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L'operazione "Jonny" è "declassata", nessuna promozione per i poliziotti impegnati nell'inchiesta

Regole sempre più stringenti impediscono l’avanzamento di carriera per meriti nonostante il contributo fornito in importanti operazioni antindrangheta come quella messa a segno nel crotonese

Pubblicato il: 05/09/2020 – 10:02
L'operazione "Jonny" è "declassata", nessuna promozione per i poliziotti impegnati nell'inchiesta

di Michele Presta
CROTONE
Giorni, settimane, mesi, anni di indagine per raccogliere elementi probatori e sgominare una delle cosche più importanti sul territorio crotonese, quella degli Arena, non valgono una promozione. Tutti riconoscono il valore e la professionalità degli appartenenti alla Polizia di Stato in Calabria, ma così non sarebbe per il dipartimento di pubblica sicurezza per il quale sono in servizio. La decisione assunta dalla commissione che lo scorso 2 settembre ha valutato le promozioni al merito straordinario, gli encomi solenni e quelli semplici così come le lodi, genera maretta nell’ambiente poliziesco. Per l’operazione “Jonny” coordinata dalla Dda di Catanzaro nessuno ha avuto una promozione per meriti straordinari. Sembrerebbe essere una stortura del sistema che ha reso più stringente i meccanismi di premialità. Sono diversi gli elementi di cui si tiene conto come per esempio il concreto rischio per gli operatori o altri soggetti o la complessità dei servizi effettuati per durata e contesto di svolgimento.
L’OPERAZIONE La Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri coinvolge la Polizia di Stato nell’inchiesta “Jonny”, non potrebbe essere altrimenti. Partono le investigazioni e si uniscono i tasselli di un quadro criminale che coinvolge la cosca Arena. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sanno che avranno a che fare con un gruppo criminale egemone non solo a Isola Capo Rizzuto ma anche nell’entroterra Crotonese e capaci di sconfinare anche in provincia di Catanzaro. Documentano summit di ’ndrangheta e mettono nero su bianco pagine di intercettazioni ambientali e telefoniche che insieme ai servizi di osservazione dinamica consentono di ricostruire l’organigramma dell’intero gruppo criminale. Stanno sulle tracce di intimidazioni anche attraverso l’uso di esplosivo nei confronti di imprese ed esercizi commerciali, imposizioni di vendita di prodotti agricoli ad aziende locali. Annotano le responsabilità penali di un parroco e la gestione in barba alla legge di uno dei più grandi centri di accoglienza. Nelle informative della Polizia di Stato c’è tutto. Un compendio criminale da brividi e che infatti porterà nel 2017 a definire ordinanze di custodia cautelare nei confronti persone ritenute a vario titolo responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto abusivo di armi, danneggiamento, intestazione fittizia di beni, truffa, frode in pubbliche forniture, impossessamento e vendita di beni di interesse storico e archeologico, malversazione e altri reati tutti aggravati dalle finalità mafiose. Un impianto accusatorio che regge sia nei confronti di chi ha scelto di affrontare il processo con rito abbreviato (qui la notizia). Sia per chi ha affrontato il processo con rito ordinario (qui la notizia).
LA RICHIESTA E IL DECLASSAMENTO Considerata l’importanza dell’operazione ed il lavoro svolto dai poliziotti di Crotone e di Catanzaro, il questore di Crotone aveva posto all’attenzione della commissione esaminatrice: tre promozioni per merito straordinario, tredici encomi solenni, sei encomi semplici e sette lodi. Le valutazioni fatte sull’operato però non hanno non ha avuto lo stesso prospetto e dunque con quello che nel gergo viene definito “declassamento di 1” al personale nei cui confronti è stata chiesta una promozione per meriti straordinari è stato riconosciuto un encomio solenne, per i tredici a cui era stato chiesto un encomio solenne si è proceduto con il riconoscimento di un encomio semplice. Gli ìencomi e lodi sono stati invece riconosciuti. Cosa significa? Che i poliziotti continueranno ad agire con il loro grado seppur abbiano dimostrato particolari capacità e dovranno aspettare concorsi interni per progredire di carriera.(m.presta@corrierecal.it)

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