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«Imprese calabresi caute a indebitarsi e meno assunzioni»

La risposta delle aziende calabresi alla possibile recessione economica si focalizzerà più che nel resto d’Italia su una maggiore cautela nell’indebitamento, sul taglio dei costi e sulla diminuzio…

Pubblicato il: 06/08/2021 – 11:02
di Antonio Rabossi*
«Imprese calabresi caute a indebitarsi e meno assunzioni»

La risposta delle aziende calabresi alla possibile recessione economica si focalizzerà più che nel resto d’Italia su una maggiore cautela nell’indebitamento, sul taglio dei costi e sulla diminuzione delle assunzioni (previsione espressa dal 27% delle realtà intervistate in regione contro il 15% della media nazionale). È quanto emerge dall’ultimo European Payment Report (EPR) di Intrum, il principale operatore europeo nei credit services, che ha intervistato più di 11.000 imprese di 29 paesi europei che ha rilevato come per far fronte al problema di ritardi e mancati pagamenti più aziende in regione (40%) che nel resto del Paese (11% in media) facciano ricorso alle garanzie bancarie. Non pochi imprenditori calabresi (circa il 20% tra quelli sentiti da Intrum) sono disponibili anche ad accettare tempi di pagamento più lunghi, ma con l’aggiunta di un supplemento: nel resto d’Italia la percentuale si ferma al 12%. Da tenere in considerazione che rispetto a una media nazionale del 30%, il 47% dei clienti corporate in Calabria paga tra 31 e 50 giorni mentre il 31% dei clienti consumer tra 31 e 50 giorni (media nazionale ferma a 25%). Per i pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, il 50% delle imprese calabresi attende fra i 51 e 75 giorni, ma nel resto del Paese la situazione è migliore: solo il 32% delle aziende coinvolte dall’indagine deve attendere questi tempi. L’EPR di Intrum ha cercato di indagare anche in quanto tempo manager e imprenditori calabresi stimano che la regione possa diventare “cashless, ossia quando farà ricorso esclusivamente alla moneta elettronica: per il 27% di loro ci vorranno circa 5 anni (la media nazionale si ferma al 15%), mentre per il 33% non ci si arriverà mai.

«A tutti i livelli – ha commentato Antonio Rabossi, Operations Director di Intrum Italy – le aziende sono concordi nel ritenere la sana gestione del credito l’elemento chiave per la ripresa economica nella fase post-pandemica. Una sana gestione del credito investe l’impresa di un ruolo sociale: per il 67% delle aziende italiane (69% in Europa) che abbiamo intervistato, il pagamento dei fornitori nei tempi concordati è una delle componenti della responsabilità sociale d’impresa».

*Operations Director di Intrum Italy

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