La Pasqua dei “nuovi” poveri. In Calabria 135mila famiglie non arrivano a fine mese
Il dato si riferisce alle persone che contattano il Banco Alimentare. «Ma sono molte di più le persone “invisibili” bisognose di aiuto»

COSENZA «I calabresi sono in difficoltà: tanta gente che prima non chiedeva aiuto, oggi è costretta a mettersi in fila per ricevere un pasto caldo». A parlare al Corriere della Calabria è Giovanni Romeo, direttore generale del Banco Alimentare. «Il nostro compito – dice – è non lasciare nessuno indietro».
I numeri della crisi
In Calabria, sono circa 135mila le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Il numero si riferisce alle famiglie che si sono rivolte direttamente al rispettivo comune di residenza per denunciare la propria condizione di indigenza. Spetta agli Enti contattare il Banco Alimentare ed inoltrare gli elenchi aggiornati con i nuclei in difficoltà. «Noi abbiamo aggiunto i numeri relativi alla fascia da 0-5 anni – continua Romeo – un dato che prima il Ministero non prendeva in considerazione. Dobbiamo essere in grado di fornire degli aiuti mirati e nel caso specifico donare biscotti, omogeneizzati, pappe e latte per i più piccoli».

I poveri “invisibili”
Accanto a tutti coloro che decidono di chiedere aiuto rivolgendosi alle associazioni tramite i Comuni, c’è un esercito di “invisibili” che vive ai margini della società. C’è chi vive per strada e, nel girone della povertà, i senza fissa dimora obbligati ad arrangiarsi. «E’ vero – dice Romeo – se si prendono in considerazione le persone che non si rivolgono a noi direttamente o indirettamente, il numero sale in maniera vertiginosa». E il post Covid, preoccupa il direttore del Banco Alimentare. «Per ora il blocco dei licenziamenti ha scongiurato il peggio per molte famiglie calabresi, ma quando il Governo sospenderà la misura sarà necessario attuare politiche di sostegno a favore delle fasce più deboli».
Il supporto di un grande partner
Grazie all’iniziativa in collaborazione tra il Banco Alimentare e la fondazione Ronald McDonald, in Calabria, fino allo scorso mese di marzo, la catena di fast food famosa in tutto il mondo ha donato 105 pasti a settimana ai bambini che con le loro famiglie vivono nelle strutture che offrono accoglienza. Tre le città coinvolte nel programma: Siderno, Rende e Catanzaro. «E’ stato bellissimo vedere il sorriso dei bambini, felici di poter consumare un panino proprio come i loro coetanei più fortunati».
