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Sanità, sentenza Corte Costituzionale: «Il Commissario ad acta non più dominus»

E’ quanto sostiene Rubens Curia portavoce di Comunità Competente. «Può essere l’occasione per ripensare il settore»

Pubblicato il: 23/07/2021 – 16:42
Sanità, sentenza Corte Costituzionale: «Il Commissario ad acta non più dominus»

COSENZA  L’odierna sentenza depositata oggi dalla Corte Costituzionale, dichiara illegittime alcune parti del Decreto Calabria. Un atto che riapre il dibattito sulla gestione del settore in Calabria e ripropone il tema della fine del commissariamento. «Nella sentenza c’è un passaggio interessante – sostiene in una intervista a Ten, Rubens Curia di Comunità Competente – è necessario che la Regione presenti un nuovo piano di rientro». I piani operativi biennali, dunque, non sarebbero sufficienti. «Ipotizzare un nuovo piano significa dare alla Regione una importante possibilità – aggiunge – e su questo Comunità Competente insiste da anni proponendo la riforma della sanità. Può essere l’occasione per ripensare il piano», continua Curia. In un altro importante passaggio, la sentenza richiama la possibilità che sia lo Stato a mettere in campo delle professionalità per sostenere la Regione. «Il Commissario ad acta non sarà più dominus» – chiosa Curia – come suggerito dalla Corte Costituzionale adesso bisogna ripensare il commissariamento e «il Governo dovrebbe delegare al Governatore della Regione la redazione del nuovo piano successivamente da analizzare con i ministeri affiancanti». (f.b.)

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