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La droga, le presunte combine e i tradimenti. La testimonianza di Simoni al processo “Bergamini”

L’ex portiere del Cosenza e migliore amico di Denis, sentito per 5 ore in Corte d’Assise. «Ho visto il corpo di “Berga”, il viso era integro»

Pubblicato il: 13/01/2022 – 17:00
di Fabio Benincasa
La droga, le presunte combine e i tradimenti. La testimonianza di Simoni al processo “Bergamini”

COSENZA Luigi Simoni gioca cinque anni a Cosenza, e nella città dei bruzi inizia la carriera da calciatore. Il portiere, oggi «in pensione», conosce Denis Bergamini prima del suo trasferimento in riva al Crati, nel corso di un’amichevole. «Sapevamo che saremmo diventati compagni di squadra». Quello che Simoni non avrebbe mai immaginato era di diventare il miglior amico di Denis, il suo confidente, il coinquilino per quattro anni vissuti in tre abitazioni diverse a Rende, fino al 1989. «Un amico fraterno, una persona leale, un professionista serissimo. Era giovane, bello e biondo. Sicuramente tra i più apprezzati dalle donne». Il ritratto del calciatore di Argenta morto il 18 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico è quello abbozzato dagli altri testimoni che hanno sempre asserito di conoscere bene il calciatore emiliano. «Era appassionato di auto, amava le Ferrari e seguiva con passione le corse automobilistiche», confessa Simoni chiamato a testimoniare in Corte d’Assise a Cosenza nel corso del processo sulla morte di Bergamini.

Il futuro e l’idea imprenditoriale

Bergamini, giovane e di successo, era pronto al grande salto. Anche Simoni conferma l’esistenza di un pre-contratto con il «Parma di Nevio Scala» pronto ad assicurarsi le prestazioni del calciatore. Non solo. Denis pensava anche al futuro, a quando avrebbe appeso gli scarpini al chiodo. «Avevamo iniziato a pensare a cosa fare dopo la fine della carriera da calciatori e abbiamo pensato di comprare uno stabilimento balneare a Milano Marittima». Dal sogno alla realtà, nel 1989 Bergamini – racconta Simoni – «si recò a Milano Marittima nell’estate del 1989, in vacanza con altri compagni, per vedere quali stabilimenti avremo potuto acquistare. Io non andai perché fui convocato in Nazionale Under 21». Il rapporto tra i due compagni è solido e addirittura Simoni, quando lascia Cosenza nel 1989 per trasferirsi nel Pisa, chiede al presidente del club toscano di acquistare Denis Bergamini. «Volevamo stare insieme anche in un’altra squadra, provai a portarlo a Pisa dove andai a luglio dell’89. Il presidente del club toscano mi chiese chi prendere e feci il nome di Denis, ma costava troppo. Rimase a Cosenza perché gli rinnovarono il contratto».

La droga, i festini e le presunte combine

«Denis non si è mai drogato, io nemmeno, Michele Padovano qualche canna l’ha fumata, ma non l’ho mai visto sniffare cocaina. Padovano non ha mai trafficato droga, e nemmeno partecipato a festini a basa di polvere bianca». L’ex portiere del Cosenza è chiamato a rispondere alle domande della difesa e del Pm, e spazza via ogni dubbio e qualsiasi voce «infondata» sulla possibilità che nello spogliatoio rossoblù girasse della droga. Simoni difende anche l’ex compagno Michele Padovano. «E’ un amico, era più selvaggio di me e Denis. Ricordo una volta che andò in discoteca di nascosto ma fu beccato da Gianni di Marzio (all’epoca allenatore del Cosenza) e si prese un bel rimprovero, fece uno show». Non solo la droga e le scappatelle in discoteca. Sul Cosenza Calcio, o meglio su alcuni tesserati dell’epoca, giravano voci di presunte combine. «Denis non si è mai venduto una partita – commenta Simoni – noi non abbiamo mai venduto nessuna gara. Qualche 0-0 lo abbiamo fatto, questo sì». E cita un episodio. «Contro il Monopoli nel 1987 abbiamo pareggiato ed entrambe le squadre sono andate in Coppa Italia». In una intercettazione, richiamata dal Pm, Simoni chiacchiera con Padovano e si parla della gara Empoli-Cosenza. «Tornai il venerdì prima del match perché ero in Nazionale. Giocammo quella partita senza due giocatori importanti Castagnini e Caneo» Bruno Giorgi, all’epoca allenatore del Cosenza, secondo Simoni «sospettava di qualcuno».

Donne e motori

«L’ultima volta che vidi Denis Bergamini fu nel mese di settembre del 1989, al negozio della sorella e arrivò in ritardo a bordo della Maserati», aggiunge Simoni. «Gli chiesi “Berga ammazza che macchina” e lui rispose “sono giovane e mi sono tolto uno sfizio“, In quel momento mi era parso diverso dal solito, più interessato ai soldi, anche se noi volevamo giocare in Serie A. Era questo il nostro sogno». Oltre alla passione per il calcio e le auto, Denis era evidentemente apprezzato dalle donne come confermato dallo stesso Simoni. «Ha avuto due o tre avventure. Quando arrivò a Cosenza era fidanzato con una ragazza di Argenta, che lo venne a trovare in Calabria. Si chiamava Antonella. Poi un giorno mi fece vedere un anello e mi disse che voleva regalarle il brillante anche se la voleva lasciare. Penso abbiano troncato il rapporto a causa della distanza». Dopo la fine della relazione con la ragazza di Argenta, Bergamini cede al corteggiamento della giovanissima Isabella Internò che conosce proprio grazie a Simoni. «Era una mia amica, a presentarmela fu il mio ex compagno di club, Gabriele Baldassarri». Quest’ultimo, sempre secondo quanto riferisce il testimone, sarebbe stato legato da un rapporto di amicizia nei confronti della giovane cosentina. «Una volta, in ritiro a Spezzano Albanese (era il 1986) Denis tornò in camera un po’ infastidito e deluso e mi chiese lumi sul rapporto tra Isabella e Baldassarri. Io sapevo fossero amici e nulla più». La vicenda si protrae fino al termine del ritiro del Cosenza, quando Isabella Internò «chiese un chiarimento con me e Denis sulla questione. Poi non ne parlammo più». Bergamini e la Internò (unica imputata nel processo sulla morte del calciatore) si fidanzano nell’autunno del 1985 – sostiene Simoni – «subito dopo aver lasciato la ragazza emiliana». «Isabella con il tempo ha sviluppato una gelosia importante, maniacale – aggiunge il testimone – il loro era un rapporto inizialmente bello, ma il sentimento di Denis, ammesso che ci fosse mai stato, si è affievolito a causa della sua gelosia». L’ex portiere racconta di un continuo tira e molla tra i due, nonostante Bergamini non «avesse mai detto di essere innamorato, mai parlato di matrimonio, mai inserito Isabella nei nostri discorsi sul futuro». Simoni cita un episodio. «Quando tornò dall’infortunio (Bergamini si ruppe la tibia prima della gara con l’Udinese in seguito ad un contrasto di gioco con il compagno Giorgio Venturin) andammo a mangiare all’Elefante Rosso e da lì passo Isabella. Andarono a farsi un giro e quando Denis tornò a casa mi disse che si erano rimessi insieme e gli dissi “di nuovo?”».

I tradimenti e l’addio ad Isabella

«Denis Bergamini ha mai tradito Isabella Internò?», chiede il Pm a Simoni. «L’ha tradita, una volta sono tornato a casa e non era solo. Era a letto con un’altra. Era il 1989». Bergamini tuttavia «frequentava casa della Internò», andava a prenderla ed è capitato che raggiungesse insieme a lei i compagni di squadra nel corso di alcune cene organizzate con le rispettive fidanzate. L’umore di Bergamini diviene cupo quando il calciatore si infortuna. «Si è fatto male quando era seguito da molte squadre. Inizialmente era abbattuto ma poi dopo è tornato il combattente di sempre e addirittura tornò in campo prima dei tempi di recupero previsti». Le prestazioni però non sono incoraggianti, «giocò contro il Catanzaro – dice Simoni – anche se non era in forma. Si vedeva che non era il solito calciatore». La convalescenza l’ha vissuta a casa ad Argenta in compagnia della sorella, Donata. «Decise di non andare dal padre Domizio perché era contrario al fatto che frequentasse una sua ex, sua compaesana». La ragazza – di cui Simoni non ricorda il nome – «aveva avuto un rapporto d’amore con Denis ma a papà Domizio non piaceva proprio». Nello stesso periodo, quello dell’infortunio, Denis «stava con Isabella ma frequentava la sua ex ad Argenta. Ma non hanno avuto rapporti sessuali, da quello che so». Della fine della relazione con Isabella Internò, Simoni verrà informato direttamente dal compagno di squadra e amico nel corso di una amichevole giocata tra il Cosenza e il Pisa (nuova squadra di Simoni) nell’agosto del 1989. «Ci siamo fermati a fine partita e gli ho chiesto “come va con le donne” e lui mi ha risposto che aveva chiuso definitivamente con Isabella.

L’aborto e la morte di Bergamini

«Un giorno Denis si presenta a casa e mi comunica che Isabella aveva un ritardo. Andai io in farmacia a prendere il test e dopo qualche giorno mi disse che era tutto negativo. Dopo la sua morte però scoprii che c’era stato un aborto». Simoni confessa quanto di sua conoscenza in merito all’interruzione di gravidanza della giovane compagna di Bergamini. La notizia della morte del calciatore, invece, raggiunge Simoni mentre si trovava a Reggio Calabria. «La domenica avrei dovuto giocare con il Pisa contro la Reggina. Dopo aver fatto colazione, torno in camera e squilla il telefono». Dall’altra parte della cornetta Beppe Maltese, massaggiatore del Cosenza Calcio, annuncia la morte di Bergamini. «Mi parlò di un incidente e risposi “immagino perché corre sempre in auto”, Maltese mi fermò e disse “allora non sai nulla? È morto sotto un camion e pare si sia suicidato“. Posai la cornetta e rimasi in silenzio». Dopo aver appreso la notizia, Simoni raggiunge Cosenza «in macchina insieme all’ex compagno Claudio Lombardo». «Ho visto il corpo di Denis all’obitorio a Trebisacce – racconta il testimone – aveva un rigonfiamento sulla cassa toracica e ricordo che aveva un segno scuro simile ad un livido sulla tempia. Però il viso era bello, era integro». Al funerale, invece, Simoni partecipa insieme ai suoi ex compagni di squadra: «Ci siamo ritrovati allo stadio ed abbiamo raggiunto la chiesa a bordo di un bus. Appena sceso, Isabella si buttò addosso e si mise a piangere. E dopo parlò con Michele Padovano. Lei diceva “ti devo raccontare”, ma Padovano mi disse che non le ha mai detto nulla».

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