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Omicidio dell’avvocato Pagliuso, condannato all’ergastolo il killer Marco Gallo

Terza sentenza di fine pena mai per il 35enne di Falerna. Il delitto è avvenuto il 9 agosto 2016. L’omicida ha aspettato nascosto nel giardino dell’abitazione della vittima. Esclusa l’aggravante ma…

Pubblicato il: 22/12/2021 – 18:41
di Alessia Truzzolillo
Omicidio dell’avvocato Pagliuso, condannato all’ergastolo il killer Marco Gallo

CATANZARO È stato condannato all’ergastolo Marco Gallo, 35 anni, per l’omicidio dell’avvocato penalista di Lamezia Terme Francesco Pagliuso, avvenuto il 9 agosto 2016. La sentenza della Corte d’Assise di Catanzaro – presieduta dal giudice Alessandro Bravin – è arrivata questa sera intorno alle 18, dopo 5 ore di camera di consiglio. È stata, dunque, accolta la richiesta di condanna invocata dal sostituto procuratore Pasquale Mandolfino. È stata esclusa dalla Corte l’aggravante mafiosa del delitto come sostenuto, invece, dalla Dda di Catanzaro.
Gallo, difeso dall’avvocato Francesco Siclari, secondo l’accusa, è l’esecutore materiale del delitto eseguito per conto della cosca Scalise di Decollatura i cui vertici, Pino e Luciano Scalise, sono stati condannati all’ergastolo lo scorso 18 giugno.
Secondo le ricostruzioni di indagine, Gallo avrebbe praticato un foro nella rete di recinzione della villa di Pagliuso per introdursi nel giardino mentre l’avvocato trascorreva la serata fuori casa. Lo avrebbe atteso nascosto nel buio per poi sparagli a bruciapelo nel momento in cui questi entrava con l’auto nel giardino. «Delitto commissionato – secondo la Dda – perché l’avvocato Pagliuso era dagli Scalise ritenuto responsabile di aver agevolato e favorito il capo della cosca rivale Domenico Mezzatesta, sia nel processo che vedeva quest’ultimo, insieme al figlio Giovanni (classe 74, ndr) responsabile del duplice omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo» (soggetti legati a doppio filo alla cosca Scalise), sia nel periodo della latitanza di Domenico Mezzatesta (ritenuto il boss dell’omonima cosca), latitanza durante la quale veniva ucciso Daniele Scalise (il 28 giugno 2014), figlio di Pino e anch’egli elemento di spicco della sua consorteria. Secondo l’accusa a gennaio 2017 Luciano Scalise ha emesso un assegno di 7.500 euro a favore di Marco Gallo.
Parti civili nel processo sono la sorella dell’avvocato assassinato, Assunta Antonia Pagliuso con marito e figlio, assistiti dall’avvocato Aldo Ferraro; i genitori della vittima, Giovanni Battista Pagliuso e Rosa Grandinetti, assistiti dall’avvocato Salvatore Staiano; la sorella Angela Rita Pagliuso con il marito, rappresentati dall’avvocato Nunzio Raimondi; il nipote rappresentato dall’avvocato Candido Bonaventura; il figlio minore dell’avvocato Pagliuso, assistito dall’avvocato Pino Zofrea; la moglie Antonella Divasto, rappresentata dall’avvocato Enzo Galeota; il Comune di Soveria Mannelli, ove il legale era nato, rappresentato dall’avvocato Pietro Agapito; il Comune di Lamezia Terme rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia; il consiglio dell’ordine degli avvocati di Lamezia Terme con l’avvocato Gianfranco Barbieri; la camera penale di Lamezia Terme con l’avvocato Gianfranco Agapito.

L’avvocato Francesco Pagliuso

Tre ergastoli e quattro accuse per omicidio

Questo è il terzo ergastolo comminato all’ex insospettabile impiegato di Falerna che, in primo grado, è già stato condannato dalla Corte d’Assise di Catanzaro, l’8 luglio scorso, per l’omicidio del dipendente delle Ferrovie dello Stato, Gregorio Mezzatesta, ucciso il 24 giugno 2017 a Catanzaro. Quattro colpi di pistola calibro 9X21 hanno raggiunto la vittima alla testa provocandone la morte immediata. L’accusa di omicidio nei confronti di Gallo è aggravata dalle modalità mafiose. Anche in questo caso l’omicidio sarebbe avvenuto su commissione della cosca Scalise. Secondo l’accusa, infatti, il killer avrebbe agito per «punire» Domenico Mezzatesta, fratello di Gregorio, ritenuto dalla cosca Scalise il responsabile dell’uccisione di Daniele Scalise, appartenente all’omonimo gruppo criminale dominante sul comprensorio montano del Lametino.
Il 18 novembre 2020 il 35 enne è stato condannato dal Tribunale di Lamezia Terme per l’omicidio di Francesco Berlingeri, fruttivendolo di etnia rom trucidato il 29 gennaio 2017. Per questo delitto, per il quale non si ravvisa la matrice mafiosa, è stata condannata a 15 anni anche la moglie di Gallo, Federica Guerrise.
Inoltre Marco Gallo di recente è stato incriminato anche per l’omicidio di Domenico Gigliotti avvenuto il 25 gennaio 2015. Secondo gli investigatori del commissariato di Polizia di Lamezia Terme, coordinati dalla locale Procura, Gallo avrebbe agito contro Gigliotti per motivi passionali e perché vittima di una truffa dell’agenzia di viaggi intestata alla moglie della vittima.
Un curriculum criminale, stando all’accusa, lungo e cruento quello di un uomo che fino a pochi anni fa era, per la cronaca e gli investigatori, un perfetto sconosciuto. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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