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Scuola, 5,6 milioni di studenti tornano in classe. «Dai trasporti alla sicurezza, ancora troppe incertezze»

L’allarme di presidi e sindacati: «I vaccini non risolveranno i problemi. Servono tavoli tecnici e non dirette Facebook»

Pubblicato il: 07/04/2021 – 8:22
Scuola, 5,6 milioni di studenti tornano in classe. «Dai trasporti alla sicurezza, ancora troppe incertezze»

LAMEZIA TERME Suona la campanella stamattina per circa 5,6 milioni di alunni che ritornano a seguire le lezioni in presenza: quasi il 66% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie, due su tre. Tra loro sono 2,7 milioni gli alunni più piccoli della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, ammessi a scuola dal DL 44, anche se si trovano in regioni classificate in zona rossa. Per le stesse ragioni nelle regioni in zona rossa potranno accedere ai servizi per la prima infanzia (asili nido, 0-3 anni) anche 212 mila bambini. Sono 2,9 milioni gli studenti che rimangono con la didattica a distanza. Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola complessivamente 1.393.010 bambini delle scuole dell’infanzia (il 100%), 2.605.865 alunni della primaria (il 100%), 1.019.904 alunni della scuola secondaria di I grado (il 59,5%) e parzialmente in alternanza al 50% 549.929 studenti delle superiori (il 19,7%).

Ancora troppi ostacoli

Un traguardo importante, lungo però un percorso incidentato e pieno ancora di tanti, troppi ostacoli.
«È giusto tornare a scuola, la Dad sta rovinando la formazione degli studenti, senza considerare gli effetti psicologici devastanti». Lo ha ricordato questa mattina, ospite di “Buongiorno Regione”, Giuseppina Princi, preside del Liceo “Da Vinci” di Reggio Calabria. «Si sarebbe potuto fare molto e di più e in un anno non è stato fatto nulla, a cominciare dal tracciamento e lo screening di massa ma lo studio è un diritto costituzionale che, al momento, non ha la giusta e doverosa priorità». «C’è molto disorientamento – ha detto ancora – e ad oggi gli studenti calabresi si ritrovano ancora in balia delle ordinanze regionali e i Dpcm del governo. Di fatto, dove eravamo stiamo e non è dignitoso».

«I problemi delle scuola sono cronici»

Dello stesso avviso anche il sindacalista Mimmo Denaro della Cgil: «C’è un clima di grandi incertezze, ma è chiaro che il problema dei vaccini non risolverà quelli cronici della scuola. Se non si mette in piedi un governo che riesca a gestire bene i problemi e avviare tutto il sistema propedeutico per il ritorno in classe, il prossimo anno ci ritroveremo nella stessa situazione. Dai trasporti ai protocolli serve un sistema che superi questi problemi ma è impossibile se abbiamo, ad esempio, quattro uffici scolastici su sei scoperti, con il rischio di compromettere già il prossimo anno. Ci sono uffici in forte in ritardo e molte pratiche inevase, ad esempio, negli uffici di Cosenza».

«Servono tavoli tecnici, non dirette Facebook»

Per Mimmo Denaro, in un anno è stato fatto troppo poco. «Il ministro della Salute – ricorda – si era impegnato a dare segnali sul tracciamento, ma ancora è una grande incognita». E poi la dispersione scolastica: «Un problema che si è accentuato tantissimo, soprattutto nelle scuole secondarie. Un dramma che le scuole calabresi peraltro vivono da tanto tempo». E, infine, il tema della sicurezza degli edifici scolastici. «I fondi per la sicurezza ci sono sempre stati, ora ci sono oltre 200 miliardi da gestire e il 10% andrà all’istruzione. Per fare questo occorre mettere in campo dei tavoli tecnici ma se si continuano a fare solo dirette Facebook inutili, credo che da qui ad ottobre ne vedremo delle belle».

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