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«Onestà e rispetto al servizio dei cittadini». A Vibo i trent’anni dei Cacciatori di Calabria – VIDEO

Cerimonia a Vibo. Il comandante D’Errico: «Catturati 300 latitanti». Il generale Governa: «Servono onore e coraggio, tutti i giorni»

Pubblicato il: 01/07/2021 – 15:52
«Onestà e rispetto al servizio dei cittadini». A Vibo i trent’anni dei Cacciatori di Calabria – VIDEO

VIBO VALENTIA Lo Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria” festeggia oggi i suoi 30 anni di attività. Nata dalla riorganizzazione delle Squadriglie Eliportate, dislocate nelle aree più impervie del territorio calabrese ed originariamente deputate al contrasto dei sequestri di persona, l’unità è concepita per operare in osmosi con l’ottavo Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo e costituisce uno strumento fondamentale per il pattugliamento del territorio e per il raggiungimento di obiettivi impervi, anche con finalità di soccorso alla popolazione. 

D’Errico: «Traguardo raggiunto grazie allo sforzo di tutti»

«È un traguardo che abbiano raggiunto grazie allo sforzo di tutti, – racconta Ivan D’Errico, Capitano dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria – con tanta dedizione e che ogni giorno ci consente di fare il nostro lavoro anche a supporto della popolazione in aree molto difficili come l’Aspromonte e le Serre vibonesi». «Nel corso di questi trent’anni abbiamo catturato circa 300 latitanti, rinvenimenti e sequestri di canapa indiana e supporti diversificati nell’ambito delle indagini legate alla criminalità organizzata». «Le catture dei latitanti sono diverse, è difficile dare un’idea ma l’importante è che lo Squadrone dà sempre il suo supporto. È importante specificare che i latitanti catturati avevano a carico diverse tipologie di reato, come sequestro di persona o l’appartenenza alle associazioni di tipo mafioso». 

I latitanti catturati

Nei 30 anni di operatività sono stati assicurati alla giustizia oltre 300 latitanti, tra i quali spiccano ‘ndranghetisti di elevata caratura, quali Umberto Bellocco (1992), Giuseppe Mancuso detto ‘Mbrogghia (1997), Giuseppe Piromalli (1999), Giuseppe Barbaro (2001), Giuseppe Morabito alias “U tiradritto” (2004), Giuseppe Bellocco (2007), Pasquale Condello (2008). In tempi recenti, dopo la maxi operazione Rinascita-Scott, alla quale il 19 dicembre 2019 l’intero reparto ha dato un contributo significativo insieme agli operatori del Gis e ai paracadutisti del “Tuscania”, i Cacciatori hanno contribuito alla cattura di Domenico Bonavota, trovato nella sua roccaforte di Sant’Onofrio (Vibo Valentia), Rosario Pugliese detto “Saro Cassarola”, localizzato in un’abitazione di Vibo Marina e Domenico Cracolici, sorpreso in un blitz notturno all’interno di un’abitazione isolata nelle campagne di Maida (Catanzaro). Si tratta, secondo gli investigatori, di tre elementi di spicco delle famiglie di ‘ndrangheta vibonesi che il Ministero dell’Interno aveva inserito nell’elenco nazionale dei 100 più pericolosi da ricercare. 

Governa Carabinieri

Paterna: «Rispetto e onestà al servizio dei cittadini»

Un ruolo, dunque, fondamentale, riconosciuto anche dal generale Andrea Paterna, comandante della Legione Carabinieri Calabria: «Questa passione e questa consapevolezza che al di là della capacità fisiche e mentali, fondamentali per conseguire gli obiettivi assegnati, serve qualcosa di più – ha detto – e il rispetto, l’acquisizione e l’assimilazione di virtù come l’onestà, la generosità ma anche onore e coraggio che fanno parte del Carabiniere, di chi si mette a servizio tutti i giorni per il prossimo e la collettività. Pronti e preparati ad affrontare difficoltà che una persona normale non affronterebbe, rispettando le scelte e le passioni abbracciate nel momento in cui ci si è arruolati». 

Le interviste:

Il video celebrativo:

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