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l’intervista

«Diamante capitale della Cultura sarebbe una vittoria per tutta la Calabria»

Il sindaco Ernesto Magorno racconta il senso di candidatura «fondata sull’inclusione». E la speranza «per il futuro di questa terra»

Pubblicato il: 11/12/2021 – 7:11
«Diamante capitale della Cultura sarebbe una vittoria per tutta la Calabria»

LAMEZIA TERME Sono 28 le città italiane che a fine luglio hanno presentato al Ministero della Cultura la manifestazione d’interesse per partecipare al titolo di Capitale italiana della Cultura 2024 a cui sarà destinato 1 milione di euro dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. A inseguire il sogno c’è Diamante (una delle due calabresi assieme a Capistrano). Abbiamo sentito il sindaco del centro del Tirreno (e senatore di Italia Viva) Ernesto Magorno. Per lui, l’eventuale successo sarebbe una «vittoria di tutta la Calabria».

La Calabria non brilla esattamente per una narrazione positiva. Perché il ministero della Cultura dovrebbe scegliere un centro della regione per farne la “sua” capitale nel 2022?
«La candidatura di Diamante a Capitale della Cultura 2024 nasce con l’intento di raccontare una realtà bella della nostra regione. Diamante racchiude storia, natura, arte ed enogastronomia, può essere il simbolo della Calabria intera. La vittoria di Diamante non sarebbe la vittoria di un singolo comune, ma di una terra, la Calabria, tanto bella quanto sfortunata. Se vince Diamante si rilancia la Calabria».

Quali sono i punti di forza nel dossier presentato da Diamante, gli aspetti del territorio che la proposta intende valorizzare? 
«Il punto centrale è sicuramente l’inclusione. A tal proposito trovo estremamente significativo il motivo per cui la senatrice Liliana Segre ha deciso di essere presidente Onoraria del Comitato a sostegno della Candidatura di Diamante 2024 rimarcando come “condividere significa mettere in comune un intero ecosistema di valori fondamentali a cominciare dalla dignità da cui tutto discende: solidarietà, giustizia, pace, dialogo tra i popoli e tolleranza religiosa”. È questo lo spirito e, nostro avviso, il principale punto di forza del nostro dossier che mira a valorizzare la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre eccellenze, penso, ad esempio, allo straordinario patrimonio artistico di Cirella. Partiamo da questi tre capisaldi con un occhio al futuro. Siamo nel bel mezzo di una pandemia che non molla la presa, ma è necessario guardare al tempo che verrà con fiducia e ottimismo. Mercoledì 15 presenteremo il dossier della candidatura a palazzo Wikened nella sede Inps di Roma con un incontro dal titolo: “Transizioni Occasioni e rischi del nostro tempo. Il ruolo della cultura”. La cultura che deve essere il motore per cogliere le tante opportunità che il nostro tempo, all’apparenza solo pieno di insidie, ci offre».

Mettiamoci nel migliore scenario possibile: Diamante entra tra le dieci finaliste e diventa capitale della Cultura. Cosa significherebbe per la Calabria e come questo potrebbe cambiare il volto e il futuro dell’area? 
«Riuscire ad arrivare tra le 10 finaliste sarebbe un grande traguardo, un primo riconoscimento al grande lavoro svolto in questi anni in cui Diamante, più volte, è salita alle cronache nazionali per iniziative culturali di prim’ordine. Arrivare a quel punto sarebbe innanzitutto un messaggio positivo per i calabresi, per continuare a sostenere l’idea che è possibile pensare a un futuro non lontano dalla nostra terra. Il principale impatto dunque potrebbe essere di tipo mentale, potrebbe essere un segnale importante per tutti».

Immaginiamo, invece, che il sogno rimanga tale. In passato le città che hanno concorso per il titolo senza riuscire a ottenerlo ne hanno comunque tratto spunti per realizzare progetti e stimoli. Quali sono i progetti che si impegna a realizzare anche se Diamante non diventasse capitale della Cultura 2022?
«Continuare a raccontare le nostre bellezze che sono le bellezze della Calabria, continuare a lavorare affinché la nostra storia possa avere un futuro brillante». (redazione@corrierecal.it)

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