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«I partiti non hanno titolo per scegliere i candidati»

di Nunzio Raimondi*

Pubblicato il: 01/11/2020 – 11:02
«I partiti non hanno titolo per scegliere i candidati»

Ci risiamo. È ricominciata la rissa per l’occupazione dei massimi seggi regionali nonostante le mille preoccupazioni di questi giorni per la salute pubblica e le innumerevoli criticità della nostra regione. Nonostante ciò, anche sui media, fioriscono le ipotesi sulle candidature con le solite liturgie, perlopiù tattiche, alle quali i calabresi non sono affatto interessati. Si risvegliano i soliti outsider, animati visibilmente da un’ambizione senza freni, i soliti fautori del cambiamento “perché nulla cambi”. Ecco, questi riti, che avevano ampiamente seccato nel recente passato, riprendono tali e quali con le stesse persone in campo,di cui la gente non ne può davvero più. E sia detto chiaro che la responsabilità di quanto accade è perlopiù dei partiti politici, i quali non hanno bisogno di dimostrare oltre la loro incapacità di selezionare una classe dirigente onesta, corretta, sopratutto indipendente e competente. È la classe dirigente di cui le organizzazioni criminali ha bisogno per gestire il consenso, gli appalti, le clientele e di cui le lobbies si avvalgono per scrivere tutta un’altra storia per la nostra regione. È la storia che conosciamo: quella degli ultimi nelle classifiche con un esercito d’ipocriti che si dice incapace di spiegare il perché e, perfino, si stupisce delle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni… Ed invece il perché non è affatto difficile da scoprire e non è giusto che ce lo venga a spiegare la magistratura (con il riciclaggio dei pacchetti di debiti sanitari dei calabresi sui mercati londinesi),perché la Calabria che legge i dati oggettivi sa benissimo chi trae profitto da questo latroneggio,da questa sottrazione continuata di risorse e gestione padronale delle istituzioni democratiche. Allora perché non possiamo fidarci dei partiti? Perché essi hanno costruito il consenso attraverso meccanismi discutibili e perciò non possono liberarsi dall’interlocuzione con personaggi che sono i gestori di questo consenso in gran parte sporco e fetido. Guardate, i beneficiati da questo sistema ci sono e come, e votano come soldatini (o si fanno ancora ingannare con promesse fantasiose), ma c’è pure un esercito di uomini e donne liberi, che hanno capito il giochetto e che non si faranno più raggirare da tanti interessati venditori di fumo, i quali si siedono a tavoli con figure ignobili, pur di appropriarsi del potere da condividere dipoi con la materia peggiore della società. Anziché fuggire di fronte a questo degrado, i cittadini onesti non voltino le spalle, si facciano avanti con spirito di servizio, per trasformare, con coraggio, una volta per tutte il volto della Calabria. Altro che pannicelli caldi (come la riduzione dei parlamentari): è questa la vera riforma costituzionale di cui ha bisogno l’Italia; la liberazione da una democrazia bloccata dai partiti che avrebbero dovuto, invece, consentire a tutti i cittadini “di associarsi liberamente… per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” e non lo hanno fatto.
* Avvocato – Professore a contratto di Genesi e dinamiche delle organizzazioni criminali nel Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia nell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro

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