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Corigliano Rossano, le opposizioni chiedono la testa del sindaco. Stasi: «Ripartiamo accelerando»

Certificato lo strappo con i dissidenti che potrebbero capovolgere i numeri dell’assise. Intanto è baruffa nel Pd. Fuoriprogramma con Daniele Lavia

Pubblicato il: 20/09/2021 – 22:30
di Luca Latella
Corigliano Rossano, le opposizioni chiedono la testa del sindaco. Stasi: «Ripartiamo accelerando»

CORIGLIANO ROSSANO Tredici a dodici. Qualora le proporzioni e, soprattutto, le posizioni dei dissidenti dovessero essere confermare nei prossimi giorni, la maggioranza in Consiglio comunale che sostiene l’azione politica del sindaco Flavio Stasi, subirebbe uno scossone non di poco conto. Ed addirittura rischierebbe di andare sotto nei numeri.
Sono le conseguenze della crisi politica aperta nel cuore del governo cittadino durante lo scorso weekend, dopo la prima convocazione del consiglio comunale disertato dalla maggioranza e dallo stesso primo cittadino (qui la notizia), e confermata questa sera nel corso della seconda convocazione dell’assise civica dalle assenze reiterate del gruppo dei quattro consiglieri comunali “malpancisti” Antonio Cassano, Piersalvino De Gaetano, Rocco Leonardo Gammetta e Mattia Salimbeni.
Nel mezzo, la sortita del sindaco Stasi (ne abbiamo parlato qui) in cui annuncia la volontà di azzerare la sua giunta, vararne una nuova, e la reazione del gruppo consiliare “Corigliano Rossano domani”, capeggiato dagli ormai ex vicesindaco Claudio Malavolta e dall’assessore al Bilancio, Giovanni Palermo, anche loro non presenti in aula.
Stanco dei «metodi da vecchia politica», e di un braccio di ferro che sostanzialmente va avanti sin dall’insediamento, il primo cittadino di Corigliano Rossano decide il repulisti.
L’onda lunga delle conseguenze non si smorzerà tanto facilmente. Innanzitutto perché il gruppo che sosteneva Stasi si può considerare fuori anche dallo Stasi Bis, con effetti che potrebbero essere devastanti se i quattro dovessero decidere di saltare il fosso e andare a fare opposizione. Uno scenario, a quanto pare, assolutamente plausibile, in attesa che Stasi, dopo un breve giro di consultazioni – probabilmente entro qualche giorno – nomini i suoi nuovi assessori.

Scarcello presenta il conto

Al consiglio comunale di lunedì sera, con buona parte della giunta ancora al suo fianco, perché la decisione di tagliare tutte le teste dei suoi assessori non è stata ancora formalizzata e ratificata (accadrà domattina), le opposizioni iniziano a chiedere il conto a Stasi. Il primo a far notare che a volte la politica coincide con i numeri è Vincenzo Scarcello, capogruppo dell’Udc. «È sotto gli occhi di tutti – dice riferendosi al primo cittadino il decano dell’assise – che il sindaco è senza maggioranza. Lo invito a riflettere perché impantanato com’è non può resistere ancora per molto, il suo giro è finito e ne deve dar conto alla città. Il sindaco eletto non era il migliore ma l’abbiamo accettato e se i quattro continueranno a restare sull’Aventino non saremo noi a mandarlo a casa ma loro».

Promenzio: «Stasi è come il miglior Berlusconi»

Rincara pesantemente la dose il leader delle opposizioni, Gino Promenzio. «Qui è in gioco la vita reale della città e il suo essere città fusa che noi abbiamo davvero voluto, la sentiamo in pericolo. Ho sentito parlare il sindaco – il consiglio si è aperto col rendiconto di Flavio Stasi di 27 mesi di amministrazione comunale – di ordinaria amministrazione, con azioni qualitativamente e quantitativamente insussistenti. È sembrato il miglior sindaco del Dopoguerra, meglio di Berlusconi che predica grandi successi. Ed invece deve fare i conti con i numeri sempre più risicanti in Consiglio e con l’appeal, perché sempre meno amato da una città difficilissima da amministrare soprattutto per chi la fusione non la voleva. Dopo 27 mesi una parte di maggioranza lo prende a pedate, lui ci ha isolato nei rapporti sovracomunali, decide di non candidare nessuno alle regionali per fare l’equilibrista, poi però cade. Il nemico del sindaco è il narcisismo – conclude Promenzio – invito quindi il primo cittadino a trarre le sue conclusioni».

Attacco e difesa

Dai banchi della maggioranza si leva la difesa al sindaco e all’operato dell’amministrazione comunale, ovvero al lavoro degli assessori – presenti quasi tutti in sala consiliare, tranne i due a capo della rivolta –. «Il sindaco non deve temere di andare a casa – dice Pietro Mingrone, dagli scranni di maggioranza –. Certamente vuole ripartire responsabilizzando la giunta che deciderà di varare. Quanto fatto fino ad oggi è un’importante eredità che Stasi lascia alla città»
Il capogruppo del Pd, Aldo Zagarese, nel sottolineare la legge dei grandi numeri che impediranno al sindaco di governare serenamente, punta la giunta. «Ho notato assessori in delirio di onnipotenza che non salutano i dipendenti comunali e poi non riescono a partecipare a bandi pubblici per il reperimento di risorse utili alla città».

Stasi: «Non ho mai tradito nessuno»

A chiudere il dibattito prima delle discussioni sugli altri punti all’ordine del giorno, è il sindaco. «Non ho mai tradito nessuno, ho sempre messo la faccia in quello che ho fatto, lavoro senza soluzione di continuità e posso sbagliare come tutti, ma non tradisco. Sulla fusione non dovevamo raccontare ai cittadini che sarebbe stata la panacea ai mali. Ero a favore – dice Stasi – ma mi sono distaccato dal percorso. E se oggi beneficeremo di 80milioni di finanziamenti intercettati in appena due anni è proprio grazie alla fusione. Possiamo fare di più, certamente, ma non staremo qui a galleggiare. Sono convinto che azzerare la giunta sia un modo giusto per ripartire più forti di prima. Mi assumerò dei rischi perché ad un certo punto un’amministrazione deve anche capire se è il momento di cambiare per accelerare il passo. L’azzeramento della giunta è un atto politico molto forte che nasconde delle insidie, ma ritengo che sia più rischioso evitare il cambio di passo». Stasi parla, insomma, come se fino ad oggi fosse stato zavorrato da una parte della sua maggioranza.

«Sulla scorta di una condivisione di principi politici, metodi, rispetto dei ruoli, può esserci tranquillamente una nuova vita in maggioranza, una fase di ripartenza, un esecutivo nuovo – conclude il primo cittadino – che condividerò coi gruppi consiliari che dovranno essere corresponsabili con le scelte che si faranno».

Prospettive, scenari (e baruffe nel Pd)

Insomma, saranno necessari alcuni giorni perché il sindaco di Corigliano Rossano vari lo Stasi Bis. Probabile che le consultazioni siano già iniziate nella giornata di oggi, così come i colloqui con i consiglieri comunali, invitati al senso di responsabilità. La prossima giunta sarà certamente caratterizzata da un fattore: l’appartenenza al centrosinistra. Ecco uno dei motivi per cui il gruppo “Corigliano Rossano domani” di Malavolta&C, votati da tempo all’azzurro di Forza Italia, saranno fuori, a meno di un miracolo.
Sul terreno del centrosinistra, frattanto, si sta consumando l’ennesima, infinita, baruiffa fra le anime del Partito democratico locale. Nel pomeriggio in una nota, il circolo Pd di Schiavonea prende posizione tendendo la mano a Stasi: «Come circolo del Partito Democratico di Schiavonea, auspichiamo, per il bene della Città, che la prossima giunta e la nuova, eventuale, maggioranza, sia più omogenea e con le idee più chiare. Auspichiamo che la riflessione avviata dal sindaco Flavio Stasi sia risolutiva, almeno per alcuni dei temi che nei mesi scorsi abbiamo rappresentato al sindaco stesso e ad alcuni assessori della, ormai, vecchia giunta comunale. Li vogliamo ricordare – riporta ancora la nota del Pd del borgo marinaro – oltre a quelli già espressi qui sopra, almeno per titoli: porto e Zes, SS106, statuto comunale, Psa, Piano Spiaggia, servizi sociali. Inoltre, auspichiamo che ci sia un’accelerazione per quelle opere, che riguardano la depurazione, le reti idriche e fognanti, i centri storici, il lungomare unico, per le quali l’amministrazione comunale ha già, meritoriamente, reperito i finanziamenti e che attendono la progettazione».
Una sorta di dichiarazione d’intenti non condivisa dalla costola dem rossanese e dal capogruppo in Consiglio, Aldo Zagarese. Lo scontro continuerà ad essere feroce fra i mille rivoli e le mille correnti del Pd di Corigliano Rossano – i cui numeri delle varie fazioni si conteranno alle prossime regionali – che devono comunque fare i conti con le idee dell’unico consigliere comunale con la tessera del Pd in tasca (e vicecoordinatore provinciale del partito), Aldo Zagarese. Spetterà a lui l’ultima parola, e dal tenore dell’intervento in Consiglio comunale, si è intuito che non sarà tutto rose e fiori. Anzi.

Il fuoriprogramma campione dEuropa

Il pallavolista rossanese Daniele Lavia

Nel bel mezzo dell’assise, come nota a margine di un civico consesso certamente fra i più difficili e i più duri della consiliatura Stasi, la visita del neo campione d’Europa con la nazionale di Pallavolo, Daniele Lavia, freschissimo vincitore di una medaglia d’oro, che indossa emozionato, vinta in finale contro l’ostica Slovenia. «Sono emozionatissimo di essere qui stasera – dice il pallavolista 21 di Corigliano Rossano – e di poter condividere con la mia città questo meraviglioso risultato sportivo».

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