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Intralcio alla giustizia, l’imprenditore Caruso chiede il rito abbreviato

Secondo l’accusa l’imputato avrebbe avvicinato la parte offesa per indurla a ritrattare le accuse

Pubblicato il: 12/01/2022 – 14:45
di Alessia Truzzolillo
Intralcio alla giustizia, l’imprenditore Caruso chiede il rito abbreviato

LAMEZIA TERME Intralcio alla giustizia. È questa l’accusa che la Procura di Lamezia Terme, guidata da Salvatore Curcio, contesta all’imprenditore lametino Giuliano Caruso, già condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi di reclusione per usura nei confronti di Antonio Pettinato, parte civile alle quale è stata riconosciuta una provvisionale di 50mila euro.

L’intralcio alla giustizia

Proprio dalla vicenda d’usura prende le mosse la parallela indagine, condotta sempre dalla Guardia di finanza di Lamezia Terme, sull’intralcio alla giustizia, reato che sarebbe stato consumato tra febbraio e marzo 2019.
Pettinato ha infatti denunciato ai finanzieri di Lamezia Terme che Caruso gli avrebbe offerto denaro per indurlo a ritrattare le accuse «ovvero – è scritto nel capo di imputazione – a dichiarare al giudice circostanze non corrispondenti al vero». In particolare Caruso avrebbe promesso a Pettinato, assistito dall’avvocato Michele Gigliotti, di annullargli il credito che riteneva di vantare nei suoi confronti per un importo di 180mila euro, di pagargli tutte le spese di viaggio che avrebbe dovuto affrontare per recarsi a Lamezia Terme a rendere testimonianza, di procurargli e pagargli un altro avvocato che si sarebbe occupato di seguire la vicenda processuale ed in cambio gli chiedeva di non costituirsi parte civile nel processo per usura e di riferire al giudice che il denaro versatogli in base al primo accordo usurario era stato scontato nel secondo contratto che avevano stipulato e di non aver mai riferito tale circostanza agli inquirenti per mera dimenticanza. Offerta che coraggiosamente Pettinato ha rifiutato.
Non riuscendo nell’intento Caruso avrebbe minacciato Pettinato «che se non avesse accettato l’offerta avrebbe avviato le necessarie azioni legali contro di lui e i suoi fratelli per ottenere il pagamento del credito asseritamente vantato nei loro confronti per un importo di 180mila euro».

Chiesto il rito abbreviato

Nel corso dell’udienza di questa mattina Caruso, assistito dagli avvocati Francesco Gambardella e Antonio Larussa ha chiesto il rito abbreviato. Il procedimento proseguirà, nelle forme del rito alternativo, il prossimo due febbraio. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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