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«Alta velocità, un mega progetto che (forse) non serve»

Le obiezioni di due economisti. «Roma-Reggio in 4 ore e mezzo si può fare senza spendere 27 miliardi. Basterebbe utilizzare meglio la linea che c’è»

Pubblicato il: 06/06/2021 – 8:32
«Alta velocità, un mega progetto che (forse) non serve»

LAMEZIA TERME La realizzazione dell’Alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria non sia un dogma. Alcuni dei miglioramenti ai quali viene ricondotta potrebbero essere attuati fin da subito utilizzando meglio la linea già esistente. È il parere due esperti, gli economisti Paolo Beria e Andrea Debernardis. Parere che potrà non piacere a buona parte (forse tutta) la politica calabrese ma contiene spunti certamente utili. L’intervento è apparso qualche giorno fa su Domani. E muove dalle stime sui costi di realizzazione (27 miliardi di euro per l’intera linea, oltre 10 per i lotti già finanziati col Fondo) e sui tempi di realizzazione «medio lunghi».
Un progetto, spiegano che Beria e Debernardis, che «risponde alle molte istanze provenienti dalla Calabria, volte a “risarcire” la regione dei mancati finanziamenti degli ultimi anni e alla richiesta di avere una Av “vera”». Il fatto è che «questa narrazione trascura il fatto che la linea ferroviaria esistente, grazie anche a diversi investimenti effettuati di recente, presenta già standard prestazionali elevati, con velocità massima che raggiunge per lunghi tratti i 200 km/h».

«Roma-Reggio in 4 ore e mezza: è già possibile ma si usa male la linea»

Di fatto, argomentano gli economisti, «già oggi i treni potrebbero percorrere i 650 chilometri che vanno da Roma a Reggio Calabria in circa 4 ore e mezza: un tempo paragonabile a quello necessario per andare dalla capitale a Torino, che si trova più o meno alla stessa distanza». Questo non accade: non per colpa della linea ma dell’utilizzo che se ne fa. «In primo luogo, tra Roma e Napoli-Salerno la maggior parte dei treni diretti in Calabria non percorre la linea ad Alta velocità esistente, ma la vecchia direttrice costiera, allungando così la percorrenza di circa un’ora. In secondo luogo, i treni fermano in numerose località, cosa che lungo l’Av nel centro nord non avviene. Terzo aspetto, fondamentale: l’orario è mal congegnato e finisce per accodare i treni veloci al traffico regionale, rallentandoli (nonostante la linea, interamente a doppio binario, sia molto lontana dalla saturazione). Da ultimo, ma non meno importante in una regione fondamentalmente policentrica come la Calabria, i servizi di lunga percorrenza non sono coordinati con la rete di servizi regionali, nel complesso carente. Per fare soltanto un esempio, al suo arrivo nella stazione di Paola il treno più veloce da Roma non trova alcun cambio per Cosenza, che così viene a trovarsi anche oltre le 6 ore dalla capitale, contro le tre ore e 45 minuti già oggi possibili, se soltanto qualcuno (Trenitalia, Italo o la regione attraverso un contributo come fanno già il Friuli-Venezia Giulia e l’Umbria) decidesse di servire le due località».

«Linea più costosa di quanto richiesto»

Anche riguardo alla movimentazione delle merci, le obiezioni non mancano: «Il porto di Gioia Tauro è già accessibile dalle Alpi con la sagoma massima via Bari, Taranto e Sibari e dunque la nuova linea non è necessaria per raccordare questo scalo al resto della rete. Ciò nonostante, verrà progettata con caratteristiche tali da renderla molto più costosa di quanto richiesto dai soli obiettivi di velocizzazione del traffico passeggeri».

«Alta velocità mega progetto as alto rischio»

Per Beria e Debernardis gli investimenti in corso «consentiranno già a breve di ridurre i tempi di percorrenza tra Roma e Reggio Calabria intorno alle 4 ore e 15 minuti e con ulteriori interventi di costo ancora relativamente contenuto, attuabili nel giro di alcuni anni, anche al di sotto delle 4 ore». E si tratta dello stesso obiettivo «che ci si ripropone di conseguire con un megaprogetto ad alto rischio, ma soltanto dopo il 2030 e spendendo quasi dieci volte tanto».

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