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«L’ospedale dell’Annunziata è in affanno, velocizzare i tempi della riapertura del Mariano Santo»

L’appello del consigliere comunale di Cosenza, Enrico Morcavallo, al commissario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza

Pubblicato il: 12/04/2021 – 8:10
«L’ospedale dell’Annunziata è in affanno, velocizzare i tempi della riapertura del Mariano Santo»

COSENZA «Risultato importante, arriveremo in un porto sicuro». Il presidente facente funzioni della Calabria Nino Spirlì, lo scorso nove aprile, annunciava il passaggio della Regione in zona arancione. Ieri, gli scatti sugli spalti dello Stadio Granillo di Reggio Calabria con il presidente reggente impegnato nei selfie ed evidentemente soddisfatto per il risultato finale conquistato dalla squadra amaranto. Ma purtroppo per noi, stiamo perdendo la partita più importante della storia contemporanea che vede la Regione Calabria disarmata ed impreparata di fronte ai numeri drammatici dell’ennesimo bollettino, ai posti letto mancanti, agli organici dimezzati, ai positivi in attesa nei tendoni della Protezione Civile o in ambulanza e speranzosi di poter ricevere cure e sostegno nella lotta al virus. E’ quanto sostiene il consigliere comunale di Cosenza, Enrico Morcavallo. Questa improvvisazione, ed anche in alcuni casi staticità, disorienta ed allontana i cittadini dalle istituzioni, da chi dovrebbe tutelarli, proteggerli e rassicurarli. L’unica cosa certa è che da oggi – continua – la Calabria tenta (nuovamente) di ripartire: lo faranno i commercianti e gli imprenditori costretti ad abbassare le saracinesche nelle settimane di zona rossa, lo faranno con la consapevolezza di vivere un momento drammatico, segnato dal vertiginoso aumento dei contagi e consapevoli delle enormi difficoltà di un settore sanitario che sconta inefficaci e inefficienti misure adottate (o non adottate) nel corso del lungo e travagliato periodo di commissariamento». «Il settore paralizzato dal blocco delle assunzioni e piegato dal virus – aggiunge Enrico Morcavallo – sconta un prezzo altissimo ed a pagarlo sono sempre e solo i calabresi. A loro viene chiesto di pazientare, di avere fiducia nelle istituzioni, ma poi assistono impassibili e disincantati ai soliti errori da matita blu. Quelli per intenderci che costringono migliaia di anziani a vaccinarsi a chilometri di distanza dal comune di residenza, a combattere strenuamente con la piattaforma utilizzata per prenotare le vaccinazioni, ad attendere speranzosi il giorno in cui sarà loro consentito di ricevere la dose del siero anti Covid. Il virus però non rallenta, le misure di contenimento sono servite a poco o nulla e nonostante la Calabria abbia abbandonato la zona rossa, i dati e i numeri certificano l’esatto contrario». «L’ospedale Annunziata di Cosenza è quotidianamente sotto assedio – sostiene ancora il consigliere comunale – il numero dei posti letto destinati ai pazienti Covid è insufficiente e per molti ammalarsi è diventato un lusso. Davanti al pronto soccorso del nosocomio bruzio stazionano le ambulanze in attesa di una chiamata o in arrivo dall’ennesimo intervento. I medici, gli oss, gli infermieri e tutto il personale sanitario sono costretti agli straordinari ormai da un anno. A nessuno è consentito distrarsi, abbassare la guardia o sottovalutare il virus che come accaduto nella settimana scorsa ha raggiunto reparti non adibiti alla cura dei pazienti Covid. Tutto questo accade, mentre fuori le polemiche e gli appelli si sprecano». Sulle soluzioni da adottare, Morcavallo non ha dubbi: «Data per certa l’impossibilità di riconvertire l’ospedale da campo di Vaglio Lise, gestito dall’esercito, e oggi centro adibito all’inoculazione dei vaccini, pare scontato e forse banale rivolgersi al commissario dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, dott.ssa Isabella Mastrobuono, chiedendo celerità nelle procedure per la conclusione dei lavori del Mariano Santo. Una struttura che può e deve dare respiro all’Annunziata, permettendo ai medici di occuparsi di chi soffre di altre patologie, di chi è stato dimenticato e accantonato per colpa di un virus che si diffonde velocemente senza risparmiare neanche i più giovani. Agli appelli ed alle promesse (fino ad oggi non mantenute) ora i calabresi attendono soluzioni definitive e non provvisorie». Sulle vaccinazioni: «All’istituzione dei nuovi centri, devono seguire sforzi importanti per accelerare i tempi e consentire velocemente a chi ne ha sacrosanto diritto di ottenere il siero. Se necessario e se possibile, ricorrere ad una campagna di vaccinazione h24. La proposta è stata lanciata ma nessuno, ad oggi, si è espresso al riguardo». «Il virus – conclude – non consente distrazioni e tutti siamo chiamati a quella che definirei l’ennesima prova di coraggio. Resistere, ripartire, riaprire e soprattutto rispettare le norme anti Covid, fondamentali per mitigare il rischio contagio. Ad oggi, a distanza di oltre un anno dall’inizio della pandemia, nulla è cambiato. Si sono alternati commissari, direttori, funzionari, reggenti, delegati e deleganti, ma la gestione della sanità continua ad essere oggetto “misterioso” di discussione».

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