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il violento episodio

Rapinata e pestata, l’aggressione shock nel Vibonese. Falvo: «Alfabetizzare al rispetto delle donne» – VIDEO

La vittima, una volta in ospedale, non riusciva ad aprire gli occhi per riconoscere i responsabili. «Bisogna denunciare e fidarsi di noi»

Pubblicato il: 09/11/2021 – 13:17
di Giorgio Curcio
Rapinata e pestata, l’aggressione shock nel Vibonese. Falvo: «Alfabetizzare al rispetto delle donne» – VIDEO

VIBO VALENTIA Le immagini sono tanto drammatiche quanto eloquenti. Mostrano l’aggressione violenta e feroce, il furto dell’auto e poi la vittima, una 29enne, lasciata sul posto, privata dell’autovettura, e in condizioni fisiche tanto drammatiche da non riuscire, in ospedale, neanche ad aprire gli occhi per poter riconoscere i presunti responsabili, Simone e Domenico Pugliese, rispettivamente di 19 e 25 anni, due cugini di Zungri (difesi dagli avvocati Gianluca Policaro e Alessio Di Prima) indiziati del reato di rapina aggravata, consumata lo scorso 26 settembre, presso un distributore di benzina di Filandari, e arrestati questa mattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Vibo Valentia. «Ferma restando la presunzione di innocenza dei soggetti arrestati, le immagini sono eloquenti, e ho deciso di diffonderle per rimarcare la recrudescenza di questo fenomeno».

Il procuratore Camillo Falvo: «Abbiamo agito tempestivamente»

A dirlo è il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo, parlando alla stampa questa mattina. «Negli ultimi giorni – ha detto ancora Camillo Falvo – con i carabinieri abbiamo proceduto con diversi arresti in seguito a donne che hanno denunciato soprusi, maltrattamenti, incendio delle auto fino all’episodio di ieri». «E anche in questo caso grazie al lavoro del collega Ciro Lotoro e dei militari che hanno agito tempestivamente, siamo riusciti ad individuare i presunti responsabili».

Alcuni frame dell’aggressione

Criminalità e violenza sulle donne

Sono due però i temi di fondo legati a questo episodio violento: la recrudescenza criminale nel Vibonese e la violenza sulle donne. Su quest’ultimo, in particolare, il procuratore Camillo Falvo, ha posto l’accento, parlando di “alfabetizzazione”. «Bisogna denunciare e spingere in questa direzione – ha detto il procuratore – soprattutto nel territorio come il nostro in cui c’è già difficoltà a denunciare e spesso le querele, come era già successo in questo caso, vengono purtroppo ritirate dalle donne che subiscono violenza». «Devono invece denunciare – continua Camillo Falvo – perché lo Stato c’è, si devono fidare, e in tutte le occasioni e gli episodi avvenuti in questi ultimi due anni noi siamo intervenuti tempestivamente. Ed è importante che la gente sappia che questi episodi vengono accertati e perseguiti. Certo, poi sarà il giudizio a dimostrare se gli arrestati sono poi i responsabili del fenomeno». Per il procuratore di Vibo bisogna «operare con un’attività di alfabetizzazione al rispetto della donna, è importante, qui da noi come nel resto del territorio nazionale». «Parlo di alfabetizzazione perché è proprio questo che va fatto, nelle scuole, nelle famiglie. Bisogna cambiare questo tipo di mentalità».

«Perso un certo “equilibrio” sul territorio»

C’è, poi, il timore poi per quella che è stata già definita una “escalation criminale”. La città di Vibo Valentia, dopo l’impatto notevole causato dagli arresti avvenuti nel corso del maxi blitz “Rinascita-Scott” e che hanno colpito duramente le cosche di ‘ndrangheta del territorio, si ritrova ad affrontare il tema della microcriminalità. Per il procuratore Camillo Falvo «è chiaro che in una situazione in cui certi soggetti, presunti boss e gregari delle cosche sono stati arrestati e tolti dal territorio si sia perso un certo “equilibrio”, sebbene sia brutto da dire, lasciando maggiore spazio altri fenomeni criminali che prima magari non riuscivano ad emergere».

Veronica Calcagno CC norm Vibo
Veronica Pastori – Comandante Norm Vibo Valentia

«Tutta l’Arma dei Carabinieri è vicina alle donne vittima di violenze»

Un appello alle donne vittima di violenza arriva poi direttamente dal comandante del Norm dei carabinieri di Vibo, Veronica Pastori: «Tutta l’Arma dei Carabinieri, indipendentemente dal sesso, è vicina a questi episodi di violenza e alle donne che subiscono questo tipo di maltrattamenti. La cosa che è importante è che una vittima come quella che abbiamo visto noi, alla quale era rimasta solo la voce perché neanche gli occhi riusciva ad aprire, ha comunque avuto il coraggio di continuare questa battaglia che non è solo la denuncia ma un intero percorso da affrontare insieme alle forze dell’ordine e alla magistratura per perseguire i presunti autori del reato. E questo è un grido rivolto dunque a tutte quelle donne che magari anche quotidianamente subiscono questo tipo di violenze: si possono rivolgere alle forze dell’ordine, noi siamo qui per ascoltare questo tipo di denunce e di appelli». (redazione@corrierecal.it)

La violenta aggressione:

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