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l’editoriale

Che fine ha fatto Spirlì?

Che fine ha fatto Spirlì? Intendiamoci: non si sente in alcun modo la mancanza delle pillole di tuttologia somministrate dal presidente ff in questi interminabili mesi di pandemia, ma ci saremmo a…

Pubblicato il: 28/09/2021 – 15:55
di Paola Militano
Che fine ha fatto Spirlì?

Che fine ha fatto Spirlì? Intendiamoci: non si sente in alcun modo la mancanza delle pillole di tuttologia somministrate dal presidente ff in questi interminabili mesi di pandemia, ma ci saremmo aspettati – dopo la (re)investitura tout court a vice presidente – almeno lo stesso famelico dinamismo utile, forse o magari no, per tentare di invertire i pronostici del match elettorale calabro che vorrebbero la Lega in grande affanno rispetto ai due maggiori alleati della coalizione di centrodestra.
Ed ecco spiegato perché Spirlì sta bene attento a non cadere nelle paludose provocazioni lanciate dagli alleati e dagli avversari, limitando le sue apparizioni e riservando persino le sue famigerate, taglienti e velenose risposte solo a pochi intimi nemici.
Alla candidata del centrosinistra, Amalia Bruni: «La signora dei vetrini, becchina del Pd in Calabria, continua a vedere torri d’avorio dappertutto. Più o meno quelle in cui è vissuta lei, inutilmente foraggiata da passate amministrazioni compiacenti».
Un sollievo per Matteo, orfano del guru inventore della “Bestia”, annunciato a Catanzaro per l’ultimo e accorato appello ai calabresi – che a dire dei cultori del retroscenismo gossipparo – aspettano invece con trepidazione il ritorno del carismatico Conte, per molte donne il nuovo sex symbol della politica italiana, capace di far breccia anche nel cuore delle calabresi, assiepate nelle piazze in attesa questa volta di toccare con mano le qualità dell’ex premier, visibilmente compiaciuto dall’inaspettato successo.
Una benedizione anche per il commissario del Pd, Stefano Graziano – che manco a dirlo dopo aver esaurito nomi e numeri – spera nell’effetto bis del maschio alfa per contenere l’uomo beta, l’ex pm e sindaco uscente di Napoli, Luigi De Magistris, che s’annuncia la vera sorpresa di questa campagna elettorale.
A non suscitare decisamente l’effetto sperato è quel povero (si fa per dire, sic!) sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Tutta colpa del suo lussuosissimo yacht e dell’aver sfilato al Cavaliere quel che resta di Forza Italia. E lo sanno tutti che a queste latitudini Silvio c’è.
Dovrà farsene una ragione anche la Meloni, apparsa comunque in splendida forma, prodiga di avvertimenti e forse consapevole, come Wanda Ferro e Roberto Occhiuto, che in Calabria il ticket ha un costo e non solo in farmacia.
Alla fine dei giochi votare conviene a tutti perché il verdetto è senza appello.

paola.militano@corrierecal.it

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