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Farmabusiness, le carte dell’inchiesta all’Asp e alla Prefettura di Catanzaro

I due enti hanno chiesto di visionare gli atti dell’operazione sul Consorzio farmaceutico creato con il denaro della famiglia Grande Aracri di Cutro. Al centro delle indagini ci sono anche figure a…

Pubblicato il: 25/11/2020 – 6:58
Farmabusiness, le carte dell’inchiesta all’Asp e alla Prefettura di Catanzaro

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
La Prefettura di Catanzaro e l’Asp del capoluogo hanno chiesto di visionare gli atti dell’inchiesta Farmabusiness condotta dalla Dda di Catanzaro sugli affari illeciti della cosca Grande Aracri di Cutro, in particolare sulla realizzazione di un Consorzio per la distribuzione di farmaci. Asp e Prefettura hanno intenzione di approfondire determinati aspetti dell’inchiesta.
L’INTERESSAMENTO DELL’ASP Al momento è possibile supporre che l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro – retta da una terna commissariale dopo lo scioglimento per infiltrazione mafiosa – sia interessata alla vicenda della concessione di idoneità del capannone che l’Asp ha fornito al Consorzio dopo che due sopralluoghi avevano dato esito negativo.
Solo al terzo tentativo l’idoneità è stata concessa.
Tra il secondo e il terzo sopralluogo, però, è accaduto qualcosa che non è passato inosservato agli occhi degli inquirenti: il 14 gennaio 2015, si sono presentati all’Asp di Catanzaro Pancrazio Opipari e Patrizio Tommaso Aprile, due soggetti considerati vicini alla cosca Grande Aracri. I due avevano preso precedentemente informazioni sulle due dipendenti dell’Asp. Una volta arrivati nella sede provinciale dell’Azienda sanitaria, e individuata una delle due dottoresse, i due uomini hanno preso sottobraccio la dottoressa e invitandola “gentilmente” a prendere un caffè. Una gestualità che i magistrati della Dda non esitano a definire “evocativa”, un non detto che non ha bisogno parole: un eventuale diniego alla richiesta dei due poteva rappresentare un pericolo per la funzionaria. Il fatto lo racconta al telefono lo stesso Opipari, tratteggiando i fatti salienti dell’incontro: «La cosa bella… che se l’è presa sotto braccio e gli ha detto andiamo che adesso le offro un bel caffè… (ride)… gli ha detto Tomasello…». Come scrive il gip: «Sempre più spesso la minaccia è fatta di sfumature». In questo caso, però, «vi è qualcosa di molto di più di una sfumatura», sottolinea il giudice. Dopo questo episodio il certificato di idoneità è stato rilasciato al consorzio. C’è da sottolineare che i due “visitatori” non avevano alcun ruolo con il Consorzio, tale da giustificare una loro sortita e un colloquio con la funzionaria. «Tommaso Opipari, non ha alcun titolo per rappresentare il Consorzio, ma è solo un magazziniere e – come emerge chiaramente anche dalle intercettazioni — la sua bassa cultura è percepibile al primo contatto; per non parlare, poi, di Aprile che proprio con il Consorzio nulla aveva a che fare», scrive lo stesso gip Giulio De Gregorio.
L’INTERESSAMENTO DELLA PREFETTURA Per quanto riguarda la Prefettura il suo interessamento, si suppone, potrebbe riguardare le elezioni comunali di Catanzaro del 2017 nel corso delle quali alcuni soggetti cosniderati dalla Procura vicini alla cosca Grande Aracri avrebbero partecipato attivamente alla campagna elettorale. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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