mercoledì, 03 Marzo
Ultimo aggiornamento alle 7:39
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

Il vento elettorale rende nervosi, fioccano le divisioni interne ai partiti

Nel centrodestra i capigruppo regionali plaudono all’emendamento Occhiuto sul debito della sanità, ma Abramo la vede diversamente. Nel Pd Guccione replica ad Oliverio e Irto sullo “scippo” dei fond…

Pubblicato il: 22/12/2020 – 18:35
Il vento elettorale rende nervosi, fioccano le divisioni interne ai partiti

CATANZARO Fibrillazioni interne agli schieramenti politici, letteralmente “scompaginati” dal vento elettorale. Le schermaglie e le tensioni per le candidature si riflettono anche nelle diverse prese di posizione di esponenti della stessa coalizione e dello stesso partito sul medesimo tema.
CENTRODESTRA SULLA SANITÀ È quello che accade nel centrodestra, dove l’emendamento del vicecapogruppo alla Camera di Forza Italia, Roberto Occhiuto, papabile candidato governatore, per consentire alla regione di accendere un mutuo per ripianare i debiti della sanità incontra il sostegno dei consiglieri regionali di maggioranza ma non del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, altro “papabile” candidato governatore secondo fonti accreditate. «È un grandissimo risultato a beneficio di tutta la Calabria e dei calabresi», scrive la maggioranza del Consiglio regionale della Calabria per la quale «il risultato raggiunto dal deputato azzurro Roberto Occhiuto, che è riuscito a fare inserire nella manovra di bilancio un emendamento col quale, di fatto, risolve il problema del debito sanitario in Calabria che fino ad oggi è stato un fardello pesantissimo che ha impedito ogni investimento e che ha reso impossibile la gestione ordinaria della sanità. Nello specifico, grazie all’emendamento di Occhiuto sarà possibile per le Regioni in deficit, d’ora in avanti, accedere ad una anticipazione di liquidità con Cassa depositi e prestiti per pagare i debiti e dare il via, finalmente, a nuovi investimenti. A Roberto – conclude la maggioranza regionale va il plauso e il merito di questo importantissimo risultato, ottenuto per giunta da un esponente dell’opposizione. Le ripercussioni positive di questo provvedimento consentiranno finalmente alla struttura commissariale di poter agire per invertire la rotta in tema di sanità, consentendo una ripartenza che i calabresi attendono ormai da troppi anni. Complimenti ancora a Roberto Occhiuto, che ha saputo far valere le ragioni della nostra regione in Parlamento». Invece, secondo Abramo, che sul punto ha lanciato un vero e proprio appello ai parlamentari calabresi tutti, ad azzerare il debito della sanità calabrese dev’essere direttamente lo Stato. «Chiedo a deputati e senatori eletti in questa regione, sia di maggioranza che di opposizione, di creare un’unica rete che faccia pressione sul premier affinché levi dalle spalle dei nostri concittadini il peso di quell’immenso buco aggravato da oltre un decennio di commissariamento. In questi giorni si sta discutendo della Legge di Bilancio che dovrà essere approvata entro fine anno: non c’è miglior occasione per provare a introdurre un provvedimento così importante. Era questo, fra le altre cose, un aspetto che lo stesso Conte aveva rivelato di voler affrontare, ricevendoci a Roma poco più di un mese fa, proprio a noi sindaci calabresi. Ci saremmo aspettati – ha rilevato Abramo – che un provvedimento del genere fosse inserito nel Decreto Calabria, ma fino a questo momento non è ancora stato fatto. E allora chiedo a deputati e senatori di alzare la voce: la Calabria non può essere presa in giro. È chiaramente legittimo individuare soluzioni finalizzate a ripianare un debito che va azzerato, ma se c’è un’istituzione che può e deve farlo questa è proprio lo Stato: un mutuo acceso con Cassa depositi e prestiti, quindi con lo stesso Stato a pagarne direttamente le rate. Al contrario – evidenzia il sindaco di Catanzaro – aumentare le tasse nei confronti dei calabresi significherebbe dare un’ulteriore mazzata a un territorio che è stato piegato, negli anni, pure tramite una continua e ostinata riduzione dei trasferimenti statali per il comparto sanitario».
IL PD SI DIVIDE SUI FONDI PER IL SUD Ovviamente, il Pd, che su queste cose è imbattibile, non sta a guardare e anche stavolta non perde l’occasione, l’ennesima, per dividersi e accapigliarsi. Accade sul tema dei fondi per il Sud. Il primo a intervenire è stato l’ex governatore Mario Oliverio: «Apprendo che in piena notte, in Commissione Bilancio nella Camera dei deputati, il Governo ha presentato un emendamento per 2 miliardi di euro da destinare a diverse iniziative in campo nazionale. 2 miliardi che vengono sottratti al fondo della dote europea di 3.5 miliardi destinati al sostegno delle imprese e dell’occupazione nel Mezzogiorno attraverso la #decontribuzione. Due miliardi vengono sottratti per il 2021 e un miliardo nel 2022. Ancora una volta il Sud viene scippato, defraudato di risorse ad esso destinate. È un fatto grave questo – ha sostenuto Oliverio – perché si colpisce uno strumento virtuoso quale quello della decontribuzione che semmai doveva e deve essere potenziato in termini di aumento della quantità di risorse che di più snella accessibilità da parte delle imprese. Un nuovo grave scippo nei confronti del Sud.». Secondo il consigliere regionale Nicola Irto «le notizie sulla ripartizione dei fondi di Next Generation Eu, ma anche sulla riduzione dei fondi per la Decontribuzione Sud, sono fonte di un’enorme preoccupazione che non può essere taciuta. Anzi, la classe dirigente e politica del Sud deve dimostrare coesione e fermezza nel rivendicare ciò che spetta alle regioni meridionali. La possibile riduzione del fondo per la decontribuzione, nell’ordine di 3 miliardi di euro per i prossimi due anni, è molto grave. Il governo nazionale si fermi prima di arrecare un danno enorme alla capacità di ripartenza dell’economia meridionale, che aveva tratto beneficio dalla misura che lo stesso governo aveva inserito nel Decreto Agosto. Per aiutare la Calabria e il Mezzogiorno, la priorità deve essere il lavoro. Solo stimolando l’occupazione si può aiutare la ripresa socio-produttiva delle nostre regioni e, al tempo stesso, combattere la ‘ndrangheta. A Roma – ha rimarcato Irto – si evitino scelte miopi e pericolose come quella di irrigidirsi dietro la clausola del 34% che è contraria allo spirito solidaristico ed equitativo con cui la Commissione europea ha lanciato il programma Next Generation Eu». Di diverso avviso invece il collega a Palazzo Campanella Carlo Guccione: «Nessun taglio delle risorse ai danni del Sud. Anzi i fondi europei saranno decisivi per accelerare la ripartenza e l’uscita del Mezzogiorno dalla crisi economica. Non bisogna cadere nei tranelli e far credere che vengano sottratti soldi destinati all’occupazione e alle imprese del Sud. Dichiarazioni fuorvianti, equivoci che rischiano di creare confusione visto che i fondi per la copertura della decontribuzione sul costo del lavoro nel Mezzogiorno ci sono. I fatti sono questi: si tratta, come è stato spiegato, di una rimodulazione delle risorse finanziate dal programma React Eu per renderle più coerenti con gli obiettivi della programmazione europea. Sul tema coperture della fiscalità di vantaggio Oliviero si è agitato inutilmente, la norma – ha spiegato Guccione – esce rafforzata e non indebolita dal passaggio parlamentare. L’emendamento di cui si parla in maniera erronea è un emendamento tecnico che serve semplicemente a ripartire meglio le risorse di React Eu secondo gli orientamenti e la programmazione concordata con Bruxelles. Una programmazione che, secondo quanto affermato dal ministro Provenzano, riserva oltre i due terzi delle risorse al Mezzogiorno».

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb