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Regionali, Graziano: «Pd sarà primo partito». Mangialavori: «Lotta è tra chi arriverà dietro di noi»

Dibattito sulla campagna elettorale, prospettive e dinamiche interne ai rispettivi partiti tra il commissario regionale Pd e il coordinatore Fi. Unanimi le voci su un punto: «Superare il commissari…

Pubblicato il: 17/09/2021 – 6:57
Regionali, Graziano: «Pd sarà primo partito». Mangialavori: «Lotta è tra chi arriverà dietro di noi»

LAMEZIA TERME Tre momenti. Il primo è quello elettorale, che definirà il colore del nuovo governo della Regione. Il secondo è la programmazione, quello che avverrà subito dopo e che vede nel 31 dicembre la prima importante deadline su legge di bilancio e sanità. Subito dopo – in ultimo – l’attenzione dovrà spostarsi all’interno dei partiti e a quella fase congressuale rimandata «ormai da troppo tempo».
Questi i temi alla base del confronto tra il commissario regionale del Partito Democratico, Stefano Graziano e il coordinatore regionale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori andato in onda su L’altro Corriere Tv (canale 16 del digitale terrestre). I due esponenti dei poli principali che di daranno “battaglia” nei seggi elettorali il prossimo 3-4 ottobre hanno risposto alle domande dei conduttori Danilo Monteleone e Ugo Floro trovando talvolta punti in comune, talaltra divergenti come nel caso della madre di tutte le domande: chi sarà il prossimo presidente della Regione?

Dalle premesse alla presentazione delle liste

«Gli ultimi quindici giorni l’obiettivo è quello di recuperare gli indecisi; chiedere a quel 56% di tornare a votare» dice Graziano, che si dice soddisfatto del percorso fatto fino ad oggi. Il centrosinistra schiera Amalia Bruni candidata presidente, sostenuta tra le altre, dalle liste del Pd, del Movimento 5 Stelle e di Carlo Tansi che vanno a comporre una «coalizione di ampio respiro» data alla luce non senza difficoltà.
All’apparenza più in discesa è stato il cammino del centrodestra, con la coesione dei tre poli (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) vacillante nel periodo dei “mal di pancia” di Fdi, ma mai realmente parsa in discussione. «Abbiamo composto delle liste molto valide. – dice il coordinatore Fi – Dobbiamo recuperare tutti credibilità e ci auguriamo che le scelte messe in campo possano ridare speranza ai calabresi».

La competizione elettorale

Presentate le liste, per ambedue i poli è iniziata una campagna elettorale «low profile», almeno a livello finanziario. «È finito il tempo degli sfarzi» e molto dipenderà dai candidati. I sondaggi danno un termometro elettorale in continuo mutamento con il solo pronostico Winpoll che vede un testa a testa Bruni-Occhiuto a fronte del distacco di circa 20 punti percentuali in favore di quest’ultimo ipotizzato dagli altri.
«La competizione è tra Roberto Occhiuto e Amalia Bruni. Gli altri non mi sembra partecipino per vincere» dice secco Graziano, che esclude così dalla partita gli altri candidati governatori Luigi de Magistris e Mario Oliverio: «Chi pensa di venire qui dopo aver disastrato Napoli rischia di disastrare anche la Calabria e io, per i calabresi, lo eviterei. Poi la scelta è democratica e bisogna rispettare le scelte democratiche degli elettori». Su Oliverio, invece, Graziano sostiene di avere «difficoltà a capire le motivazioni per cui si candida, se non per una logica personale più che politica». E si sbilancia: «Penso che il Pd sarà il primo partito in assoluto della Calabria».
Mangialavori, dal canto suo, vede di buon occhio una competizione interna alle forze di centrodestra «perché porterà ad un risultato ancora più ampio». Sul risultato finale non ha dubbi: «Vinceremo sicuramente queste elezioni. La vera competizione è nel centrosinistra per occupare la seconda postazione». Piuttosto, nubi si affacciano all’orizzonte del “dopo”, con la leader di Fdi che mette in discussione il “ticket Occhiuto-Spirlì”: «Bene ha fatto Meloni a dire che di poltrone non vogliamo parlare. D’altra parte – aggiunge Mangialavori – ritengo che i patti sanciti debbano essere rispettati».

La sanità e il nodo commissariamenti

Durante l’intervista a L’altro Corriere Tv, Matteo Salvini ha lanciato un appello ad unire le forze, quale che sia la parte vincitrice, per puntare i piedi sul commissariamento della sanità regionale. Secondo Graziano, lo slancio post-elettorale del “Capitano” leghista è utile «a far dimenticare ai calabresi i due anni a guida Spirlì, la cui gestione dell’emergenza Covid è stata disastrosa. Invece che risalire, la Calabria è l’ultima in termini di Lea».
Il commissario Pd ha chiare le priorità: «Per noi, se vinciamo, il 31 dicembre finisce il commissariamento. E i debiti prodotti negli anni di commissariamento li pagherà lo Stato». Viceversa, «quelli prodotti prima del 2009 li pagheranno i calabresi». Graziano denuncia la mancanza «di un piano ospedaliero, un piano integrato dell’assistenza domiciliare e un piano risorse umane» che sono i punti chiave da cui ripartire.
Discorso molto simile quello di Mangialavori che inizia replicando alla stoccata sul facente funzioni: «Se Graziano vuole attribuire la responsabilità per la situazione sanitaria al governo regionale è fuori dai binari. Il dramma della sanità è ascrivibile a colpe del governo nazionale che, invece di mandare persone competenti, ha mandato generali e prefetti che nulla capiscono di sanità e non hanno potuto dare quel piano di organizzazione che un commissariamento avrebbe dovuto dare. Il commissariamento ha prodotto solo tagli lineari senza alcuna progettualità». E proprio le progettualità, secondo il coordinatore Fi, sono la chiave per il rilancio della sanità: «Prioritario è lo sblocco delle assunzioni, la creazione di una rete territoriale per dare respiro agli ospedali e garantire strutture all’altezza delle nostre eccellenze».

Il caso del “concorsone” crotonese

Il dibattito “sanitario” non può prescindere dal caso del “concorsone elettorale” indetto dall’Asp di Crotone, sollevato dal Corriere della Calabria. Subito dopo l’inchiesta, l’azienda ha deciso di sospendere la call e rinviarla a data da destinarsi. Nel mentre era arriva una levata di scudi bipartisan: Occhiuto ha posto in cima alla sua agenda la «cacciata del commissario» da cui era partita l’iniziativa; i parlamentari Pd Enza Bruno Bossio e Antonio Viscomi avevano annunciato una interrogazione parlamentare sul caso. «Approfittarsi della povera gente per raccogliere qualche voto va denunciato a più livelli. Ringrazio il Corriere perché ha aiutato a fare trasparenza su questa vicenda» dice Graziano, con voce unanime a quella di Mangialavori.

Il momento congressuale

Subito dopo le elezioni sarà tempo di guardare dentro “casa propria”. E il Partito Democratico, a sua volta, sente la necessità di superare il commissariamento interno: «Sono arrivato qui perché gli altri non volevano fare il congresso. – dice Graziano – Poi il Covid non ci ha permesso di farlo. Ho già aperto il tesseramento online e subito dopo il 4 il mio obiettivo è fare nel più breve tempo possibile i congressi cittadini».
Stesso percorso dovrà seguire Forza Italia, come spiega Mangialavori: «Appena ricevuto l’incarico, Berlusconi ha comunicato ai coordinatori provinciali che, concluso il momento elettorale, si faranno i congressi. Abbiamo aperto anche noi il tesseramento e siamo, ad oggi, la regione con più tesserati di Fi con quasi 5mila adesioni». (redazione@corrierecal.it)

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