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La moglie del medico morto suicida: «Lasciato solo contro il Covid»

Simona Loizzo racconta a “Non è l’Arena” gli ultimi giorni di Lucio Marrocco. «Era arrivato a lavorare 15-16 ore al giorno. Ed era andato in tilt dopo l’aggravamento di una Oss che si era ammalata …

Pubblicato il: 10/01/2021 – 23:22
La moglie del medico morto suicida: «Lasciato solo contro il Covid»

COSENZA Per Simona Loizzo, medico e moglie di Lucio Marrocco, direttore dell’Uo Prevenzione dell’ospedale dell’Annunziata morto suicida giovedì scorso, suo marito è una vittima dell’eccessivo lavoro e delle pressioni patite nella (lunga) fase dell’emergenza Covid, «affrontata a mani nude». Lo racconta ai microfoni di “Non è l’Arena”, spiegando che «negli ultimi tre mesi trascorreva in ospedale anche 15-16 ore al giorno. Si sentiva responsabile della sicurezza del personale che gli era stato affidato. Ogni sera chiamava a tutti i dipendenti contagiati per sapere quali fossero le loro condizioni. Nei giorni precedenti era andato in tilt quando si erano aggravate le condizioni di una Oss dell’Azienda ospedaliera, che è morta di Covid qualche ora dopo Lucio. L’avvicinarsi della morte di questa donna lo aveva fatto impazzire».
Loizzo racconta un episodio accaduto qualche minuto prima del tragico gesto di suo marito: «Non riusciva a mandare le email. Quella sera la mail aziendale era in revisione, non riusciva a mandare i dati alla Regione ed ebbe una forte discussione con il collega. ‘Non ce la posso fare, non ce la faccio’. E dopo un attimo era giù. Quella di Lucio è una morte bianca».
«Lucio – spiega Loizzo davanti alle telecamere – è una vittima della pandemia, lavorava 20 ore al giorno. Era arrivato a fare anche 500 vaccinazioni al giorno, sono stati soldati mandati alla guerra senza armi. Era come un operaio posto su una impalcatura sprovvisto di imbracatura». E lavorava «in un ospedale in cui tutti prestiamo servizio con grandi difficoltà. Perché da 30 anni di parla di creare una nuova struttura, viste le condizioni dell’Annunziata, ma poi restano soltanto le parole».

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