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Rinascita Scott, Arena: «Razionale ha rapporti con poteri più forti della ‘ndrangheta»

Il collaboratore di giustizia parla di un viaggio a Roma per chiedere l’aggiustamento di una processo e dei suoi rapporti col boss di San Gregorio D’Ippona: «Facevo finta di rispettarlo ma ce l’ave…

Pubblicato il: 28/09/2021 – 13:47
di Alessia Truzzolillo
Rinascita Scott, Arena: «Razionale ha rapporti con poteri più forti della ‘ndrangheta»

LAMEZIA TERME Il collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena considera il boss di San Gregorio D’Ippona, Saverio Razionale, tra i responsabili della morte del padre, Antonio Arena, scomparso nel 1985. Nonostante questo, visto il rapporto buono che Razionale aveva con il gruppo dei Pardea ai quali Arena era legato, ebbe modo di frequentare Razionale e, in una occasione ebbe modo di raggiungerlo a Roma per portargli un’imbasciata molto delicata da parte di Francesco Antonio Pardea: l’intervento per l’aggiustamento di un processo. «Perché Razionale – dice Arena nel corso del processo Rinascita Scott – ha rapporti con poteri più forti pure della ‘ndrangheta». Ma procediamo con ordine.

«Facevo finta di rispettare Razionale»

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Saverio Razionale

«Ho conosciuto Saverio Razionale nel 1998 nel carcere di Vibo Valentia. Io mi trovavo al terzo piano, giudicabili, e lui al secondo piano, appellanti». Il collaboratore ricorda che glielo presentò Antonio Grillo, da sbarra a sbarra, nel passaggio da un’area all’altra del carcere. «Poi l’ho rivisto a Roma e l’ultima volta l’ho incontrato a Vibo, quando gli hanno tolto la sorveglianza speciale, ci siamo incontrati un paio di volte sotto lo studio dell’avvocato Stilo». Arena e Razionale, spiega il collaboratore, in carcere si salutavano e basta «solo che io una volta avevo avuto una discussione in carcere e lui e Antonio Grillo parteggiarono per me. Lo so perché me lo riferirono i detenuti che erano in carcere con me». I rapporti tra Razionale e Arena, racconta il collaboratore, erano cordiali ma, specifica il teste, «io facevo finta di rispettarlo ma in realtà non lo rispettavo perché Saverio Razionale faceva parte di quel gruppo di fuoco di Peppe ‘Mbroglia (Giuseppe Mancuso, ndr) e io sapevo che nella scomparsa di mio padre c’era pure lui nel mezzo. Perché mio padre è scomparso nelle zone dove era latitante Giuseppe Mancuso e c’erano pure loro. E ho sempre saputo che nella vicenda di mio padre c’erano sia lui che Fiarè e Giuseppe Mancuso. All’epoca quella era la squadra quindi ho sempre saputo che oltre a Giuseppe Mancuso, detto ‘Mbroglia, sicuramente c’erano stati tutti i Fiarè, Saverio Razionale e tutta la loro batteria».
«Però lei era talmente arrabbiato con Razionale che addirittura lo voleva uccidere?», chiede l’avvocato Mario Murone che difende l’imputato Razionale insieme al collega Giambattista Puteri.
«Sì. Ce l’ho avuta sempre a morte. Sia con Giuseppe Mancuso, sia con Rosario Fiarè che con Saverio Razionale», dice Arena.

A Roma da Razionale per chiedere l’aggiustamento di un processo

La strategia che perseguiva Arena, dichiara egli stesso, era quella di tenersi cari gli amici ma ancora più cari i nemici. E proprio in quest’ottica finisce a Roma da Razionale. «È capitato che si doveva sposare il fratello di Francesco Antonio Pardea e inoltre dovevo portare un bigliettino da consegnare a Razionale». Circa le sue frequentazioni, Arena spiega che «nonostante io non volessi frequentare certe persone purtroppo accadeva che frequentando altri che avevano rapporti con queste persone è capitato che anche io avessi rapporti con loro. Magari non mi potevo sottrarre. Così come quando sono dovuto andare a Roma da Saverio Razionale perché dovevo portare l’imbasciata di Francesco Antonio Pardea. E poi era pure nel mio interesse con alcune persone fare il finto amico. Io ho avuto un mio disegno negli anni passati, un disegno folle, prima di collaborare con la giustizia: se si fosse presentata una condizione utile, se avessi potuto avrei risposto all’omicidio di mio padre».
A Roma Bartolomeo Arena va nel 2016 con Raffaele e Marco Pardea, il padre e il fratello di Francesco Antonio Pardea.
La finta cordialità, dice Arena, era necessaria con un uomo scaltro come Saverio Razionale perché essendo persona «molto intelligente dopo l’incontro in carcere nel ’98, anche se non ci siamo più visti per moltissimi anni, lui domandava sempre di me perché Saverio Razionale si è sempre informato di tutti i figli di coloro dei quali era responsabile della morte».
A Roma Arena va perché si doveva sposare il fratello di Francesco Antonio Pardea, Marco Pardea, e «sapendo che in realtà Razionale era il padrone del Mocambo (perché il titolare era sotto usura e e quindi ne erano diventati padroni Saverio Razionale e suo nipote Gregorio Gasparro) si cercava di trattare la questione del prezzo. Ma questo era il fatto minore perché poi io diedi un bigliettino a Razionale perché lui si poteva attivare per l’aggiustamento di un processo di alcune persone che erano intimi amici di Francesco Antonio Pardea».
Razionale risponde alla richiesta dicendo che «ci sarebbe stata la necessità di parlare con un bravo avvocato. Ad ogni modo queste persone vennero assolte». 
«Eravamo andati da Razionale perché sapevamo che era una potenza a Roma perché lui aveva rapporti in tutti i campi. Non era solo una questione ‘ndranghetistica quella di Razionale. Razionale ha rapporti con poteri più forti pure della ‘ndrangheta», spiega il collaboratore. Per quanto riguarda il processo, avrebbe detto che «lui si sarebbe mosso tramite l’avvocato. A me ha detto così. Razionale è una persona scaltra, quello che ha fatto davvero non è che me lo ha detto a me». Arena afferma di non sapere come abbia agito Razionale per la questione del processo ma su questo punto e sul processo in questione vige il più stretto riserbo istruttorio. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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