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Corigliano Rossano, il pronto soccorso rischia il collasso e l’apertura ai soli pazienti Covid. Pneumologia già piena

Malomo: «Reparto Covid al completo». Straface: «Valutiamo la chiusura del Ps». Le situazioni preoccupanti di Spezzano e Campana

Pubblicato il: 04/12/2021 – 11:15
di Luca Latella
Corigliano Rossano, il pronto soccorso rischia il collasso e l’apertura ai soli pazienti Covid. Pneumologia già piena

CORIGLIANO ROSSANO Ci risiamo. A distanza di un anno sembra non essere cambiato nulla. Dopo le ambulanze in fila, il reparto Covid saturo, i 18 ricoveri in pronto soccorso negli ultimi tre giorni, si sta paventando l’ipotesi di dedicare il reparto di emergenza urgenza ai soli pazienti Covid come accaduto l’inverno scorso.
A febbraio, il direttore del dipartimento di Emergenza accettazione, Natale Straface, era stato costretto – proprio a causa dell’elevato numero di accessi positivi – a blindare il pronto soccorso, dedicandolo esclusivamente a pazienti affetti dal virus Sars-Cov-2 e dirottando gli interventi per le altre patologie sui pronto soccorso di Corigliano e Castrovillari. Quelle scene potrebbero ripetersi.
«Impensabile che la gente sia così incosciente – racconta al Corriere della Calabria – perché è proprio la fascia fra i 50 e i 60 anni a soffrire di più ed a finire in ospedale. Gente molto spesso non vaccinata, come le tante persone che stanno arrivano al pronto soccorso dalle comunità interne. È una situazione preoccupante e allarmante. Se dovesse continuare questo afflusso, per stato di necessità sarò costretto a dedicare il pronto soccorso ai soli pazienti Covid. È un provvedimento che serve a tutelare tutti gli altri. Giusto per far comprendere le proporzioni, negli ultimi tre giorni abbiamo registrato 18 ricoveri Covid e solo 3 con patologie cardiache».
«Negli ultimi mesi sono stati compiuti sforzi immani per vaccinare la popolazione – è un po’ il senso del discorso del dottor Straface – e adesso ci ritroviamo nelle stesse condizioni di un anno fa».

Reparto Covid al completo

La notte appena passata è stata critica. «Abbiamo occupato tutti i 36 posti disponibili» aggiunge Giovanni Malomo, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia Covid. In una sola notte sono stati sette i pazienti a cui è stato trovato un posto letto al “Giannettasio”. La saturazione del reparto potrebbe rappresentare un problema che andrebbe a gravare proprio sul pronto soccorso che, al momento, essendo promiscuo, può gestire soli sei pazienti.
Nelle prossime ore, anche per questi motivi, dovrebbe riaprire il reparto Covid dell’ospedale di Acri.

L’evoluzione pandemica a Spezzano Albanese

A preoccupare sono proprio i paesi interni. Spezzano Albanese è fra questi con 59 casi positivi ad oggi e 88 persone in quarantena. «A causa del numero di persone contagiate, abbiamo adottato alcuni provvedimenti – racconta il sindaco Ferdinando Nociti al Corriere della Calabria –: scuole chiuse fino a mercoledì, sperando che in questo lasso di tempo la situazione decanti, e mercato settimanale vietato».
A Spezzano il focolaio si è sviluppato nelle scuole, elementari e medie. «Risulta difficile – spiega ancora Nociti – tracciare e mettere in isolamento i bambini. Il cluster si è sviluppato a scuola e dal lì il virus si è propagato nelle case. Ci auguriamo di poter tamponare l’infezione con la chiusura di tutte scuole nei prossimi cinque, sei giorni. Al momento – conclude il sindaco di Spezzano Albanese – le persone contagiati stanno tutti bene, un solo paziente è in fase critica».

…e quella di Campana

Rispetto a ieri rimangono invariati i contagi, 48, mentre si attendono altri risultati ai tamponi ed allo screening sulla popolazione. Anche in questo caso, il focolaio si è propagato nelle scuole e non nelle residenze sanitarie.
«Sui 60 bambini in età scolare – spiega il sindaco Agostino Chiarello, che ha chiesto l’istituzione della zona rossa – 16 sono risultati positivi. E sono state proprio le scuole a innescare la miccia. Se il virus lo si cerca, lo si trova anche nelle nostre comunità. Se non fosse stato per un primo caso, poi tracciato, non avremmo scoperto tutti questi contagi, bambini inclusi». A Campana stanno però crescendo le quarantene e gli ospedalizzati. Ai due ricoverati fino a ieri, se ne sono aggiunti altri tre mentre il sindaco è pronto a firmare nuovi isolamenti domiciliari: nelle prossime ore giungeranno a 120. Un’enormità sui mille residenti. (l.latella@corrierecal.it)

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