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Niente posti letto a Crotone, paziente Covid per sei ore in ambulanza

Situazione precaria al San Giovanni di Dio. Reparti occupati, medici e infermieri costretti a lavorare in condizioni precarie

Pubblicato il: 03/04/2021 – 17:17
di Gaetano Megna
Niente posti letto a Crotone, paziente Covid per sei ore in ambulanza

CROTONE Sei ore passate in un’ambulanza in attesa che si liberasse un posto in ospedale. A vivere il dramma del contagio da Covid-19 e del posto letto in ospedale che non c’è, è stata ieri una donna di Isola Capo Rizzuto. Aveva difficoltà respiratorie e febbre e ha chiesto l’intervento del Suem 118 di Isola Capo Rizzuto, che da qualche tempo ha sostituito la Misericordia per il pronto intervento nel Comune del Crotonese.
Alle 14 la donna è stata prelevata dagli infermieri dell’ambulanza (è un mezzo demedicalizzato) e trasportata al pronto soccorso del “San Giovanni di Dio”, dove facevano la fila altre ambulanze con pazienti con sintomi da Covid-19. Arrivano tanti pazienti, ma nei due reparti Covid non ci sono più posti per ricoverare.
Covid 1 e Covid 2 hanno in tutto 40 posti letto: 30 il primo e dieci il secondo. Tutti occupati dai pazienti che, negli ultimi giorni, hanno avuto bisogno di ricovero. Non c’è posto nemmeno nella tenda triage, posta a lato del pronto soccorso. I tre letti disponibili sono stati occupati da altrettanti soggetti infetti con sintomi evidenti.
In serata arriva un nuovo paziente con forti difficoltà respiratorie e i sanitari del pronto soccorso cercano un letto in tutti gli ospedali della Calabria. Dopo ore di ricerca arriva la disponibilità dell’ospedale di Reggio Calabria. Negli altri nosocomi calabresi non c’è disponibilità.
L’ambulanza parte per la città dello Stretto, mentre altre ambulanze restano in fila davanti al pronto soccorso del “Sam Giovanni di Dio”. La situazione che si è venuta a creare a Crotone è allucinante e i sanitari non sanno come risolvere la questione. Lavorano senza un attimo di tregua e rispondono sempre alla richiesta dei pazienti. In queste condizioni è quasi impossibile operare, ma stringendo i denti si riesce almeno a dare un po’ di sicurezza. I medici e gli infermieri riescono a fare più di quanto è umanamente possibile. La struttura del pronto soccorso non aiuta: è vecchia e non è adeguata all’emergenza. Da tempo si parla della costruzione del nuovo pronto soccorso, ma sinora sono state fatte solo parole. La situazione è molto critica e l’unica soluzione praticabile è quella di dimettere i pazienti dai reparti, appena si creano le condizioni per farlo in sicurezza.
Oggi ci sono in lista tre dimissioni e si liberano tre letti, che verranno immediatamente occupati dai tre pazienti che da ieri sono ricoverati nella tenda del triage. A rendersi liberi, quindi, saranno i posti della tenda triage e non quelli più comodi e caldi dei due reparti. Non è una soluzione ideale, ma non c’è di meglio. Crotone paga il prezzo di una sanità saccheggiata da anni. L’ospedale pitagorico, negli anni del piano dal rientro dai debiti, ha subito tagli indecenti. Lo hanno subito tutte le strutture sanitarie pubbliche della provincia pitagorica. Sulla carta ai tagli è sopravvissuto solo l’ospedale della città capoluogo di provincia e qualche struttura privata. In realtà il “San Giovanni di Dio” è sopravvissuto esclusivamente per la grande caparbietà e la professionalità dei sanitari che ci lavorano. Senza queste persone probabilmente la donna di Isola Capo Rizzuto sarebbe tornata a casa con la stessa ambulanza che l’aveva portata in ospedale e, invece, alla fine un po’ di assistenza l’ha avuta.

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