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lotta alla ’ndrangheta

Gratteri: «Catanzaro terra di conquista per i clan crotonesi» – VIDEO

I dettagli dell’inchiesta “Big Bang”. Il ruolo di un dj e il coinvolgimento dell’avvocato Santacroce. «Ma la gente si fida di no»

Pubblicato il: 29/03/2021 – 13:16
di Alessia Truzzolillo
Gratteri: «Catanzaro terra di conquista per i clan crotonesi» – VIDEO

CATANZARO «La ‘ndrangheta della provincia di Crotone ha sempre considerato Catanzaro e l’hinterland Catanzarese come terra di conquista, come terra di espansione sul piano del controllo del territorio, in grado di poter dirigere l’orchestra su tutti quelli che sono i reati fine di un’associazione di stampo mafioso, estorsione e usura in particolare». Questo il commento del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri riguardo all’operazione denominata “Big Bang” condotta dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro contro la pervasività delle cosche di Cutro e San Leonardo di Cutro nel territorio di Sellia Marina, sulla costa Catanzarese. A coordinare le indagini i pm Veronica Calcagno, Domenico Guarascio e Paolo Sirleo.
«Altro dato che ritengo importante in questa indagine – ha sottolineato il procuratore –  è il fatto che molti commercianti, molti imprenditori, si sono fidati dei carabinieri e della Procura di Catanzaro. Questa indagine nasce dalle denunce fatte da gente usurata, con rapporti di usura i cui interessi si aggiravano intorno al 150%». In terra di mafia, in un comprensorio difficile, in questa occasione sono state registrate diverse denunce. «Riteniamo che con questa indagine in questa fetta di territorio, cerniera tra la provincia di Crotone e Catanzaro, i cittadini questa mattina abbiano tirato un sospiro di sollievo», ha detto il procuratore Gratteri.

Le interviste

Estorti e usurati

La consorteria Scerbo-Trapasso-Mannolo-Zoffreo ha in maniera sistematica controllato il territorio attraverso il taglieggiamento e l’usura. Le indagini della Compagnia dei carabinieri di Sellia Marina, guidata dal capitano Alberico De Francesco, hanno rivelato l’estorsione ai danni di un imprenditore che avveniva sistematicamente dal 1976. E chi non poteva pagare finiva sotto il giogo dell’usura, come accaduto a un imprenditore del settore floro vivaistico, sotto estorsione fin dagli anni 90. 
Così è accaduto anche, ha raccontato il capitano De Francesco, che il titolare di un’agenzia di viaggi, posto sotto usura, avesse accumulato un debito monstre nei confronti di cinque diversi usurai. In particolare l’imprenditore era stato vessato negli anni dai Trapasso (Leonardo, Tommaso e Salvatore Trapasso) i quali prenotavano viaggi, anche all’estero, senza pagare. Schiacciato dai debiti l’uomo alla fine ha visto, quale unica possibilità per uscire dall’incubo, quella di denunciare i propri aguzzini.

L’imposizione del caffè

Dante e Alfonso Mannolo avevano anche cercato di imporre la fornitura di caffè a due titolari di un bar. Non solo. Hanno anche cercato di intimidire uno dei due baristi, tramite il noto dj “Big Martino”, al secolo Andrea Martino, per impedirgli di denunciare il fatto ai carabinieri. Il barista, però, ha avuto fiducia nella giustizia e ha denunciato ogni cosa. 
«Questo spaccato investigativo registra come le condotte illecite delle cosche di ‘ndrangheta determinano uno sconquasso totale nelle vite delle vittime in un territorio in cui il prestito a tassi usurai è particolarmente difuso», ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla il quale ha sottolineato anche i rapporti dei gruppi del Soveratese con esponenti di altre consorterie che non operano mai in maniera isolata ma si danno forza reciprocamente.

Due anni di indagini

L’attività investigativa scaturisce da un duplice episodio verificatosi nel 2018, quando sono state poste delle taniche di benzina davanti a due differenti esercizi commerciali. «Le attività investigative hanno consentito di riprendere il momento in cui l’esecutore materiale andava a posizionare la tanica di benzina», ha detto il comandante della provinciale Antonio Montanaro. L’indagine si è avvalsa di oltre 100 conversazioni telefoniche e 20 intercettazioni ambientali. Due anni di indagini da parte della Compagnia di Sellia Marina che hanno avuto il fondamentale contributo anche delle dichiarazioni di alcune delle vittime. 
Nel corso dell’operazione di questa mattina è stato eseguito il sequestro preventivo per equivalente di beni mobili e immobili del valore di 260mila euro. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti 20mila euro in contanti e una pistola con matricola abrasa tenuta sotto vuoto.

Indagato l’avvocato Santacroce

Tra gli indagati risulta esservi l’avvocato penalista Frank Mario Santacroce accusato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio in concorso con una persona allo stato ignota poiché «acquisiva notizie coperte da segreto investigativo riguardami le indagini in atto nell’ambito del presente procedimento, in particolare il numero di persone sentite dalla polizia giudiziaria da persona rimasta ignota che ne era in possesso per ragioni inerenti l’ufficio svolto e poi le rivelava» a una delle presunte vittime di usura.

Il video della conferenza stampa

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