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ECCELLENZA “MADE IN CALABRIA”

Risultato storico nella lotta all’Alzheimer raggiunto da un team di ricercatori di Catanzaro

Tra i nomi della ricerca c’è quello di Francesca Ambrosio. Da possibile “cervello in fuga” a eccellenza: «Oltre gli ostacoli stanno le soddisfazioni»

Pubblicato il: 08/08/2021 – 8:15
di Francesco Donnici
Risultato storico nella lotta all’Alzheimer raggiunto da un team di ricercatori di Catanzaro

CATANZARO «Abbiamo una forte passione per la ricerca e nonostante limiti e difficoltà andiamo avanti. Le soddisfazioni sono risultati come questo appena raggiunto». A parlare è Francesca Alessandra Ambrosio, 30enne assegnista di ricerca dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Il risultato a cui fa riferimento è quello conseguito dal team multidisciplinare di cui fa parte, nella ricerca per la prevenzione della malattia di Alzheimer, dopo un lavoro di circa due anni. «Si tratta di uno studio di chimica computazionale che ha portato ad identificare l’acido folico come molecola importante nella prevenzione di una malattia invalidante e cronica». Al Corriere della Calabria, la giovane ricercatrice, racconta dell’importante risultato raggiunto e dell’amore per la sua terra, dove per ora ha scelto di restare. Ma anche dei limiti della ricerca in Italia e della precarietà di molti ricercatori e assegnisti che nel tempo sta producendo un disamore dei giovani verso il settore.

Il team e la copertina del “Journal of Medicinal Chemistry”

Il team si compone di ricercatori provenienti da importanti Atenei di tutto il paese: Milano (Dipartimento di Chimica), Trento (Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata), Pavia (Dipartimento di Scienze del Farmaco) e dallo Spin-Off Universitario Net4Science e dall’Associazione Crisea. Impulso principale viene però l’Università Magna Graecia col suo Dipartimento di Scienze della salute. «La ricerca, i cui risultati potrebbero rappresentare una vera e propria svolta nell’ambito della prevenzione e della gestione della malattia, è stata pubblicata sulla copertina della più importante rivista internazionale di Chimica Farmaceutica, il Journal of Medicinal Chemistry, con il titolo Identification of compounds targeting HuD. Another brick in the wall of neurodegenerative diseases treatment».
«L’acido folico – spiega la ricercatrice – era già stato indicato per tale fine, ma non si capiva perché. Noi siamo riusciti a identificare, a livello molecolare, quale proteina lega nello specifico». Un passo in avanti importante partendo dagli studi sull’acido folico che «non soltanto rappresenta un protocollo terapeutico efficace, ma è anche sicuro perché rappresenta un integratore utile nella prevenzione di patologie». Il suo è il primo nome della ricerca, insieme a quello della collega Adriana Coricello. «Ci crediamo – avevano dichiarato – e Nicoletta (Nicoletta Marchesi, un’altra giovane ricercatrice impegnata su progetto, ndr) sta già lavorando insieme alla Pascale per approfondire l’aspetto biologico. Incrociamo le dita». Insieme a loro fanno parte del team anche Simona Collina dell’Università degli Studi di Pavia, Giosuè Costa dell’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro, Francesca Vasile dell’Università degli Studi di Milano coordinati dal professor Stefano Alcaro, presidente del centro Crisea e coordinatore del Dottorato in Scienze della Vita presso l’ateneo catanzarese: «Il collegamento tra acido folico – ha spiegato il docente – e l’innovativo target HuD coinvolto nelle neurodegenerazioni, evidenziato per la prima volta nel suddetto studio, contribuisce in maniera significativa a rafforzare la reputazione scientifica, anche per il trattamento e la prevenzione dell’Alzheimer, della Dieta Mediterranea, notoriamente molto ricca di tale vitamina».

I limiti della ricerca in Italia

Una laurea in farmacia col massimo dei voti, un dottorato di ricerca e un’esperienza di studio all’estero dove Francesca Alessandra Ambrosio ha preso contatto con le maggiori difficoltà che si affrontano in Italia. Limiti compensati dall’amore per la propria terra d’origine, «soprattutto se si tratta della Calabria».
«Sono tornata in Italia per completare gli studi di dottorato. – racconta – Avevo scelto di fare questo periodo di studio in America per implementare le mie conoscenze di settore, con riguardo soprattutto alla chimica computazionale».
Tornare spezzando la retorica dei “cervelli in fuga” non è mai semplice, soprattutto quando si toccano con mano le difficoltà di fare ricerca nell’Italia del 2021, che non impedisce però di raggiungere risultati riconosciuti su scala globale. Testimonianza, sempre nel campo del contrasto dell’Alzaheimer, è il Centro lametino gestito da Amalia Bruni, “prestata” alla politica per questa tornata elettorale regionale. «In Calabria ci sono tante eccellenze», dice la ricercatrice.
«L’Ateneo di Catanzaro funziona bene sul fronte della ricerca. – aggiunge – Piuttosto le problematiche sono di ampio respiro e riguardano la precarietà del settore». Un grave limite che secondo la ricercatrice si contrasta con lo «spirito dinamico» che è stato un po’ l’essenza del gruppo di lavoro.

Il legame con la Calabria

«Ci sono difficoltà ed è ovvio. Ma siamo sempre attratti a tornare nella nostra terra. Noi siamo in difficoltà perché le risorse a disposizione della ricerca sono poche, ma come dimostra questo studio, si possono comunque raggiungere risultati molto importanti». E proprio ripartendo dai risultati, si può auspicare un maggior riguardo e apprezzamento per la ricerca di “casa nostra”. «Penso che noi dobbiamo continuare ad essere propositivi; a portare avanti il nostro lavoro con passione».
«Penso che finché non ci si stanca bisogna continuare» dice Ambrosio riferendosi non solo al proprio lavoro, ma più in ampio alla “sua” Calabria. «Oltre i limiti stanno le soddisfazioni». I viaggi e la formazione l’hanno portata a pensare che nelle difficoltà possano raggiungersi risultati ancor più gratificanti del normale. Uno sprone che invita a guardare con più ottimismo – e tenacia – al futuro: «Ho viaggiato molto e per quanto possa essere più semplice fare ricerca all’estero sono sempre affezionata alla Calabria, quindi, fino a quando ne avrò la possibilità, mi piacerebbe rimanere qui». (redazione@corrierecal.it)

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