiderati»

Il direttore di Malattie Infettive del Grande ospedale metropolitano di Reggio nel corso del talk show lancia un ammonimento: «Se si continua così c’è il rischio di un rebound del virus che lo rico…

Pubblicato il: 19/05/2020 – 12:29
20.20 | Fase 2, Foti: «Non dobbiamo prestare il fianco al Covid con atteggiamenti sconsiderati»

LAMEZIA TERME «Il momento più difficile è proprio quello attuale perché per quanto doloroso sia stato rimanere a casa per tutto questo tempo, si è trattato comunque di una misura drastica ma efficace. Ora invece ci dobbiamo affidare al senso di responsabilità del singolo». A parlare è Giuseppe Foti, il direttore dell’U.O.C. di Malattie Infettive del GOM di Reggio Calabria ospite dell’ultima puntata di “20.20”, il talk de L’altro Corriere Tv (canale 211) condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro e in onda ieri sera.
STILI DI VITA «Bisogna avere uno stile di vita controllato – ha detto Foti nel corso della puntata – a cominciare dal lavarsi le mani spesso, indossare la mascherina in luoghi pubblici e mantenere il distanziamento. Ho visto immagini di città tutt’ora alle prese con l’emergenza e che mi hanno davvero spaventato. Se si continua così c’è il rischio di un rebound del virus che lo ricordiamo non è scomparso del tutto, è solo diminuita la diffusione. Non dobbiamo prestare il fianco al Covid con atteggiamenti sconsiderati».
POSITIVITA’ Dalla vicenda tamponi congelati, ai casi di nuovi positivi di fatto azzerati già da due giorni. Anche su questi punti Foti ha le idee chiare: «Sappiamo che negli ultimi giorni c’è stata una netta flessione del rilevamento delle positività, non dei contagi. Ricordiamo che questo virus dura anche più di un mese e quindi dire che in questi due giorni abbiamo avuto “contagi zero” significa poco ancora, bisogna attendere almeno quindici giorni di contagio 0, fino ad allora l’allerta deve essere massimo». «Dal punto di vista dei numeri abbiamo avuto 86 ricoveri che hanno impegnato notevolmente il personale medico anche perché questi pazienti che devono essere isolati e assistiti in ambienti dedicati e per fortuna avevamo già preparato tutto. È stata difficile e impegnativa la parte organizzativa con l’isolamento del centro Covid dal contesto ospedaliero ma provvisto dei reparti previsti, del triage e una radiologia che ha incluso anche la Tac».
IL FUTURO «L’orientamento è quello utilizzare il blocco Covid finalizzandolo a quelle discipline che possono essere chiamate in causa per una pandemia, soprattutto legata a virus respiratori che sono quelli più temibili. In quell’ambito dunque potremmo inserire Malattie Infettive, Pneumologia e altre strutture di supporto alla gestione di pazienti Covid e non Covid».

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