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La storia

Catanzaro, la vicenda giudiziaria di Mustapha e il permesso di soggiorno per motivi umanitari

Il cittadino ivoriano, dopo una lunga battaglia legale, ha ottenuto lo status di rifugiato e la protezione umanitaria

Pubblicato il: 20/04/2021 – 7:17
di Fabio Benincasa
Catanzaro, la vicenda giudiziaria di Mustapha e il permesso di soggiorno per motivi umanitari

CATANZARO Diarrasouba Mustapha, cittadino della Costa D’Avorio, è riuscito ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato e la protezione umanitaria, dopo essere stato vittima di quella che ha considerato «un’ingiustizia» legata alla decisione di rigetto delle sue domande da parte della Commissione territoriale competente. Tramite il suo legale, l’avvocato Tatiana Francesca Domenica Novello, il 29enne ivoriano ha dimostrato «l’insufficienza dell’istruttoria svolta e la superficialità della motivazione», evidenziando che «non si è tenuto conto della situazione particolare e del clima di tensione che da tempo caratterizzava il suo paese, nonché della problematicità della sua situazione personale».

La controversa vicenda giudiziaria

Il giovane ha chiesto ed ottenuto, dopo anni, di rimanere in Italia per non scontrarsi con le ataviche difficoltà del sistema sanitario ivoriano. La sua particolare e controversa vicenda giudiziaria, inizia nel 2019, quando nel giudizio di primo grado, il Ministero dell’Interno propone il rigetto del ricorso, ritenendolo «infondato». All’esito dell’istruzione documentale, il Tribunale civile di Catanzaro, con un’ordinanza emessa il 18 marzo dello stesso anno, dà ragione al Ministero. L’avvocato di Mustapha, presenta appello, convinta della presenza di tutti «gli elementi per il riconoscimento della protezione internazionale».

La tutela della salute

La ratio della protezione umanitaria, infatti, rimane quella di non esporre i cittadini stranieri al rischio di condizioni di vita non rispettose del nucleo minimo di diritti della persona, come quello alla salute. Nel caso di Mustapha, all’inserimento sociale in Italia si contrappone la precaria situazione socioeconomica del suo Paese di origine, aggravata dall’emergenza sanitaria attuale. A questo, si aggiunge l’assenza di presidi ospedalieri adeguati a garantire le cure necessarie in caso di contrazione del virus. Qualora il giovane ivoriano avesse fatto rientro nel proprio Paese e avesse contratto il virus, il sistema sanitario interno sarebbe stato del tutto impreparato a fornire le cure necessarie. Le strutture sanitarie pubbliche e private del Paese africano, infatti, sono ritenute inadeguate anche per semplici interventi o per accertamenti clinici. Motivi che hanno rafforzato la posizione del 29enne e convinto i giudici a riformulare la decisione adottata in ordine alla richiesta di riconoscimento della protezione umanitaria. La Corte di Appello di Catanzaro, prima sezione civile, si è definitivamente pronunciata a favore del cittadino africano, ritenuto idoneo a ricevere il permesso di soggiorno per motivi umanitari.

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