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Lamezia, Ruberto (ri)prova a prendersi il seggio: nel mirino Pegna e l’ex segretario del Comune

Il primo dei non eletti in Consiglio in quota UDC mette nel mirino il promoter lametino. E scrive alla Procura e alla Prefettura

Pubblicato il: 18/10/2021 – 20:05
di Giorgio Curcio
Lamezia, Ruberto (ri)prova a prendersi il seggio: nel mirino Pegna e l’ex segretario del Comune

LAMEZIA TERME Neanche il tempo della proclamazione dei consiglieri comunali di Lamezia, dopo quella del sindaco Paolo Mascaro avvenuta venerdì, che già arrivano le prime grane da risolvere in via Perugini. Già perché archiviati i dieci mesi di commissariamento, Vincenzino Ruberto, è infatti tornato alla carica per cercare di strappare il seggio di Ruggero Pegna. 

La diffida

Il primo dei non eletti nella tornata elettorale del 10 novembre del 2019, quando ha perso il seggio con l’Udc proprio a vantaggio di Pegna, battuto da Mascaro al ballottaggio, con una lettera inviata alla Prefettura di Catanzaro e tra gli altri anche al Procuratore di Lamezia, Salvatore Curcio, ha sferrato – di nuovo – un duro attacco al suo “competitor”, puntando sulla sua decadenza e dunque a rientrare al suo posto in Consiglio comunale. Quella di Ruberto, punto dopo punto, è una lettera durissima e che ripercorre tutte le vicende che hanno caratterizzato un percorso pieno di ostacoli, presunte omissioni, e pronunce della Procura. 

Nel mirino Ruggero Pegna

Nella missiva, infatti, Ruberto ha diffidato «il presidente del Consiglio e tutta l’assemblea dal convalidare Ruggero Pegna in seguito alla ripetizione delle elezioni del 3 e 4 ottobre 2021» e lo fa prendendo come riferimento l’esito dell’accertamento e la conseguente segnalazione inviata dalla terna commissariale alla procura di Lamezia. Nel documento, infatti, i commissari sottolineavano la «mancata segnalazione della dichiarazione stessa all’Autorità giudiziaria, in assolvimento all’obbligo di comunicazione in capo ai pubblici ufficiali». «Allo stato attuale – scrivevano – non risultano altri procedimenti di verifica delle autocertificazioni, né segnalazioni relative alla possibile non veridicità delle dichiarazioni sostitutive firmate dagli stessi consiglieri comunali».

«Verificare e segnalare il danno erariale»

Secondo la diffida di Ruberto, dunque, Ruggero Pegna avrebbe «perso i benefici ininterrottamente ottenuti con la mendace dichiarazione del 20/12/2019 che lo ha condotto ad essere convalidato il 21/12/2019 e poi il 23/07/2020, con effetto – è scritto nella diffida – di essersi realizzata la decadenza dalla carica di consigliere comunale già dal 21/12/2019». Nella stessa lettera, inoltre, Vincenzino Ruberto diffida «il sindaco e il segretario comunale pro-tempore di Lamezia, ad un corretto e legittimo svolgimento delle procedura di convalida, a mente della segnalazione trasmessa dalla Commissione prefettizia del Comune di Lamezia alla Procura lametina». Ma non è tutto: nella stessa lettera Ruberto diffida il dirigente del settore Economico-finanziario «a verificare ed a segnalare il danno erariale in capo ai soggetti che hanno determinato la liquidazione dell’indennità di carica in favore di soggetti che hanno reso a suo tempo dichiarazioni mendaci, procedendo per quanto di competenza e rifacendosi patrimonialmente nei confronti dei responsabili». E Ruberto, poi, punta il dito contro l’allora segretario generale del Comune di Lamezia Terme, Pasquale Pupo. Secondo il candidato dell’Udc, infatti, avrebbe avuto un «comportamento palesemente omissivo rispetto ai propri obblighi di segnalare all’Autorità Giudiziaria le dichiarazioni mendaci rese dai soggetti successivamente individuati dalla Procura di Lamezia (QUI LA NOTIZIA), contravvenendo all’obbligo di segnalazione che verte in capo a tutti i pubblici ufficiali». 

«Accertare la sussistenza di profili di illegittimità»

Nella diffida Vincenzo Ruberto va oltre, e si rivolge direttamente alla Procura di Lamezia e alla Prefettura di Catanzaro, ai quali chiede di «esercitare i propri poteri di controllo e di indagine per accertare la sussistenza di profili di illegittimità degli atti e dei procedimenti amministrativi (…) nonché eventuali ipotesi di responsabilità penali ed erariali di tutti i soggetti coinvolti». E poi chiede di «vigilare sull’intero iter amministrativo che sta riguardando Pegna» e di verificare anche eventuali «responsabilità penali, amministrative e disciplinari per la mancata segnalazione all’Autorità Giudiziaria dell’accertata dichiarazione mendace di Pegna in data 20/12/2019, nei confronti di tutti i Pubblici Ufficiali che si siano resi omissivi». (redazione@corrierecal.it)

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