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Acqua inquinata a Schiavonea, parte l'esposto

Un gruppo di cittadini ha dato mandato ad un legale di presentare denuncia alla Procura. Le analisi biologiche confermano che l’acqua era inquinata

Pubblicato il: 11/09/2020 – 12:37
Acqua inquinata a Schiavonea, parte l'esposto

CORIGLIANO ROSSANO Il caso dell’acqua da pozzo immessa nella rete idrica che copre una zona di Schiavonea potrebbe finire nelle attenzioni della Procura di Castrovillari. Un gruppo di cittadini ha dato mandato ad un legale per presentare denuncia.
Per qualche giorno nella seconda metà di agosto, molti abitanti del borgo marinaro hanno espresso tutto il loro malcontento – fra riunioni pubbliche e interventi sui social, anche estremi – nel segnalare il disservizio idrico che ha costretto anche l’Amministrazione comunale a rendere noto che quell’acqua non doveva essere utilizzata per uso domestico.
Un problema tecnico legato allo scavo del pozzo in una zona poco adatta o addirittura atti di sabotaggio, come ha paventato qualcuno, hanno esacerbato gli animi di chi, anche in vacanza, per alcuni giorni non ha potuto utilizzare l’acqua anche per l’igiene personale. Un problema di non poco conto, insomma, al vaglio dei tecnici – e pare che anche per questo motivo un dirigente comunale sia stato sollevato dall’incarico – e, come accennato, forse della procura.
Le analisi effettuate da un laboratorio per conto del comune di Corigliano Rossano hanno evidenziato che il problema c’era, eccome. Chi o perché sia stato messo in rete un pozzo da una falda a quanto pare inquinata, seppur momentaneamente, ha fatto gridare allo scandalo (ed al sabotaggio).
Il problema, ad ogni modo, è stato risolto, anche se degli strascichi per l’inquinamento, soprattutto delle cisterne, sono durati qualche altro giorno.
Le indagini effettuate da un laboratorio hanno «permesso di osservare la struttura dei fiocchi fangosi, costituiti principalmente da batteri di tipo filamentoso, la cui crescita caotica permette la formazione di una trama reticolare in grado di trattenere altri batteri, sostanza organica. Si tratta di batteri filamentosi ferroprecipitanti che intervengono in modo indiretto nella corrosione dei metalli e si sviluppano in acque in cui sono disponibili sia sostanza organica – nel nostro caso fornita dai livelli chimici di ione ammonio – sia ferro (caratteristiche della falda acquifera) anche quello eventualmente rilasciato da possibili tubazioni presenti in alcune zone dell’area indagata. Grazie al loro metabolismo, ricavano energia dall’ossidazione del metallo Ferro ridotto, depositandolo poi in forma di idrossido ferrico all’interno di secrezioni mucillaginose. Tali batteri, trasportati con il pompaggio, si accumulano nei serbatoi e nelle tubazioni dell’acquedotto, causando la formazioni di depositi, con compromissione organolettica delle acque distribuite nonché della stessa colorazione». (lu.la.)

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