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Il commissario boccia i commissari (dell’Asp di Reggio) e “promuove” il Sant’Anna

L’informativa di Longo in consiglio regionale conferma l’asse con Spirlì. «Qui perché amo la Calabria, non per arricchirmi. La situazione dei servizi e delle Asp non fa stare tranquilli. Sul piano …

Pubblicato il: 26/04/2021 – 14:47
Il commissario boccia i commissari (dell’Asp di Reggio) e “promuove” il Sant’Anna

REGGIO CALABRIA Il commissario boccia i commissari. E dice a chiare lettere che il loro lavoro nell’Asp di Reggio Calabria non ha cambiato una situazione complicata. La terna nominata dal ministero dell’Interno in riva allo Stretto non ha prodotto miglioramenti significativi. E Guido Longo, convocato dal consiglio regionale per un’informativa sull’emergenza sanitaria, non lo ha nascosto. «La commissione di Reggio non ha sortito gli effetti sperati sul piano della gestione aziendale – ha detto davanti all’assemblea –, non ho potuto constatare nessun passo avanti. Sto concordando col nuovo commissario straordinario (Gianluigi Scaffidi, nominato lo scorso 11 marzo, ndr) la strategia da avanzare per quanto meno quantificare i debito: si richiederebbe una gestione stralcio per separare il passato dal presente». E «Lo stesso dicasi per l’Asp di Cosenza, falcidiata da un’inchiesta che ha decapitato i vertici certificando la falsità di tre bilanci (2015, 2016 e 2017) e decretando l’impossibilità di redigere il bilancio 2018. Ho proposto ai tavoli ministeriali una sospensione dei tre mesi (quelli entro i quali il commissario Vincenzo La Regina avrebbe dovuto firmare il documento contabile, pena la decadenza) almeno per quantificare il contenzioso, aspetto ancora risposta». Il quadro, insomma, è complicatissimo.  «Le altre Asp sono in situazioni non eccellenti – continua Longo –. Non ho potuto approvare i bilancio 2018 e 2019 dell’Asp di Vibo perché presentava un disavanzo non giustificabile, lo stesso per Crotone, Pugliese Ciaccio e Mater Domini. La situazione non è da stare tranquilli, ma con i nuovi commissari stiamo vedendo di apportare correttivi».

«In Calabria non per arricchirmi»

Che la sanità sia una patata bollente, Longo lo sa fin dall’inizio. E dice di aver «accettato perché si trattava della Calabria, qui ho pochissimi amici ma i più fidati e sinceri, e sono reggini. Ho sentito di compiere questo sforzo per il popolo calabrese, non ho altri interessi, men che mai economici». L’ex questore sottolinea di aver «trovato una sanità in situazioni precarie sotto l’aspetto gestionale e funzionale. Le prestazioni sono quelle che sono, abbondantemente al di sotto dei livelli essenziali di assistenza».

Sant’Anna “promosso”

E poi c’è uno dei bubboni più delicati da maneggiare, «il discorso sul Sant’Anna», lo chiama Longo. Che prova a riassumere: «L’accreditamento e le verifiche sono state fatte, tutto è risultato secondo legge, ho intessuto interlocuzioni con l’Asp affinché proceda alla firma dei contratti per il 2021, fermo restando il procedimento penale pendente (l’inchiesta Cuore Matto della Procura di Catanzaro, ndr). Interloquirò con la Procura per quanto possibile. Sulle prestazioni della struttura – continua Longo – si sono espressi tutti, anche l’Agenas. Non per nulla era stata inserita fra le strutture sanitarie nella rete ospedaliera di prestazioni sanitarie. È un discorso che si cercherà di definire nel modo più equo possibile, perché ne va della salute dei calabresi». 

Vaccinazioni, supereremo quota 20mila al giorno

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Poi il commissario straordinario passa alle valutazioni sul Piano vaccinale. Che promuove a pieni voti, nonostante le polemiche quasi quotidiane, che non hanno risparmiato neppure la sua struttura (i cui dipendenti sono stati vaccinati prima degli altri lavoratori della Regione). «La Calabria – dice – è l’unica regione in Italia che ha tre piani vaccinali, le altre si sono adeguate al piano nazionale. Noi ci siamo voluti calare nella realtà». L’impegno prosegue «grazie all’aiuto del presidente Spirlì che ha messo a disposizione la Protezione civile e ha interloquito con il generale Figliuolo per avere una presenza stabile dell’esercito nel sistema. Contiamo di andare avanti e superare il limite delle 20mila vaccinazioni al giorno. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno sul piano delle somministrazioni».  La distribuzione dei vaccini «verrà organizzata in forma centralizzata perché l’organizzazione è quello che paga». 

L’organizzazione del dipartimento

E in quanto a organizzazione, Longo conferma l’asse con Spirlì: «Il presidente e la giunta regionale mi hanno dato tutto un dipartimento anche se è un po’ falcidiato ed è stato poco curato negli anni. Mancano dei capisettore ma abbiamo la fortuna di avere il dottor Brancati che non è secondo a nessuno in Italia come direttore generale. Di recente – il commissario continua a descrivere la situazione organizzativa – mi sono stati dati due sub commissari che mi affiancheranno e stiamo avendo un grosso supporto da parte dell’Agenas: ci sono state inviate 15 unità, ne mancano altre 21. Hanno preparato le graduatorie, sta a me scegliere: è tutta gente qualificata che ha già lavorato in Calabria e sa di cosa parliamo. Mi auguro che si riescano a trovare un altro paio di capi settori (uno è stato costretto a lasciare per le conseguenze dell’inchiesta della Procura di Cosenza sulla sanità) per aree cardine del dipartimento e della struttura commissariale».
«Spero di ridisegnare la sanità calabrese per il ‘22-’24 con il piano operativo – conclude Longo–, anche tenendo conto delle esigenze post Covid».  

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