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Mal di pancia

Corigliano Rossano, anche i “suoi” iniziano a stancarsi dello Stasismo

Malumori nella maggioranza consiliare a sostegno di un sindaco che non si confronta più. Ed anche in giunta c’è chi riflette

Pubblicato il: 07/05/2021 – 21:02
di Luca Latella
Corigliano Rossano, anche i “suoi” iniziano a stancarsi dello Stasismo

CORIGLIANO ROSSANO Quando anche i “tuoi” iniziano ad accusare sofferenze, allora è grave. Ancor di più se non li si nota, o peggio, ci si traveste nelle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.
I messaggi però arrivano ed atterrano come un meteorite nel bel mezzo di un consiglio comunale. Senza alcun tema di smentita è indubbio che una fetta della maggioranza che sostiene l’azione politica di Flavio Stasi inizi ad essere insofferente difronte allo “stasismo”, ad un “capo” sempre più solo – dentro e fuori le mura della città – che convoca sempre meno spesso le forze di maggioranza per ragionare sul da farsi e per un confronto politico.
Anche i suoi più intimi, iniziano a descrivere uno Stasi solo al comando, molto nervoso ed anche suscettibile, eccezion fatta per gli ultrà. Perché ad oggi, al sindaco di Corigliano Rossano sono rimasti quelli. Gli altri, pian piano, restano in silenzio in attesa di tempi migliori o iniziano a smarcandosi dal pressing a tutto campo di un sindaco maniaco del controllo e diffidente per natura.
I mal di pancia, checché ne dica Stasi, ci sono e sono innegabili. Un po’ come il gol di Muntari. Il problema si evidenzia quando piuttosto che somministrare un Maalox ai malpancisti, si è convinti che basti un bicchier d’acqua o aspettare che passi.
Ed invece la situazione si incancrenisce, a tal punto da non notare – opposizioni comprese – quattro assenze tattiche all’ultimo consiglio comunale.
Insomma, fra le fila a sostegno di Flavio Stasi ci sono almeno quattro-cinque consiglieri comunali che del modus operandi del sindaco solo al comando non ne possono più. Qualcuno di questi sembra anche disposto a chiudere anzitempo l’esperienza. E se dovessero decide di abbandonare la nave – improbabile al momento – quei dissidenti potrebbero bastare ad assestare a Stasi ed alla prima esperienza amministrativa della terza città della Calabria, una spallata decisiva, considerando che i numeri al momento vedono il sindaco imporsi con 16 consiglieri comunali – compreso lui – da una parte e 9 all’opposizione.

La città inizia a stancarsi

Buona parte della città, quella che guarda alla fusione con fiducia e ottimismo, che spera in un futuro migliore, inizia ad essere stanca di un immobilismo palese, come banalmente delle erbacce, di battaglie sbandierate e mai imbracciate, di impegni assunti dai palchi e disillusi. La classe imprenditoriale – quella che muove l’economia della città – è stanca di non poter operare, il popolo che sperava e credeva nel “cambiamento” è stanco e la città appare sempre più impantanata nelle sabbie mobili, fra Statuti comunali non approvati dopo 23 mesi e beghe amministrative irrisolte. E con un’estate ormai alle porte senza l’ombra di una pur minima programmazione, giusto per farsi trovar pronti qualora l’emergenza sanitaria dovesse iniziare a scemare con la complicità della campagna vaccinale.

In giunta c’è chi riflette

Anche in giunta, addirittura, c’è chi inizia a dubitare che l’azione politica necessaria a governare una città di 80mila abitanti non sia quella giusta.
Da tempo, peraltro, lo stesso Stasi è insofferente rispetto operato di qualche suo assessore, ma sembra più interessato a mantenere gli equilibri e le dinamiche “territoriali” interne alla sua ormai friabile maggioranza che provare ad investire nell’intellighenzia coriglianorossanese per salvare quel che resta. Il sindaco vorrebbe cambiare – lo ha ammesso alcune volte – ma non lo fa. Cambiando l’ordine dei fattori, però, potrebbe non bastare a risollevare le sorti della città che sembra aver varcato il punto di non ritorno nella scala di fiducia riposta – a furor di popolo nel giugno 2019 con il 73% – al primo sindaco di Corigliano Rossano. Il quale, così facendo sarà ricordato di più per aver minato alle fondamenta di quel processo di fusione democraticamente approvato dal popolo, che per aver riperimetrato la qualità della vita dei coriglianorossanesi che hanno creduto in lui. (l.latella@corrierecal.it)

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