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i nodi politici

Il ritorno di Oliverio contro il Pd: «Costretto ai casting e senza una bussola» – VIDEO

Dall’ex governatore critiche per la gestione del post Callipo e della campagna per le Regionali. «Cancellata la vita democratica. Ventura rispettabile ma scelta verticistica»

Pubblicato il: 18/06/2021 – 19:23
Il ritorno di Oliverio contro il Pd: «Costretto ai casting e senza una bussola» – VIDEO

LAMEZIA TERME «Oggi si rifletta sul fatto che la politica deve tornare con i piedi per terra, come diceva la direttrice del Corriere della Calabria, destinataria di una proposta di candidatura a presidente della giunta regionale da parte del centrosinistra. La politica deve tornare a essere se stessa e non assuma metodi da talk show o da Sanremo, che è un’altra cosa». L’ex governatore Mario Oliverio torna sulla scena. E riprende uno dei concetti espressi dalla direttrice Paola Militano nel suo editoriale di qualche giorno fa, in cui ha analizzato la situazione dei partiti in Calabria e reso noto di aver detto no a quella proposta per confermare il patto sottoscritto con i lettori e con la propria redazione. La conferenza stampa convocata da Oliverio in un hotel del Lametino è un’analisi dei guai del centrosinistra: «Il mio intento – dice – è dare voce a tanti che esprimono disagio per la deriva a cui stiamo assistendo, sono davvero tanti che mi chiedono cosa fare. Nel campo del centrosinistra democratico si è in assenza di una bussola». L’ex presidente della giunta regionale spiega subito «che non c’è nessun intento di carattere personale, proprio nessuno». Il suo “ritorno” «è un atto di responsabilità perché questa deriva rischia di spingere tantissime forze alla rinuncia, a perdere il senso dell’appartenenza, a ripiegare nella rassegnazione. Il nostro compito è aiutare a frenare questa deriva e a correggere la rotta».

«Dopo la sconfitta di Callipo nessuna riflessione»

«Da oltre un anno e mezzo sono stato in silenzio – dice Oliverio –, non volevo che le mie parole fossero viste come un risentimento o un atto di rivincita. È dal dicembre del 2019, da quando ritirai, alla vigilia di Natale, la mia candidatura con una lettera a Zingaretti, che non ho voluto intervenire sulle vicende politiche della Regione: ho parlato di altro, a esempio del Pnrr e dell’Alta velocità, ma sulle questioni politiche ho scelto il silenzio». Oliverio ricorda la «sconfitta cocente e drammatica con Callipo» e specifica che «non c’è stata alcuna valutazione rispetto a quella sconfitta, niente di niente, poi ci sono state le dimissioni dello stesso Callipo, che era stato presentato come l’Olivetti della Calabria, ma ancora non si apre alcuna discussione. Da ottobre, con la scomparsa della presidente Santelli, siamo entrati in una fase pre elettorale. Da ottobre abbiamo avuto il totale vuoto del Pd, un’assenza totale: abbiamo il centrodestra che sta governando la regione utilizzando le leve del potere come se fosse una gestione ordinaria, con nomine a iosa e con l’uso discrezionale delle risorse con contratti a profusione, non c’è il benché minimo sforzo per la presentazione della programmazione europea, si dice che c’è un elenco di opere per il Pnrr di cui però nessuno sa nulla. Niente di niente». 

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«Io indagato per i 90mila euro di Spoleto, a Muccino 1,3 milioni»

L’ex governatore ricorda di essere «stato indagato per la vicenda di Spoleto, 90mila euro, mentre in questi mesi è stato assunto un provvedimento da oltre 1,3 milioni per pagare un video (il corto di Gabriele Muccino, ndr) senza nessuna procedura, e nessuno parla, compresa l’opposizione». L’obiettivo politico delle critiche, però, è il Partito democratico, che «ha desertificato la sua presenza politica e oggi ci fa vivere questa stagione: lo dico con amarezza, perché a una forza politica a cui è assegnato un compito di trasformazione è affidato il compito di mantenere viva la speranza e la prospettiva». Oliverio parla di «ripiegamento burocratico del Pd. C’è un commissariamento da oltre due anni e mezzo, passato dalla sconfitta del 2020, è lì immobile come un santuario di pietra che decide per tutti, per la Calabria e i calabresi. Ormai è stata cancellata la vita democratica».

La candidatura di Irto 

In questo quadro, dice ancora Oliverio – che paragona a «eroi» i candidati che hanno offerto la propria disponibilità, come Maria Antonietta Ventura – «è stata condizionata anche la candidatura di Irto, che è un’energia importante e che ho sostenuto per la presidenza del Consiglio regionale e ho augurato che non si bruciasse questa candidatura. Ma è mancato in primo luogo il metodo. Significa mettere in campo anzitutto un metodo, con la partecipazione dei militanti, dei circoli, delle forze sociali da cui far scaturire la candidatura. Ma niente di tutto questo. C’è stata una riunione ristretta, con i due parlamentari e i cinque consiglieri regionali abbarbicati al commissario: questo è un partito unito? In Calabria purtroppo non c’è un partito. C’è un patrimonio ma non c’è un partito. C’è un commissario come uno sciame con le api aggrappate, il resto è il deserto, nessuno ha diritto di parola. Mi permetto di dire anche che se il candidato avesse avuto una marcia in più avrebbe sostituito il vuoto del Pd mettendo in ombra il commissario e non stare all’ombra del commissario».

«Quando mai si sono visti i casting per scegliere il candidato?»

Oliverio ha quindi ribadito: «Non sono stato solo in silenzio, ma non ho avuto il piacere di essere contattato da nessuno in questo anno e mezzo. Un anno e mezzo fa si è parlato della necessità di un rinnovamento, e ho fatto un passo indietro, ma in realtà l’unico che doveva essere rinnovato era Oliverio. Sono nodi politici, non c’è alcun vittimismo. Sono nodi politici che stanno venendo al pettine. Ma quando mai si è visto che per scegliere un candidato si è arrivato a tanto, addirittura di casting? Stiamo parlando – ha rimarcato l’ex governatore – delle sorti di una terra, cosa che richiede la costruzione di un progetto di cambiamento e non ci può rassegnare davanti a centurioni romani che continuano a distruggere questo patrimonio. Allora è necessario che si rifletta: ho assunto questa iniziativa per lanciare un allarme, per fare un invito accorato. Si rifletta. Non c’è nessun intento contrattualistico da parte mia, non devo contrattare nulla, ho solo l’assillo a non vedere arrotolare la situazione più di quanto già non sia».

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«Ventura rispettabile ma è una candidatura verticistica»

Oliverio si è poi soffermato sulla novità di giornata. «Ho visto che c’è una candidatura che è stata avanzata dai segretari nazionali: un errore grave questa operazione verrticistica, è comunque una candidatura di tutto rispetto, una donna perbene, nulla da dire sulla persona ma c’è tanto da dire sul metodo assunto, perché si ripropone lo stesso metodo. Chi offre la disponibilità, come Irto e Ventura, è da considerare un eroe. Pur apprezzando lo spirito, si sta camminando sull’onda sbagliato. E – ha aggiunto l’ex governatore – anche le proteste di chi è parte di quello sciame non si possono esprimere a seconda delle convenienze ma vanno assunte sul metodo e nella coerenza, perché lo stesso metodo è stato seguito in questi mesi, un metodo verticistico inaugurato alla fine del 2019 con il centralismo romano che impone le scelte e chi pensa di raccoglierne i frutti sbagliando. Noi, proprio perché non siamo animati da obiettivi personali, siamo preoccupati e pronti a contribuire a dare una correzione radicale, lo faremo in tutti i modi possibili, se saremo costretti. E’ necessario che ognuno assuma le proprie responsabilità».

«Gli annunci di Letta ancora non si sono concretizzati»

Oliverio si è quindi rivolto a Letta «dal quale – ha sostenuto – mi sarei aspettato una reale correzione di linea e di rapporto con i territori dopo Zingaretti: purtroppo devo dire che dopo 4 mesi dalla sua elezione gli intenti pronunciati dal suo primo intervenendo, quelli di ripartire dai territori e dalla partecipazione, nella pratica concreta non sono portati avanti. Mi rivolgo a lui, lo conosco personalmente e conosco la sua sensibilità: guardi direttamente cosa sta avvenendo in Calabria, che spesso è rappresentata come la terra del male per giustificare operazioni che nulla hanno a che fare con il bene della Calabria». Oliverio ha anche affermato, parlando con i giornalisti al termine della conferenza stampa, di aver scritto già a Letta ma non di aver ricevuto risposta, «e per questo oggi ho promosso questa conferenza stampa». Un passaggio sull’intesa Pd-M5S: «Io – ha sostenuto Oliverio – sono per dialogare con il Movimento 5 Stelle ma anche per andare oltre al Movimento 5 Stelle. Questo non significa rincorrere il Movimento 5 Stelle e farsi dettare la linea, come mi sembra sia avvenuto».

«Il centrosinistra può vincere»

La chiusura di Oliverio: «Ci sono tutte le condizioni per il centrosinistra di vincere, anche per la rappresentazione del centrodestra con il ticket, che dice tutto su come la destra si presenta per conquistare la Regione, un accordo di potere tra Forza Italia e Lega, un accordo al ribasso. Basta volerlo, ma per volerlo bisogna togliersi il prosciutto dagli occhi e rivolgersi alle forze sane della regione chiedendo loro un impegno forte. Il nostro impegno è organizzare una manifestazione più ampia, non una conferenza stampa come oggi ma una manifestazione per far parlare in tanti e far verificare quanto profondo è il disagio nella sinistra».

In platea i fedelissimi

In platea un centinaio di persone, in pratica gli storici fedelissimi dell’ex governatore, non solo di area Pd: molto discreta, c’e dietro le quinte la compagna Adrian Toman, l’attuale consigliere regionale Giuseppe Aieta, e poi le sue ex assessori Maria Teresa Corigliano e Antonella Rizzo, il presidente del Pd provinciale di Catanzaro, Michele Drosi, l’ex consigliere regionale Francewco D’Agostino, Santo Gioffrè, l’ex commissario di Calabria Verde Aloisio Mariggiò, Pino Greco dirigente nazionale di Articolo 1.

L’intervento di Mario Oliverio:

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