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«Sull’ospedale di Trebisacce è calato il silenzio. Ma ci sono due sentenze da rispettare»

Il sindaco di Roseto Capo Spulico chiede attenzione sulla riapertura del Chidichimo. E solleva dubbi sulla nuova rete disegnata dal Pnrr

Pubblicato il: 24/12/2021 – 11:27
«Sull’ospedale di Trebisacce è calato il silenzio. Ma ci sono due sentenze da rispettare»

ROSETO CAPO SPULICO «Che non cali il silenzio sull’Ospedale Guido Chidichimo di Trebisacce». A ribadirlo è Rosanna Mazzia, sindaco di Roseto Capo Spulico.
«In merito al Piano di ammodernamento del Sistema sanitario calabrese – ha dichiarato il primo cittadino del Comune Ionico – la cui realizzazione dovrebbe avvenire con i fondi del Pnrr, pare che lo stesso faccia riferimento esclusivamente alla Rete d’Emergenza Territoriale, da sempre deficitaria in tutta la nostra Regione. Ben venga quindi ogni intervento finalizzato al suo potenziamento. Discorso diverso è invece quello relativo alla Rete Ospedaliera, nella quale rientra senza ombra di dubbio l’Ospedale “Guido Chidichimo” di Trebisacce, la cui riapertura è sempre più paragonabile alle vicende della figura mitologica di Tantalo. Per quanto il territorio della Sibaritide-Alto Ionio sia affamato e assetato di una Sanità degna di questo nome, appare destinato a vedere questo obiettivo sempre vicino, ma mai abbastanza da poterlo cogliere. La preoccupazione della comunità cittadina composta dagli abitanti di 17 comuni, a cui vanno aggiunti i notevoli flussi turistici che arrivano sul territorio decuplicandone le presenze, è dovuta al fatto che il Chidichimo sembra essere uscito dalle cronache e dalle iniziative di chi è chiamato a far rispettare due sentenze del Consiglio di Stato che ne ordinano la riapertura. Se si sta lavorando, lo si sta facendo troppo in silenzio, generando preoccupazione e una sensazione di abbandono nei cittadini. È assolutamente necessario da parte delle autorità costituite, e in primo luogo di Andrea Urbani, Commissario ad Acta per l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato, incontrare il territorio, i sindaci, i cittadini per spiegare come si sta svolgendo e come si svolgerà il cronoprogramma relativo alla riapertura del presidio ospedaliero, perché da troppo tempo a tal proposito si tace».
«Relativamente al Piano di ammodernamento invece – continua Mazzia –, se da un lato non si può che accogliere con plauso il potenziamento di alcuni presidi legati all’Alto Ionio, resta il dubbio se tali potenziamenti riguardino o meno o in che modo la rete della continuità assistenziale, se c’è o meno una visione sulla forte interazione che intercorre tra Sanità e Turismo, se si è pensato a potenziare o meno il 118, rendendolo funzionale al proprio ruolo di elemento cardine che fa la differenza tra la vita e la morte nei casi di emergenza/urgenza. Allo stesso tempo non è chiaro dove sarà posta la Centrale Operativa Territoriale che coordini nuove e consolidati funzioni legate a questa ristrutturazione. Se, come sembra, tali centrali operative sono legate esclusivamente alla zona di Corigliano-Rossano allora è chiaro che ancora una volta si rischia di perdere un’importante opportunità e si continua a imperversare nell’errore di non considerare il territorio che va da Sibari-Cassano a Rocca Imperiale tale da meritare autonomia e una gestione dedicata. Sarebbe pertanto fondamentale che una Centrale operativa fosse posta nella città di Trebisacce, che rappresenta una realtà idonea per l’orografia del territorio e per la sua centralità. Ci consola sapere che tale ristrutturazione non ha il marchio della immutabilità, e che ci sono ancora i margini per migliorare tale proposta. Resta certa una semplice verità: il territorio dell’Alto Ionio si sta ponendo molte domande relative alla Sanità che la Regione e lo Stato stanno disegnando per loro. È giunto il tempo di ottenere qualche risposta».

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