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«La Calabria ha bisogno di infrastrutture. Ma non sa spendere i fondi europei»

Le sollecitazioni della Uil nel Consiglio territoriale di Crotone. Biondo: «Senza strade e linee ferroviarie lo sviluppo è monco»

Pubblicato il: 12/06/2021 – 11:53
«La Calabria ha bisogno di infrastrutture. Ma non sa spendere i fondi europei»

CROTONE «Alla Calabria, destinataria di importanti finanziamenti da parte dell’Europa, serve una rinnovata spinta infrastrutturale». Lo ha detto a Crotone, durante i lavori del Consiglio territoriale del suo sindacato. «Serve – ha proseguito – il potenziamento della logistica che può essere ottenuto solo attraverso il corretto sviluppo delle potenzialità ancora non totalmente espresse di hub portuali importanti nel panorama mediterraneo quale può essere quello di Gioia Tauro. Ma non solo. Lo scalo portuale senza un retroporto efficiente non può sviluppare pianamente le sue reali potenzialità. Cosa dire poi della Zes, il cui concreto avvio stiamo attendendo da tempo immemore». Ma tutto questo, ha proseguito Santo Biondo, «senza il potenziamento delle infrastrutture viarie, senza l’elettrificazione della tratta ferrata Ionica, in assenza di un puntuale completamento e rafforzamento dell’assetto viario sulla strada statale 106 finirebbe per rappresentare il rischio di uno sviluppo monco, di uno sviluppo con il freno a mano tirato, di uno sviluppo inutile per una terra che vuole ripartire senza i lacci dell’arretratezza, che vuole una sanità in grado di curare i suoi cittadini, una scuola in grado di far crescere le sue giovani speranze. Una Calabria – ha concluso il segretario generale della Uil – che non può più attendere di vedere realizzata una concreta attenzione alle tematiche ambientali, che vuole vedere realizzata la riforma del ciclo integrato delle acque e che non vuole più dovere fare i conti con le inefficienze della macchina di raccolta dei rifiuti. È necessario saper mettere a frutto l’azione più solidale dell’Europa per ridare servizi dignitosi ai nostri concittadini, nell’ottica di un progetto che sia in grado di ridisegnare la Calabria».

«La Calabria non sa spendere i fondi europei»

I tanti problemi irrisolti del territorio crotonese, le vertenze delicate come quella dell’Abramo customer care, le battaglie storiche come quella sulla bonifica o più recenti come quella per bloccare un atto aziendale dell’Asp non corrispondente alle necessità del territorio. Questi gli argomenti toccati da Fabio Tomaino, segretario generale della Uil di Crotone, durante il suo intervento in occasione della riunione del consiglio territoriale del sindacato. «Uno dei problemi che abbiamo in Calabria – ha aggiunto – è quello di non saper spendere i tanti fondi che l’Europa ci ha messo a disposizione. Nel territorio di Crotone questo fenomeno è ancora più accentuato. Cominciamo, quindi, a spendere le risorse che giacciono nelle casse degli enti come quelli di Antica Kroton, dell’Agenda urbana o della bonifica e cerchiamo di cambiare in meglio il volto di questo territorio. Oggi è il momento di saper difendere ciò – ha spiegato – che abbiamo e riuscire a spingere su coloro che avranno l’opportunità di dover gestire i finanziamenti che arriveranno in Calabria, anche nel piccolo ma grande territorio di Crotone che sta vivendo momenti difficili e soffre dell’imbarazzante disattenzione della politica e delle istituzioni, mentre il territorio soffre e rischia di morire non riusciamo a fare fronte comune davanti ai tanti problemi che assillano il territorio».
Tomaino ha ricordato la piattaforma unitaria elaborata da Cgil, Cisl e Uil e presentata presso la Prefettura di Catanzaro: «Una piattaforma che non intende assumere il carattere dell’unicità ma, anzi, mira ad intercettare unitamente agli enti locali, senza dispersioni e frammentazioni, tutte le risorse economiche derivanti dai consistenti finanziamenti che l’Europa metterà a disposizione del Sud.Una delle grandi sfide – ha concluso Tomaino – sarà rappresentata da quella di mettere in equilibrio la sostenibilità economica, ambientale e sociale del territorio».

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