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Covid, nuovo boom di casi a Corigliano Rossano (65 su 200 tamponi): sarà zona rossa

L’impennata di contagi proietta la città in lockdown. Il sindaco Stasi sta valutando concretamente di chiudere tutto. Decisione in serata

Pubblicato il: 10/03/2021 – 16:57
di Luca Latella
Covid, nuovo boom di casi a Corigliano Rossano (65 su 200 tamponi): sarà zona rossa

CORIGLIANO ROSSANO Zona rossa o arancione scuro. La previsione per Corigliano Rossano sembra essere questa dopo la crescita praticamente esponenziale di nuovi casi registrati nei giorni scorsi, tranne che negli ultimi due perché non sono stati processati tamponi per chissà quale arcano motivo, dopo la “guerra” dei reagenti destinati al “Giannettasio” ma inviati a Palermo una settimana fa.
Lo abbiamo accennato lunedì dopo l’analisi della curva pandemica, ma oggi la red zone sembra una realtà. I dati odierni fanno letteralmente impressione: in città sono stati individuati 65 nuovi casi su (circa) 200 tamponi processati al “Giannettasio”. Uno sproposito che nei fatti significa zona rossa. Per questa ragione, probabilmente, il sindaco Flavio Stasi è in viaggio verso la cittadella regionale mentre in queste ore si sta confrontando serratamente con associazioni di categoria e sindacati.
Contattato telefonicamente Stasi ha ammesso la effettiva possibilità di chiudere i confini della città, ovvero di indire la zona rossa (o arancione scuro). Il sindaco lo aveva accennato già in un post su Facebook questa notte, ma adesso quell’ipotesi, proprio a causa del boom di contagi registrati oggi sembra praticamente una certezza, giacché la curva pandemica rientra nelle formule matematiche che proiettano direttamente in zona rossa.
Una scelta sicuramente difficilissima da intraprendere, per il sindaco e l’amministrazione comunale, considerando che anche le autorità sanitarie sembrano essere del parere di “chiudere” Corigliano Rossano.
Zona Rossa, in sostanza, significa tutto chiuso, a partire dagli spostamenti, che sono vietati all’interno del proprio comune, se non per esigenze lavorative, per comprovate necessità o per problemi di salute, negozi (esclusi quelli per i beni di prima necessità come gli alimentari), bar e ristoranti (solo da asporto fino alle 22), scuole in Dad e coprifuoco.
L’ufficialità potrebbe giungere in serata, di ritorno dalla visita catanzarese di Stasi.

Record negativo

Fino ad oggi solo piccoli centri, in Calabria, erano stati dichiarati zona rossa. Qualora fosse confermata l’ipotesi si tratterebbe del primo caso di queste proporzioni e per una città di 80mila abitanti, con un territorio che è il più vasto della regione con i suoi 350 chilometri quadrati e circa cinquanta contrade. (l.latella@corrierecal.it)

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