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Spirlì esce allo scoperto: «Non si voterà il 14 febbraio»

Il governatore reggente, in una diretta Facebook, annuncia lo slittamento delle Regionali. «Non siamo così scriteriati da mandare i calabresi alle urne con i contagi raddoppiati e Rt che sale. Cond…

Pubblicato il: 31/12/2020 – 16:37
Spirlì esce allo scoperto: «Non si voterà il 14 febbraio»

CATANZARO «Una cosa è certa: non voteremo il 14 febbraio perché tutto è cambiato e non siamo così scrieriati da mandare i calabresi alle urne, alla luce di quello che sta accadendo nelle ultime giornate, cioè il raddoppio dei contagiati e aumento dell’Rt da 0,64 a quasi 2 (qui sbaglia, perché l’indice di trasmissibilità è indicato a 1,09 e non 1,9, ndr)».
L’opportunità è offerta da una diretta Facebook sul profilo personale di Nino Spirlì (non su quello istituzionale della Regione). Il presidente facente funzioni, dopo lo sfogo di ieri contro il governo Conte, che non ha preso posizione sul rinvio delle Regionali previste per il 14 febbraio, annuncia che lo slittamento arriverà per iniziativa della Regione Calabria. Spirlì esce, dunque, allo scoperto, dopo aver firmato assieme alla maggioranza un documento in cui riteneva fondamentale andare alle urne a San Valentino. E dopo aver firmato di suo pugno l’indizione delle elezioni per quella data. Il governatore facente funzioni spiega di voler agire in accordo con tutte le parti politiche (maggioranza e minoranza).
«Lo condividerò – dice – con tutte le persone chiamate a rispondere a questa necessità. Lo faremo perché i calabresi non meritano di essere trattati come li ha trattati finora questo governo»
La data? Rumors parlano dell’11 aprile, ultima domenica utile nella forbice temporale indicata dal governo.
«FORBICE SCELTA DAL GOVERNO E CONDIVISA DAI CAPIGRUPPO» Nel suo discorso ai follower (ai quali non dimentica di mostrare immagini religiose e particolari dell’abitazione), Spirlì descrive quella di oggi come una «giornata tumultuosa» per via del «guazzabuglio intorno alla date delle elezioni regionali». Il governatore reggente ricorda che «la forbice temporale per la scelta della data l’ha dettata il governo Pd-M5S-Iv e Leu: dal 10 febbraio al 15 aprile, prevedendo che in quelle date si potesse votare in condizioni sicurezza sanitarie. Noi, poi, abbiamo scelto la data più onesta, su indicazione di tutti i capigruppo presenti in consiglio regionali». «A fine dicembre – spiega – ci siamo resi conto che qualcosa era cambiato, innanzitutto l’Rt in salita e poi i contagi raddoppiati. Questo è indiscutibile. Mi sono premurato, così, di chiedere al governo di confermarmi quella famosa forbice temporale. E il governo si è rivolto al Cts nazionale che risponde che non è auspicabile il voto in questo periodo perché i contagi sono in aumento. La risposta di oggi, su mia insistente richiesta, è arrivata dal ministero». Non dice quale sia il ministero (probabilmente della Salute), ma passa allo step successivo.
«NESSUN CALABRESE SARÀ MESSO IN PERICOLO» «Non aspetteremo che altri decidano – evidenzia –. In piena serenità ho contattato le rappresentanze dei partiti nazionali e regionali, il presidente del consiglio regionale al quale ho chiesto di contattare i capigruppo, ho contattato io stesso buona parte dei consiglieri di opposizione e maggioranza, ho avuto modo di confrontarmi con tutta la giunta regionale e sto preparando l’atto che sarà quanto prima presentato con la data definitiva delle elezioni. Per rispetto istituzionale attendo di avere una interlocuzione con il presidente della Corte d’Appello ma vi posso assicurare che nessun calabrese sarà messo in pericolo e che nessun calabrese sarà portato davanti alla cabina elettorale se non ci saranno tutte le certezze che ci entra sano ed esce sano». Resta da vedere come la prenderanno i “suoi” consiglieri di maggioranza, che sono già sul piede di guerra.

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