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Crisi idrica a Crotone, milioni di metri cubi si perdono in mare

Il presidente del Consorzio di bonifica “Ionio Crotonese”, Roberto Torchia, punta il dito contro la società A2A

Pubblicato il: 16/07/2021 – 17:21
di Gaetano Megna
Crisi idrica a Crotone, milioni di metri cubi si perdono in mare

CROTONE Centocinquanta milioni di metri cubi di acqua vanno a finire a mare e nella provincia di Crotone è scoppiata l’emergenza idrica per l’agricoltura e alcuni villaggi turistici. Il presidente del Consorzio di bonifica “Ionio Crotonese”, Roberto Torchia, punta il dito contro la società A2A, la classe politica regionale e quella territoriale che non hanno inteso affrontare per tempo la delicata problematica dell’acqua. Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi questa mattina, Torchia ha raccontato di avere le prove dell’acqua che si perde. È stato utilizzato un drone con telecamera che ha filmato il percorso dell’acqua da quando esce dalla centrale di Causia, dove appunto si produce energia elettrica, sino al mare. Si perdono tra i 150 e i 200 milioni di metri cubi. Una parte di questa acqua arriva anche al depuratore che serve la città di Crotone. Non tutta l’acqua utilizzata dalla società A2A per produrre energia viene, però, salvata per essere riutilizzata per altri importanti scopi. Il filmato prodotto dal Consorzio di bonifica dice che, a seconda della stagione e del clima (pioggia o neve), un grandissimo quantitativo di acqua si perde e va a finire a mare. Quando, poi, ci sono situazioni climatiche particolari, come quelle che stiamo avendo in queste settimane di luglio, si mettono a rischio tutte le colture per mancanza di acqua. Qualche giorno addietro addirittura la quantità è stata ridotta da 3/mc al secondo a 2,5/mc. Questa riduzione sta mettendo a rischio la produzione di angurie e altri ortaggi che si coltivano in questo periodo. Senza acqua le colture non arriveranno ai banchi dei supermercati e dei mercati. Secondo Torchia tutta l’emergenza è determinata dalla convenzione con la quale la Regione Calabria ha dato in gestione le risorse idriche alla società A2A. Questa convenzione risale al lontano 1969 e consente, secondo Torchia, alla A2A di gestire le risorse idriche come meglio crede. Sono oltre otto anni che il problema della convenzione viene sollevato e la classe politica regionale e territoriale fa spallucce. Evidentemente pensa ad altro, mentre i produttori agricoli della provincia di Crotone devono fare i salti mortali per la produzione anche di qualità che ha conquistato mercati nel Nord Italia e in Europa. Il finocchio prodotto ad Isola Capo Rizzuto è un esempio. La classe politica sonnecchia e non prende in esame la richiesta dell’istallazione di una centralina, condivisa e sollecitata dal Consorzio di bonifica. C’è bisogno di intervenire per tempo e, invece, ci si muove quando l’emergenza incalza. A rischio anche la fornitura di acqua in alcuni villaggi della costa. Soprattutto nel periodo estivo alcuni villaggi turistici della provincia di Crotone fanno riferimento al Consorzio di bonifica per la fornitura dell’acqua. Questi villaggi non sono allacciati alla rete idrica pubblica e si sono dotati di depuratori per garantire agli ospiti l’acqua necessaria per gli usi consentiti dalla legge. Questa fornitura è a rischio, perché ora c’è scarsità del prezioso liquido e prima di tutto il Consorzio di bonifica deve fornire i propri associati, cioè i produttori agricoli. A rischio, oltre alla produzione agricola stagionale, quindi, c’è anche il turismo che fa riferimento ai villaggi: case vacanze, ristoranti e molto altro. Intanto la consigliera regionale Flora Sculco ha diffuso una nota per informare che la Regione Calabria ha autorizzato A2A a riportare a 3 litri al secondo la fornitura dalle ore 8 di domani e sino alle 24 del prossimo 21 luglio. Non è la soluzione del problema.

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