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I pugni dopo la richiesta di informazioni, poi la rissa. La cronaca delle violenze a Diamante

Rimangono agli arresti domiciliari per decisione del gip i 4 ragazzi cosentini fermati dai carabinieri dopo l’incursione violenta di Ferragosto. I (presunti) colpi sparati in aria a Belvedere e la …

Pubblicato il: 19/08/2020 – 16:55
I pugni dopo la richiesta di informazioni, poi la rissa. La cronaca delle violenze a Diamante

di Michele Presta
PAOLA
Il gip del tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, ha convalidato l’arresto di Christian Ruffolo, Cristian Mirabelli, Fabio Pezzulli e Massimo La Falce. I quattro ragazzi cosentini fermati dai carabinieri dopo l’incursione violenta nel centro di Diamante nel week end di Ferragosto, rimangono agli arresti domiciliari. Secondo il giudice ricorrono le esigenze cautelari e quindi la possibilità attuale di un pericolo di reiterazione del reato, motivo per il quale non potranno lasciare la propria abitazione fino a nuovo ordine. L’episodio di violenza nei confronti di un giovane cameriere di Belvedere Marittimo, vede iscritti i quattro nel registro degli indagati con l’accusa di ricettazione, lesioni aggravate, minacce e porto non autorizzato di armi in luogo pubblico.
IL PUGNO IN FACCIA E LA PISTOLA
Otto giorni di prognosi. Questo è il referto che i medici hanno consegnato in mano al ragazzo vittima dell’aggressione. In base a quanto emerge dalle indagini, il cameriere sarebbe stato avvicinato da Christian Ruffolo e Cristian Mirabelli i quali non gradendo la risposta circa l’orario di apertura di un locale a Diamante, lo avrebbero prima abbracciato poi colpito con un pugno. Da quel momento in prossimità della pizzeria dove si sono svolti in fatti si è scatenato il pandemonio. Due uomini sono accorsi in aiuto del ragazzo, altri si sono avvicinati chi per curiosità chi con l’intento di fermare gli aggressori. In questo frangente Mirabelli ha estratto una pistola con matricola abrasa prima di darsi alla fuga insieme all’amico ed essere catturato a tre chilometri da dove si sono svolti i fatti. Dall’esagitazione del momento non è rimasto fuori Fabio Pezzulli che, secondo quanto denunciato, avrebbe colpito le persone giunte in aiuto della vittima con una mazza di ferro. Non è stato coinvolto nella rissa invece, Massimo La Falce, che proprio mentre i suoi amici erano coinvolti nel raid violento, approfittava della calura agostana per un riposino pomeridiano. Insieme a Pezzulli è stato il primo ad essere fermato dai carabinieri, nonostante dell’accaduto fosse stato informato da una passante. Ad incastrarlo  nella vicenda l’auto di sua proprietà con la quale tutti e quattro sono arrivati a Diamante.
LA DIFESA DEGLI IMPUTATI L’ordine giunto ai carabinieri era semplice: individuare una macchina di colore nero identificata con tanto di iniziali di targa e modello. Da quell’autovettura sarebbero stati esplosi in aria colpi di pistola mentre transitava da Belvedere Marittimo. Circostanza ancora tutta da verificare e sulla quale  non è da escludere che continueranno ad indagare i carabinieri. La ricerca continua dei carabinieri si conclude con il momento in cui scoppia la rissa. Sull’episodio, nel corso dell’udienza di convalida, hanno riferito due imputati. Cristian Mirabellli, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano, rendendo dichiarazioni spontanee ha riferito che l’arma era di sua proprietà e che l’aveva tirata fuori all’insaputa degli altri in quanto si era sentito minacciato e che la stessa era priva di colpi. Mirabelli ha anche provato a spiegare al giudice, ridimensionando l’accaduto, che subito dopo l’aggressione in diversi si fossero scagliati contro di lui. Prova ne sarebbe un arresto poco convenzionale eseguito da persone non identificate come forze dell’ordine sul quale l’avvocato Luca Acciardi, difensore di Christian Ruffolo, ha chiesto approfondimenti alla Procura di Paola. Massimo La Falce, difeso dall’avvocato Aldo Cribari, ha dichiarato la propria estraneità ai fatti così come di non essere a conoscenza dei motivi che hanno scatenato la rissa. Gli altri imputati, invece, hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere e di non rendere dichiarazioni spontanee. (m.presta@corrierecal.it)

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