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la crisi politica

Catanzaro, la maggioranza si sbriciola: il triste viale del tramonto dell’Abramo quater

Tre presidenti di Commissione rassegnano le dimissioni, centrodestra ormai senza bussola. La resa dei conti alle Provinciali

Pubblicato il: 06/12/2021 – 18:42
Catanzaro, la maggioranza si sbriciola: il triste viale del tramonto dell’Abramo quater

CATANZARO Atmosfere e scene da basso impero al Comune di Catanzaro. Il tran tran quotidiano al Palazzo De Nobili in questo scorcio finale della consiliatura Abramo quater è un lento ma costante e ormai inesorabile stillicidio di fughe e di disimpegni nella maggioranza di centrodestra. Una maggioranza che si va piano piano scollando e dividendo e che ha ormai imboccato, mestamente, il viale del tramonto, occupato dalla permanente “guerriglia” tra i vari colonnelli usciti malconci dalle Regionali (a parte pochissime eccezioni), e in sostanza ormai incapaci di tenere uniti i propri gruppi, sempre più friabili.
Secondo quanto riferiscono fonti del centrodestra catanzarese, oggi ben tre presidenti di commissione al Comune avrebbero rassegnato le dimissioni: Fabio Talarico, consigliere comunale vicinissimo ad Abramo, avrebbe lasciato quella dell’Urbanistica e della mobilitò, Antonio Ursino (Catanzaro da Vivere) avrebbe lasciato la commissione Turismo e attività produttive e Giuliano Renda (Misto) avrebbe lasciato le Risorse finanziarie.
Nessuna ufficialità sulle motivazioni delle dimissioni, c’è chi vocifera di dimissioni adottate in polemica con l’amministrazione Abramo che li avrebbe esclusi da alcune scelte come quelle sul programma delle iniziative in vista delle festività natalizie, ma in generale c’è un senso di marasma nel quale non mancano poi malumori legati alla mancata soddisfazione di interessi non politici ma individuali. Al di là delle motivazioni, comunque, la vicenda delle dimissioni dalle commissioni è la spia di una maggioranza ormai impazzita come la maionese, caratterizzata da una geografia del tutto irrazionale dei gruppi consiliari (il Misto è quello più consistente) e sgranata da un “liberi tutti” che sta rendendo il centrodestra una polveriera e una groviera al tempo stesso.
I rapporti di forza si sono completamente stravolti, eccetto il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, della Lega, i vari big sono in affanno e non trovano più uno straccio di sintesi tra di loro ma giocano ognuno una partita per conto proprio, come del resto conferma la vicenda delle Provinciali: 5 liste in campo per una “conta” interna che rischia di fare della coalizione un Vietnam ingovernabile in vista delle Comunali 2022. (c. a.)

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